
Lasciare che i bambini corrano dei rischi durante il gioco non è un errore, ma un'importante opportunità di crescita. Ecco perchè.
L'assenza di regole non è sempre un male, specialmente durante il gioco. Parliamo del gioco libero e dei suoi benefici nello sviluppo dei bambini.

Giocare fa bene, non solo perché divertente e piacevole, ma anche perché favorisce lo sviluppo completo del bambino. Non a caso, come ricorda Save the Children, l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite definisce il gioco come un vero e proprio diritto inviolabile e insindacabile di ogni bambino. Tramite il gioco, infatti, il bambino cresce dal punto di vista cognitivo, emotivo, sociale e fisico e sempre tramite l’attività ludica scoprono sé stessi e il mondo che li circonda.
Tra le diverse modalità di gioco c’è il cosiddetto gioco libero che, proprio per la sua “assenza di regole” si rivela estremamente importante e parte integrante della crescita del bambino. Una realtà, quella del gioco libero, che deve essere promossa e favorita considerando gli importanti benefici che il bambino sperimenta attraverso di essa.
Per gioco libero si intende quel tipo di attività nel quale non vi è l’intervento di un adulto. È un’esperienza di apprendimento con l’ambiente circostante nella quale il piccolo ha la possibilità di scegliere autonomamente cosa fare, cosa prendere, come utilizzarli e con chi condividerli.
Si tratta di una modalità di gioco molto importante anche e soprattutto perché favorisce l’autonomia. Tramite il gioco il bambino può esprimere le proprie emozioni (sia positive che negative), creare e sperimentare cose nuove che, altrimenti, le regole (comunque importanti e necessarie in altri contesti) gli impedirebbero di scoprire.
Tra i vantaggi del gioco libero c’è che attraverso di esso il bambino impara a interagire con gli altri arricchendo le proprie conoscenze ed esperienze. Senza sottovalutare la dimensione imitativa: il bambino ricrea situazioni di vita quotidiane e per i genitori può essere utile monitorarle sia per comprendere come il bambino le elabora, ma anche per scoprire cosa vive il bambino quando è a scuola, con i nonni, i babysitter o altri caregiver.
Il gioco libero non è totale assenza di regole e abbandono del bambino in una stanza piena di stimoli o, peggio, lasciandogli in mano uno smartphone o una console. Nel gioco libero è il bambino che stabilisce le regole e anche per questo riesce a sviluppare la capacità di relazionarsi con gli altri e di adattarsi alle reazioni delle persone con cui interagisce.

Si parla di gioco libero distinguendolo dal gioco strutturato. Quest’ultimo è il gioco guidato da un adulto (che può essere il genitore, ma anche l’insegnante, il babysitter o qualunque altra figura di riferimento) che si rivela fondamentale per definire i confini, limitare i comportamenti, mettere in pratica l’autocontrollo e favorire la comprensione, l’accettazione del concetto di regola e del rapporto tra cause e conseguenza delle proprie azioni.
Al contrario il gioco libero è guidato dal bambino che stabilisce regole, tipologia e modalità di gioco divenendo egli il protagonista di questo tipo di attività.
Il gioco libero non si contrappone a quello strutturato (e viceversa), ma sono complementari ed entrambi necessari per garantire al bambino una crescita sana, serena e positiva.
L’American Psychological Association (APA) spiega che il gioco libero assicura al bambino diversi vantaggi sia fisici che emotivi, cognitivi e relazionali. Il gioco non strutturato, infatti, aiuta i bambini a sviluppare la resilienza, a mettere alla prova la loro creatività e a interagire in modo naturale con i loro coetanei. Ma è anche un tipo di attività che riduce l’ansia, favorisce la salute fisica, favorisce l’acquisizione di competenze quali la condivisione e la cooperazione, stimola la creatività e la risoluzione di problemi, promuovendo l’autonomia e l’indipendenza.
A beneficiare del gioco libero, però, non sono solamente i bambini. Ne traggono vantaggio, infatti, anche i genitori. Sia rafforzando il legame con i figli (con questi che acquisiscono una maggiore sicurezza emotiva) che, come indicato da Scientific American, evitando il burnout e situazioni di infelicità inspiegabili. Al netto degli impegni e delle inevitabili responsabilità, spesso i genitori soffrono l’assenza di quella libertà e spensieratezza che i figli hanno nel gioco libero.
Consapevoli dell’importanza del gioco libero, come favorirlo? In questo senso i genitori e gli educatori hanno un ruolo cruciale, permettendo al bambino di avere il tempo sufficiente e gli spazi adeguati (sia al chiuso che all’aperto) per sperimentare l’autonomia e la libertà tipica del gioco non strutturato.
Il primo elemento da cui partire, quindi, è l’evitare di riempire la routine quotidiana dei bambini con attività strutturate. Spesso i bambini trascorrono mediamente metà (o più) della loro giornata a scuola e se a questo aggiungiamo le attività sportive e i vari impegni, per il gioco libero non c’è mai tempo. Compito dei genitori è quello di fare in modo che ci sia del tempo da dedicarvi senza preoccuparsi se il bambino si annoia.
È importante poi che negli spazi destinati al gioco libero il bambino possa muoversi in libertà e autonomia mettendo a loro disposizione materiali e strumenti che stimolino la creatività e l’immaginazione. Il gioco libero, poi, non è totale assenza dei genitori. Il loro compito è non imporre giochi, attività a e regole, ma essere disponibili a giocare con lui se il bambino lo chiede e a non intromettersi quando gioca da solo o sceglie altri interlocutori.
Tra le attività che i genitori possono suggerire e stimolare c’è il gioco di finzione (giocare a “fare finta di”) e lo stare all’aperto sperimentando giochi di corsa e movimento. Un aspetto importante al quale dedicare attenzione è poi il rendere giocose le attività quotidiane. È estremamente impegnativo per i genitori, ma si rivela utile l’integrare il gioco nelle attività quotidiane (cucinare, sistemare la casa, pulire, eccetera). Questo approccio permette di coinvolgere i bambini, trascorrere il tempo insieme in maniera più divertente e piacevole e far sentire i bambini parte attiva della famiglia facendo (e imparando) le “cose da grandi”.
Due degli aspetti cruciali e positivi del gioco libero sono il favorire la creatività e il problem solving. Il gioco autogestito, infatti, permette ai bambini di decidere autonomamente le regole e i limiti, elaborando strategie e dinamiche sperimentando anche il fallimento e l’insuccesso e, per questo, dover cercare delle alternative.
Parallelamente il gioco libero aiuta i bambini ad acquisire quella flessibilità cognitiva tale che gli consente di sperimentare cose nuove e adattarsi a situazioni inaspettate. È quello che comunemente rientra nell’espressione “problem solving” che prevede diverse fasi tutte ugualmente importanti: l’identificazione del problema, l’analisi della situazione, l’individuazione di possibili soluzioni, la valutazione delle scelte analizzando i rispettivi pro e contro, la messa in pratica e la verifica dei risultati. Il problem solving è per la crescita una delle competenze più importanti sia perché riflette l’autonomia del bambino che affronta la sfida che ha davanti e non fugge di fronte a essa, ma sa gestirla e superarla con creatività, capacità di adattamento e pensiero critico.

Lasciare che i bambini corrano dei rischi durante il gioco non è un errore, ma un'importante opportunità di crescita. Ecco perchè.

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