Relazione extraconiugale

La domanda che Le vorrei porre è un po' complessa anche perché neanche io so come porla. La donna con cui ho avuto una relazione è in attesa di un bambino. Si trattava, per ambedue, di una relazione extraconiugale ma sembrava destinata ad essere qualcosa di molto più profondo, con tanto di progetti per il futuro; forse anche per quello che, nonostante la difficoltà dell'attribuzione della paternità, per me questa notizia è stata accolta con gran gioia. Da quando è rimasta incinta, al fine di recuperare il matrimonio, mi ha allontanato come amante ma, in qualche maniera, ha voluto mantenere un contatto; si tratta di telefonate in cui si parla di tutto ma non di come intimamente stiamo, sentiamo o pensiamo. A questo punto, mi trovo spaesato: tenendomi lontano dai suoi pensieri ho difficoltà a comprenderla, a sapere se e come poterle stare vicino, aiutarla; non vorrei che si sentisse sola o abbandonata da me, ma allo stesso tempo non mi sembra corretto interferire con quanto si è proposta. Più che porLe una vera domanda, vorrei chiederLe di aiutarmi a comprenderla meglio, per cercare di fare le cose giuste; vorrei chiederLe cosa dovrei guardare, fare attenzione, o pensare prima di parlare o agire. Mi scuso per questa richiesta un po' confusa ma rispecchia la situazione. La ringrazio dell'attenzione.

Caro Andrea,
Capisco che lei ha bisogno di aiuto, ma non capisco in che cosa posso aiutarla... Credo che l'unica cosa che lei possa fare di buono è cercare di sparire dalla vita e dalla famiglia di questa signora, che ha scelto una strada assai ardua per tentare di salvare un matrimonio e dunque ha bisogno di tranquillità. Cari saluti.