"Io voglio un figlio ma il mio compagno temporeggia..."

Anonimo

chiede:

Buongiorno dottoressa, le scrivo perché ho un problema piuttosto grosso col mio compagno. Stiamo insieme da 10 anni e siamo entrambi più vicini ai 40 che ai 30 anni. Il problema è che è a parole concordiamo entrambi sul fatto di avere un figlio, ma nella pratica sembra che a volerlo sia solo io.

Anzi, da quando abbiamo deciso di fare questo grande passo, il calo del desiderio è diventato ormai lampante. Fra l’altro, nelle rare volte che riusciamo a ritagliarci un momento di intimità, lui vuole usare il preservativo. Io sono sempre più nervosa riguardo l’argomento e, quando ne parliamo, lui dice che prima o poi accadrà in modo naturale. Io sento ticchettare l’orologio biologico e non voglio assolutamente rinunciare a diventare mamma a causa del suo poco coraggio. Cosa mi consiglia di fare? La ringrazio per la risposta.

Buongiorno, posso immaginare la fatica di trovarsi in questa situazione. Vista la durata del vostro rapporto immagino infatti che abbiate costruito un percorso insieme, fatto di progetti e obiettivi condivisi, e che adesso sembrerebbe invece trovarsi davanti ad esigenze e bisogni diversi, che possono senza dubbio mettervi in crisi.

All’interno di una coppia infatti avere una differente progettualità, soprattutto su temi particolarmente cari come avere un figlio, comporta spesso problematiche notevoli sia a livello personale che relazionale ma, allo stesso tempo è fondamentale ricordare che, al suo interno, ogni progettualità è ugualmente valida, da rispettare e da comprendere per poter prendere delle decisioni condivise e che facciano stare bene tutti.

A tale proposito, dalle poche informazioni che leggo, mi sembra di poter ipotizzare che attualmente ci sia una situazione di sofferenza da parte di entrambi (esprimere un desiderio a voce e poi mettere in atto un comportamento non in linea con quanto espresso, difficoltà a parlarne non solo chiaramente ma serenamente e quindi con correlati stati emotivi di malessere come il nervosismo) e quindi è necessario provare a capire se c’è quel margine per “stare bene e costruire insieme”.

Un primo passo per far questo è provare a ritagliarvi del tempo per cogliere nel profondo la posizione e il punto di vista l’uno dell’altro e comprendere che magari alcune scelte possono essere dettate sì da paure ma anche da bisogni, aspettative e altro ancora, trovando così una comunicazione efficace e condivisa che vi avvicini piuttosto che allontanarvi, come sembrerebbe accadere adesso.

A tale proposito, se doveste riscontrare una grande fatica in merito, credo possa essere utile per voi vagliare la possibilità di accedere ad una consulenza di coppia per trovare uno spazio accogliente e supportivo per fare questo insieme con l’aiuto di un terzo come mediatore e facilitatore. I miei più cari auguri.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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