La modella e influencer Paola Turani è sempre più vicina al momento del parto e ha deciso di raccontare i suoi 9 mesi di gestazione con una foto ricordo che ha condiviso con i suoi follower. Nel collage fotografico racconta, attraverso 9 foto, l’evoluzione della gravidanza che la porterà a diventare mamma di un bambino.

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Paola Turanti e il marito Riccardo Serpellini avevano rivelato il sesso del bambino con la condivisione del video del gender reveal party, una pratica molto in voga negli Stati Uniti che consiste nell’organizzazione di una festa per rivelare ad amici e parenti il sesso del nascituro.

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L’arrivo della gravidanza era stata accolta con grandissima gioia dalla coppia che aveva avuto una diagnosi di infertilità e che, poco prima di concepire naturalmente il bambino, si era decisa a intraprendere il percorso di PMA.

Articolo originale del 29 aprile 2021

Quando ha pubblicato il video nel quale, speranzosa ed emozionata, aspettava l’esito del test di gravidanza, la modella e influencer Paola Turani ha infiammato internet a colpi di visualizzazioni, cuori e commenti di chi la segue. Ma non è nulla in confronto alla potenza social generata del lungo sfogo con il quale Paola, ancora frastornata insieme al marito Riccardo Serpellini per la notizia del bambino in arrivo, ha svelato ai suoi followers dei lunghi anni di ricerca di una gravidanza, culminato con una diagnosi di infertilità di coppia che li aveva spinti verso un percorso di PMA.

Dal primo scatto insieme all’ecografia fino al racconto senza filtri delle nausee quotidiane e dei malesseri che spesso accompagnano i primi due trimestri della gravidanza, Paola Turani non ha fatto mistero ai milioni di followers che la seguono che il bambino in arrivo “è un piccolo, grande miracolo“.

Il racconto di Paola più importante è proprio quello in cui svela le emozioni provate quando, dopo una serie di esami, lei e suo marito si sono sentiti dire che sarebbe stato molto improbabile concepire naturalmente.

Ci sono stati mesi in cui mi sentivo più suscettibile e soffrivo; mesi, invece, in cui non ci pensavo. L’estate scorsa abbiamo deciso di affidarci ad una clinica per tutti gli esami del caso, erano già passati molti anni. E col senno di poi mi sento di consigliarvi di prevenire, di fare subito gli esami e non aspettare.

Nel video Paola ha raccontato che la diagnosi ottenuta dopo il ciclo di visite di rito fatto con alcuni specialisti l’ha gettata in una viva disperazione.

Sono stati mesi duri, è stata una botta psicologica. Quante lacrime ho versato. Sono iniziati così mesi di ulteriori visite, esami in ospedale in attesa di iniziare un percorso di PMA (procreazione medico assistita) e procedere con la fecondazione. Avevamo preparato tutto. In frigorifero tenevamo le punture per la mia cura ormonale da effettuare durante il percorso.

Pronti a iniziare un percorso di procreazione medicalmente assistita, Paola Turani e suo marito Riccardo erano pronti, a quanto ha raccontato l’influencer, a seguire l’iter necessario per avere un bambino. Fino al miracolo, appunto.

Poi, però, è successo qualcosa che ha dell’incredibile. Proprio nel mese in cui dovevamo iniziare la PMA io sono rimasta incinta, naturalmente. Questa notizia ha spiazzato tutti, medici compresi, eravamo increduli ma di una felicità che è impossibile spiegare a parole! È successo così, dopo 8 anni. Mi piace chiamarlo: il nostro piccolo grande miracolo. Dopo tanta sofferenza è arrivata la nostra gioia.

Il racconto di Paola Turani, che si è poi evoluto in un piccolo vademecum per sopravvivere ai primi mesi di gravidanza soprattutto se la nausea diventa invalidante come nel suo caso (è importante valutare insieme al ginecologo, in ogni caso, se si tratta di un fenomeno fisiologico oppure di iperemesi gravidica), è importante perché accende i riflettori sulla necessità di discutere, informare e sensibilizzare sui temi dell’infertilità. Che non è mai imputabile a uno solo dei partner, ma è appunto una condizione di coppia, da affrontare insieme col supporto di specialisti competenti in materia, anche psicologica.

Nel racconto di Paola si legge tra le righe che le domande insistenti di conoscenti, amici e parenti rispetto all’arrivo di un bambino (quando questa gravidanza cercata, però, non arrivava) l’hanno spesso fatta stare molto male, soprattutto per un senso di inadeguatezza provocato dal non riuscire a concepire naturalmente insieme al marito.

Se la gravidanza non arriva: le 6 cose da fare

Dopo il lancio del video dedicato all’infertilità, Paola ha poi scelto di raccontare la sua gravidanza senza applicare quei filtri che sembrano necessari per patinare l’annuncio dell’arrivo di un bambino sui social. Così si è mostrata in diversi post nei momenti più difficili: quelli della spossatezza, della nausea perenne, dei chili persi per via degli attacchi di vomito e della mancanza di appetito.

L’esperienza di Paola Turani e del marito, che hanno scoperto di aspettare un bambino alla vigilia del primo ciclo previsto per la PMA, è ovviamente un caso bellissimo, pieno di speranza. Una speranza che va raccontata a tutti quei genitori in cerca di un figlio che si ritrovano a guardare troppe volte dei test di gravidanza negativi. Per concedersi il pensiero felice che i miracoli – come Paola chiama suo figlio arrivato dopo anni di speranze disattese – a volte, succedono.

Articolo originale pubblicato il 29 aprile 2021

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