Neo genitori sopraffatti da carico mentale e suddivisione dei compiti: cosa fare?

Per riportare serenità e organizzazione tra i neo genitori sopraffatti dal carico mentale e fisico dopo la nascita di un bebè la famiglia tradizionale non basta più. La soluzione? E se fosse una negoziazione familiare a tre?

Essere neo genitori non è una passeggiata e, spesso, quando si è al primo figlio, il carico mentale è talmente tanto che si finisce per essere sopraffatti dalla nuova genitorialità, quel che servirebbe, in questo senso è un aiuto concreto da una terza parte.

Stanchezza, notti insonni e sbalzi ormonali sono all’ordine del giorno e portano i genitori a essere esausti nel giro di poche settimane. Ma come fare per non lasciarsi prendere dal sopravvento delle emozioni negative e gestire al meglio il bebè?

Neo genitori esausti e sopraffatti dal carico mentale: qual è la soluzione?

Le neo mamme in modo particolare tendono ad assumersi la maggior parte della responsabilità nell’educazione dei figli. Ma senza l’aiuto della comunità e gli assetti di vita multigenerazionali il genere umano non sarebbe sopravvissuto come specie.

L’intervento di una terza persona all’interno del modello familiare tradizionale diverrebbe, in tal caso, un modello familiare allargato dove a dare man forte a mamma e a papà è la figura di un caregiver in grado di supportare e aiutare il peso eccessivo in cui si trovano i neo genitori nell’accudimento di un neonato.

Le madri tendono in modo riflessivo ad assumersi la maggior parte della responsabilità nell’educazione dei figli. Ma può questo imperativo – sia esso biologico o culturale – essere effettivamente diviso equamente? A quanto pare sì e in molte famiglie è già così, vedi l’aiuto dei nonni, della zia o l’amica fidata che si prestano a dare una mano nel momento del bisogno. Insomma, un sistema organizzato sull’onere di allevare i figli non più in due come tradizione vuole ma in tre come dei veri co-genitori.

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Il contratto genitoriale a tre: il nuovo assetto della famiglia allargata

Un vero e proprio contratto interno dove a partecipare (e a prendersi alcune responsabilità) non sono solo i genitori biologici ma anche una terza persona. Il trio, dunque, si divide in modo equo i compiti nell’accudimento del bambino nelle prime fasi della sua vita.

L’obiettivo è ritrovare la serenità familiare e il giusto equilibrio mentale. In realtà, questo accordo tra parti è ciò che da millenni accade in diverse comunità nel mondo. Sin dall’antichità, l’arrivo di un nuovo membro nella famiglia ha portato alla cooperazione di tutta la comunità circostante. Ad oggi, questo è ancora vivo in molte tribù africane e non solo, dove diverse generazioni di donne e uomini si prendono il “carico” di aiutare i neogenitori nella crescita del bebè e nella riorganizzazione della nuova vita familiare.

Farsi aiutare da una terza persona non solo è salutare per il benessere mentale della famiglia ma, soprattutto, rappresenta un beneficio per la convivenza o il matrimonio dei nuovi genitori. Inoltre, una coppia felice ha più possibilità di diventare genitori felici e crescere figli di successo.

Ma cosa succede se non si riesce a trovare un terzo genitore completamente devoto alla causa familiare?

Neo genitori esausti dopo la nascita del bebè: l’aiuto della negoziazione familiare

Essere aiutati dai parenti, nonni e zii non sempre è possibile. Viviamo in un paese dove le nonne ancora lavorano e la vita in generale porta a non avere tutto quel tempo da dedicare – anche – a una famiglia che non sia quella propria. E allora come si fa?

In questi casi, non rari, esistono comunità virtuali che supportano i nuovi assetti familiari con tanto di negoziazione familiare tra le parti. È il caso, per esempio, di una famiglia dell’Oklahoma: mamma Avary Kent e papà Zeke Hausfather che, attraverso l’aiuto di AltParenting, hanno ridefinito la struttura familiare tradizionale introducendo nel loro nucleo familiare David Jay, un attivista asessuale che ha sempre desiderato un figlio ma non era sicuro di come averne uno, finché non ha stretto amicizia con la coppia.

Il trio ha redatto un contratto prima della nascita della piccola Tavi (figlia di Avary e Zeke), trovato su AltParenting. Il contratto è suddiviso in parti; alcune sono un vero e proprio manuale di negoziazione familiare dove viene divisa l’organizzazione del nuovo assetto familiare, come per esempio le riunioni settimanali, e ciascuna persona del trio può “bloccare” l’altra quando si tratta di prendere decisioni importanti.

Il punto focale di questo contratto familiare è che il grande compito di allevare un essere umano spesso si riduce a una serie di decisioni che molti genitori mettono in pratica istintivamente senza alcun principio guida. Su TheGuardian, il trio intervistato ha così espresso il proprio pensiero sulla nuova vita familiare a tre:

La famiglia tradizionale è profondamente imperfetta ed è molto distrutta. Villaggi, comunità, ambienti abitativi multigenerazionali: sono il modo in cui abbiamo vissuto per millenni, e sono profondamente radicati nel nostro nucleo. Letteralmente. Senza di loro, non saremmo sopravvissuti come specie.

Credo fermamente che noi tre stiamo tornando a una forma di famiglia molto più tradizionale. Non abbiamo inventato nulla di nuovo, siamo solo ritornati alle origini.

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