Come calcolare l'età gestazionale in modo corretto

Quando inizia la gravidanza? Lo standard di riferimento utilizzato è quello della cosiddetta età gestazionale. Conosciamo di cosa si tratta, a cosa serve e come calcolarla in maniera il più accurata possibile.

L’età gestazionale è una sorta di “unità di misura” con la quale si valutano diversi aspetti di una gravidanza. Più che un semplice valore numerico, quindi, è un’informazione che va, da una parte, compresa e dall’altra calcolata il più possibile con esattezza.

Cos’è l’età gestazionale?

Per parlare di età gestazionale (chiamata anche epoca gestazionale) bisogna far riferimento alla durata della gravidanza. Questa viene definita a termine quando il parto avviene tra la 37 e la 41 settimana, mentre si parla di parto prematuro quando avviene prima della trentasettesima settimana di gravidanza o gravidanza protratta quando il parto è successivo alla quarantunesima settimana.

Queste le date di fine, ma quando inizia una gravidanza? Non potendo conoscere il momento esatto del concepimento e dell’impianto dell’embrione convenzionalmente si calcola l’inizio della gravidanza dal primo giorno dopo l’ultima mestruazione.

Più precisamente l’età gestazione è definita come la differenza di 14 giorni prima della data del concepimento e il giorno del parto. L’età gestazionale è quindi il periodo di tempo che intercorre tra il concepimento e il parto e rappresenta la durata della gravidanza ed è un periodo di tempo che viene stimato in settimane. Bisogna precisare fin da subito che l’età gestazione non è l’effettiva età embrionale, ma una stima utilizzata per convenzione per la gestione della gravidanza.

Si parla infatti di stime in quanto questa è una scienza inesatta perché non è possibile determinare il giorno preciso dell’ovulazione e del concepimento e possono esserci fattori (come l’obesità o la rottura premature delle membrane) che possono determinare una sottovalutazione o una sopravvalutazione del calcolo dell’età gestazionale.

Perché è importante stabilire l’età gestazionale

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Fonte: iStock

Il calcolo dell’età gestazionale e la conoscenza della settimana di gravidanza in cui ci si trova è fondamentale per diverse ragioni. Innanzitutto per consentire agli operatori sanitari (specialmente il ginecologo) di comprendere quanto lo sviluppo fetale sia corretto o, invece, non ci siano problemi da sospettare.

L’età gestazione è utile anche e soprattutto per comprendere quando eseguire visite di controllo ed esami di screening rispettando il calendario degli esami previsto. Ecografie, visite, monitoraggi, test e controlli vari, infatti, perdono di attendibilità e utilità se eseguiti prima o dopo un determinato periodo, per questo ogni volta che si parla di questo o quell’esame si indica un periodo temporale ampio entro il quale eseguirlo.

La misura dell’epoca gestazionale prevede l’utilizzo delle settimane e non dei mesi come unità di misura in quanto risultano più precise. Non tutti i mesi, infatti, hanno le stesse settimane. Spesso sui referti medici ottenuti in gravidanza si legge il valore dell’età gestazionale seguito da un numero che va da +1 a +6; questa cifra indica i giorni compiuti oltre la settimana di riferimento.

Inoltre con il calcolo dell’età gestazionale è possibile anche stabilire la data presunta del parto. Questa può essere calcolata sommando 266 giorni alla data del concepimento o sommando 280 giorni dall’ultimo periodo mestruale (per le donne con un ciclo regolare di 28 giorni). Per le donne con cicli irregolari, invece, la data stimata del parto si calcola aggiungendo 280 giorni e la durata del ciclo all’ultimo periodo mestruale.

Come si calcola l’età gestazionale?

La valutazione dell’epoca gestazionale può avvenire secondo diverse tecniche che si differenziano tra loro in base alla fattibilità, alla precisione e ai vantaggi e alle complicazioni associate. Il calcolo dell’età gestazionale può avvenire con metodi non ecografici, metodi ecografici e tecniche postnatali.

Metodi non ecografici

Rientrano in questo campo la cosiddetta Regola di Naegele e la dimensione dell’utero. La Regola di Naegele è quella che si basa sulla data dell’ultimo periodo mestruale alla quale va aggiunto 1 anno e 7 giorni per poi sottrarre tre mesi. La dimensione dell’utero cambia, ovviamente, in base alla crescita del feto e a partire dalla dodicesima settimana di gestazione è possibile palparlo sopra la sinfisi pubica (l’articolazione che si trova tra le due ossa pubiche). Questi metodi hanno il vantaggio di essere sempre eseguibili e di facile svolgimento, ma allo stesso tempo non assicurano il massimo dell’attendibilità.

