Capoparto: quando arriva, sintomi e durata - GravidanzaOnLine.it

Capoparto, quando il “ciclo” si rimette in moto (e quel falso mito da sfatare)

Il primo flusso mestruale dopo il parto (naturale o cesareo) è chiamato "capoparto": vediamo insieme quando arriva e quali sono i sintomi che lo accompagnano.

Il periodo che segue la nascita di un bambino viene detto puerperio, dura dai 40 ai 50 giorni ed è il momento in cui il corpo della donna torna, man mano, alla forma pre-gravidanza.

Così accade anche agli organi interni, in particolare all’utero, che rimpicciolisce nelle settimane successive al parto, e alle ovaie, che riprendono a lavorare e a rilasciare ovuli. Gli ormoni si riassestano al periodo pre-gravidanza, e così fa pure il ciclo mestruale, anche se ci vuole un po’ prima che torni del tutto regolare.

Dopo circa 40 giorni dalla nascita del bambino, poi, può verificarsi il primo flusso mestruale post-gravidanza, detto capoparto.

Quando arriva il capoparto?

Non si può stabilire con certezza il momento in cui arriverà il capoparto: un fattore determinante è quello dell’allattamento. Nel caso in cui una donna allatti al seno il proprio figlio il primo ciclo mestruale arriva più tardi, dai 6 ai 18 mesi dalla nascita del bambino, rispetto a una donna che non allatta: in questo caso il capoparto può arrivare invece da 8 a 10 settimane dopo la nascita del bambino.

I sintomi del capoparto

Il primo flusso mestruale dopo il parto si presenta in genere con sintomi più intensi rispetto al periodo pre-gravidanza, come conseguenza dell’amenorrea. I sintomi variano da donna a donna: per qualcuna le mestruazioni che arrivano dopo il capoparto sono meno dolorose rispetto a quelle pre-gravidanza, per qualcun altra invece il fastidio si fa un po’ più intenso rispetto al passato, anche se non sono ancora chiari i motivi di tali cambiamenti.

Il capoparto si presenta in genere con gli stessi sintomi delle mestruazioni ordinarie: crampi addominali, dolore al basso ventre, stanchezza, dolori alla schiena, nausea, che possono avere diversa intensità.

Il capoparto si distingue poi dalle perdite di sangue che possono verificarsi nelle settimane immediatamente successive al parto, dette lochiazioni, che sono dovute al restringimento dell’utero e al suo processo di “pulizia”, che provoca un sanguinamento abbastanza leggero e frequente. Nel caso in cui le lochiazioni si protraggano oltre il periodo del puerperio è consigliato fare una visita ginecologica per individuarne le cause.

Capoparto e allattamento

Durante l’allattamento, come anticipato, il primo ciclo mestruale può arrivare più tardi: in questo periodo il corpo produce l’ormone prolattina, che inibisce l’ovulazione e rende più difficoltoso (ma non impossibile) l’instaurarsi di una nuova gravidanza.

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Nel caso di allattamento esclusivo al seno il capoparto può comparire anche molti mesi dopo la nascita del bambino, e fino a un anno e mezzo dopo il parto. Se durante l’allattamento arrivano le mestruazioni sono in genere più irregolari e possono saltare anche un ciclo o più.

Durata del capoparto

Il primo flusso mestruale dopo il parto dura più a lungo delle normali mestruazioni, fino a 8 o 10 giorni. Le mestruazioni seguenti sono spesso irregolari: il flusso mestruale tende a regolarizzarsi passati 6 mesi dal capoparto, e in tale periodo di tempo le mestruazioni possono arrivare in anticipo o in ritardo rispetto alle attese.

È una credenza ancora piuttosto diffusa che prima dell’arrivo del capoparto non sia possibile rimanere incinta: si tratta di un falso mito, poiché dopo il parto l’ovulazione è particolarmente irregolare e, se si hanno rapporti non protetti, nulla vieta la possibilità per una donna di rimanere nuovamente incinta, tanto più che in questo periodo è impossibile “predire” il momento in cui avverrà l’ovulazione e quindi il ritorno della fertilità.

Capoparto dopo un cesareo

Dopo il parto cesareo il capoparto si presenta con gli stessi tempi e modi di un parto naturale, la discriminante pare essere solo la presenza o meno dell’allattamento al seno. Non sono riportate particolari differenze tra l’uno e l’altro tipo di parto, né nella durata del flusso mestruale del capoparto, che anche nel caso del parto cesareo è più lunga rispetto alle mestruazioni normali.

Alcune donne riscontrano invece perdite leggermente più abbondanti e più durature nel caso di un parto naturale.

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