IVG

Buonasera, la mia ragazza mi ha solo da poco parlato di una IVG avvenuta un paio di mesi prima del nostro primo incontro. Solo in occasione della nascita presunta del bimbo mi ha parlato di questo avvenimento traumatico. Mi ha fatto molto preoccupare parlando dell'odio che prova nei propri confronti per tale scelta. Soprattutto in riferimento al fatto che vorremmo presto dei figli (lei prima possibile, io entro 2/3 anni per motivi di lavoro). Proprio questa differenza di vedute sui tempi ci sta portando qualche tensione. Lei sente forte il bisogno di accudire un bambino e si fa sempre più insistente. Sente la mancanza di quello a cui ha rinunciato costretta da un ex che non ha voluto assumersi responsabilità. Pur capendo ora le cause di alcuni suoi momenti di debolezza (frequenti, ma non si è mai lasciata andare alle lacrime in pubblico) nei rapporti con altri bambini, vorrei sapere quale possa essere il comportamento migliore da tenere, da parte mia, per fa sì che quest'esperienza non influenzi negativamente il nostro rapporto. Vorrei vederla felice. Ne sono
innamorato ed intendo aiutare entrambi ad essere felici, ma non so bene come. Ringrazio in anticipo.

In questi casi la cosa migliore è cercare una soluzione di compromesso, che soddisfi entrambi i desideri. Del resto, è comprensibile che la sua ragazza voglia dimenticare la brutta esperienza vissuta ed avere tra le braccia quel bambino che ha dovuto abbandonare, ma è anche giusto cercare di dare a questo vostro bambino una vita dignitosa e tranquilla, dove mamma e papà non solo si vogliono bene, ma abbiano anche i mezzi per mantenerlo e tutti gli aiuti possibili per farlo crescere sano e bello. Questo è quello che lei dovrebbe far capire alla sua ragazza. Tutto quello che lei può fare è accelerare i tempi, perché la situazione ottimale di accoglienza che abbiamo descritto si realizzi quanto prima. Cordiali saluti.