La Regola di Naegele si basa sulla presenza di un ciclo mestruale regolare e non tiene conto, quindi, delle irregolarità che sono invece molto comuni. Parallelamente la sua attendibilità dipende dalla precisa memoria dell’ultima mestruazione. Similmente la palpazione delle dimensioni dell’utero dipende dalla capacità dell’operatore che esegue la misurazione e non assicura una stima standard.

Metodi ecografici

I metodi ecografici sono i più numerosi e diffusi per il calcolo dell’età gestazionale. Nel primo trimestre l’ecografia, sia transvaginale che transaddominale, consente la misurazione del CRL (la lunghezza del feto misurata dal vertice del cranio all’osso sacro). Questa è la misurazione di riferimento, alla quale a partire dal secondo trimestre può aggiungersi quella del diametro biparietale, della circonferenza cranica, della lunghezza del femore e della circonferenza addominale. Questi metodi hanno l’enorme vantaggio di essere estremamente precisi e accurati, ma di essere limitati al periodo di esecuzione dell’esame. Per questo spesso vengono ripetuti per confermare la correttezza dell’epoca gestazionale.

Tecniche postanatali

Dopo il parto il calcolo dell’età gestazionale viene effettuato per comprendere l’effettiva conformità delle stime eseguite durante la gravidanza. Questo calcolo può avvenire con il Metodo Dubowitz e il Nuovo punteggio Ballard.

Nel primo caso (il più antico) il calcolo si basava sull’analisi di differenti valutazioni fisiche e neurologiche (riflessi, tono, movimenti, comportamenti, eccetera). Il Nuovo punteggio Ballard, invece, è simile al precedente ma rinnovato e più dettagliato e prevede la valutazione di sei componenti fisiche e sei componenti neuromuscolari.

I limiti di questi metodi sono legati ai numerosi valori da considerare e al rischio, specialmente nel Nuovo punteggio Ballard, di sovrastimare l’età gestazionale dei neonati pretermine.

Età gestazionale: la tabella

A fronte di tutto quello che abbiamo detto è possibile leggere la tabella sottostante con la quale calcolare i giorni, le settimane e i mesi di gravidanza così come i giorni che mancano alla data stimata del parto.

Giorni mancanti alla dpp Giorni di gravid. Settimana di gravidanza – età gestazionale Settimane dal concepimento – età concezionale Mese lunare Mese di gravidanza Trimestre
280-274 1-7 0 ciclo 1° mese mese 1 PRIMO TRIMESTRE
273-267 8-14 1
266-260 15-21 2 ovulazione
259-253 22-28 3 concepimento
252-246 29-35 4 2
245-238 36-42 5 3 2° mese mese 2
237-232 43-49 6 4
231-225 50-56 7 5
224-218 57-63 8 6
217-211 64-70 9 7 3° mese mese 3
210-204 71-77 10 8
203-197 78-84 11 9
196-190 85-91 12 10
189-183 92-98 13 11 4° mese
182-176 99-105 14 12 mese 4 SECONDO TRIMESTRE
175-169 106-112 15 13
168-162 113-119 16 14
161-155 120-126 17 15 5° mese
154-148 127-133 18 16 mese 5
147-141 134-140 19 17
140-134 141-147 20 18
133-127 148-154 21 19 6° mese
126-120 155-161 22 20 mese 6
119-113 162-168 23 21
112-106 169-175 24 22
105-99 176-182 25 23 7° mese
98-92 183-189 26 24
91-85 190-196 27 25 mese 7 TERZO TRIMESTRE
84-78 197-203 28 26
77-71 204-210 29 27 8° mese
70-64 211-217 30 28
63-57 218-224 31 29 mese 8
56-50 225-231 32 30
49-43 232-237 33 31 9° mese
42-36 238-245 34 32
35-29 246-252 35 33
28-22 253-259 36 34 mese 9
21-15 260-266 37 35 10° mese
14-8 267-273 38 36
7-1 274-280 39 37
DATA PARTO 40 38

Articolo originale pubblicato il 22 marzo 2022

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