Mola vescicolare in gravidanza: cos'è, sintomi e cause - GravidanzaOnLine

Cos’è la mola vescicolare e perché rende quasi impossibile la gravidanza

La mola vescicolare è una rara alterazione dei villi coriali, che non sono sono in grado di assicurare gli scambi materno-fetali e portano ad un'interruzione della gravidanza.

Fenomeno molto raro e altrettanto grave, la mola vescicolare (detta anche mola idatiforme o patologia trofoblastica gestazionale) è un’alterazione dei villi coriali, che si trasformano in vescicole, o cisti, e non sono più in grado di garantire il corretto scambio di nutrienti dalla donna al feto, che nella maggior parte dei casi non sopravvive.

Il trofoblasto, cioè il tessuto che darà origine alla placenta, continua a produrre l’ormone Beta hCG, o gonadotropina corionica umana, anche se il prodotto del concepimento risulta assente o presenta anomalie. La gravidanza molare non ha quasi mai esito positivo.

Cos’è la mola vescicolare?

La mola vescicolare consiste in un’anomalia nella fecondazione, che dà origine a un corredo cromosomico alterato e provoca nella maggior parte dei casi un’interruzione di gravidanza. L’anomalia dei villi coriali (noti anche come villi del corion) inizia solitamente nel secondo mese di gravidanza e può essere di due diversi tipi:

  • Mola vescicolare completa o totale: interessa l’intera componente vascolare, e l’embrione o il feto sono assenti. Nella maggior parte dei casi il numero dei cromosomi è normale ma sono tutti di origine paterna, un’evenienza determinata dalla duplicazione di uno spermatozoo che ha fecondato un ovocita privo di patrimonio genetico. In rari casi invece l’ovocita (privo di patrimonio genetico) è stato fecondato da due diversi spermatozoi.
  • Mola parziale: una parte dei villi coriali risulta di grandezza normale, l’altra invece no. Tale anomalia provoca in quasi la totalità dei casi la morte del feto. Si stima che solo il 2% di gravidanze molari parziali riescano a proseguire.

trofoblasto

La mola vescicolare ha un’incidenza di circa una gravidanza su 2000, interessa soprattutto le donne dai 34 ai 40 anni o di età inferiore ai 20 anni. Una maggiore incidenza si verifica poi nelle donne che abbiano avuto già delle gravidanze precedenti e tra le popolazioni asiatiche.

Quali sono i sintomi della mola vescicolare?

L’anomalia dei villi coriali può presentarsi con sintomi diversi. Il sintomo più comune è la perdita di sangue dai genitali, che si osserva intorno alla 10^ settimana di gravidanza. Le perdite sono irregolari e possono essere di colore rosso vivo oppure più scuro e presentare dei coaguli (metrorragia). Alle perdite si associa un fastidio nella zona del basso ventre, ma generalmente non un dolore vero e proprio, a meno che non compaia una forte emorragia.

All’esame ecografico effettuato dal medico l’utero risulta più grande rispetto all’epoca gestazionale e non è possibile rilevare il battito cardiaco fetale, né osservare la presenza dell’embrione all’interno della camera gestazionale. Anche le ovaie possono risultare più grandi del normale e presentare numerose cisti luteiniche a causa della grande quantità di ormone Beta prodotta.

Spesso la presenza della mola vescicolare provoca forte vomito o iperemesi gravidica. Alla donna può essere anche diagnosticata una preeclampsia precoce.

Riassumendo, i principali sintomi della mola vescicolare sono:

  • perdite di sangue;
  • vomito;
  • utero più grande del normale;
  • cisti ovariche;
  • preeclampsia;
  • fastidio al basso ventre-

Quali sono le cause della mola vescicolare?

Non si conoscono con certezza le cause che portano alla malformazione dei villi coriali. Sembra interessare soprattutto le popolazioni orientali e, come anticipato, si verifica più di frequente tra le donne non primipare e con età che va dai 35 ai 40 anni.

Alla base della mola vescicolare si trova un malfunzionamento nel concepimento, che, come detto, può essere dato da anomalie degli spermatozoi o dalla fecondazione di un ovulo privo di patrimonio genetico, quindi “vuoto”.

Come si cura la mola vescicolare?

Non appena il medico conferma la mola vescicolare si procede tempestivamente allo svuotamento dell’utero con il raschiamento per rimuovere il prodotto del concepimento.

Particolare attenzione va prestata al decorso post operatorio, poiché alcuni frammenti della mola uterina potrebbero rimanere annidati sulla parete uterina continuando la produzione di Beta hCG: per questo viene periodicamente misurata fino a un anno dopo l’operazione (o 6 mesi nel caso di mola parziale).

Quando tutto il tessuto molare viene asportato le perdite di sangue si interrompono (possono volerci alcuni giorni) e l’utero riprende la sua dimensione normale, mentre scompaiono le cisti ovariche.

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