Non ero contenta del sesso del bambino - GravidanzaOnLine

“Non ero contenta del sesso del mio bambino, sono una cattiva mamma?”

Non sempre i futuri genitori accolgono con entusiasmo la notizia del sesso del nascituro: alcuni consigli per superare la delusione.

Ogni genitore spera in primo luogo che il suo bambino nasca in salute, e ripete (agli altri, e forse anche a se stesso) che non importa se sarà maschio o femmina, non farà nessuna differenza. Nella realtà però la futura mamma e il futuro papà spesso fanno (più o meno segretamente) il tifo per uno dei due sessi.

Così, intorno alla 20^ settimana di gravidanza, quando la coppia che ha deciso di conoscere il sesso del bambino finalmente lo scopre, la notizia può essere accolta con una certa delusione. Raramente se ne parla, per il timore di essere giudicati come un cattivo genitore o anche solo perché ci si sente in colpa per il fatto di non riuscire ad accettare incondizionatamente il sesso del proprio bambino.

Di questa particolare delusione Katherine Asbery ha scritto un libro, “Sogni alterati: vivere con la delusione di genere”, in cui ha raccontato la propria delusione alla scoperta che il suo secondo figlio sarebbe stato (ancora) maschio, mentre lei avrebbe voluto una femmina.

Prima di rimanere incinta per la terza volta, spiega l’autrice, ha tentato i “trucchi” che ha scovato sul web per aumentare le probabilità di concepire una bambina. Così, quando ha scoperto che il suo terzo bimbo sarebbe stato ancora un maschio, come riporta Parents, “ho pianto, e pianto, e pianto. Poi mi sono sentita in colpa”. L’articolo di Danielle Braff elenca allora una serie di consigli utili per superare la delusione (e i sensi di colpa):

1. Accetta ogni emozione

Il primo passo è riconoscere il tuo disappunto e essere onesta con te stessa, dice lo psichiatra del Mount Sinai Medical Center di New York, Stephan Quentzel: “Può suonare brutto dire “volevo un maschio e non una femmina”, perché ci si aspetta che tu ami tuo figlio a prescindere da ogni cosa, ma è normale se non ne sei subito entusiasta, lo sarai comunque abbastanza presto. E allo stesso tempo, non vergognarti se la tua tristezza traspare.

2. Affronta i tuoi dubbi

Chiediti perché ti senti così. Sei delusa perché sei cresciuta con dei fratelli e ti immagini incontri di wrestling in soggiorno e partite di calcio in salotto con un figlio? Già ti vedevi fare shopping e i mestieri di casa con la tua bambina? Ricordati che la figlia che stai per avere potrebbe essere una “ragazzaccia”, oppure che potresti mettere al mondo un ragazzo creativo, amante dell’arte e che non è interessato agli sport.

E soprattutto, anche se avessi avuto il genere di tua scelta, anche in quel caso tuo figlio potrebbe non crescere con gli interessi o la personalità che ti aspetti sulla base del genere. “Se sei davvero timorosa – aggiunge il dottor Quentzel – organizza qualcosa con amici o parenti che hanno dei figli di quel sesso, così da esplorare l’esperienza che ti aspetta”.

3. Fidati della tua capacità di amare

Infine, sii consapevole che ogni senso di colpa o delusione tu stia provando non durerà per sempre. Durante la gravidanza, tutto ciò che sai riguardo il tuo bambino è il suo genere. Una volta che il tuo piccolo sarà arrivato, avrai l’intero pacchetto, che include personalità e tratti eccentrici.

“La delusione per il genere solitamente dura solo fino alla nascita del bambino, quando finalmente vi incontrate – dice Diane Ross Glazer, psicoterapista del Providence Tarzana Medical Center in California. Infatti l’ossitocina, il potente ormone che il tuo cervello rilascia durante il parto, ti aiuta a innamorarti di tuo figlio”. E questo è stato vero anche per Asbery: “I miei bambini sono una benedizione per me. Ognuno dei miei ragazzi è diverso, e ognuno di loro porta qualcosa di grandioso alla nostra famiglia”.

Insomma, una iniziale reazione di delusione, anche secondo gli esperti, è del tutto normale, e a colmare la distanza tra quel che si voleva (o si pensava di volere) e quello che si avrà effettivamente ci penserà proprio l’incontro con il bimbo, con il suo carico di tenerezza che sa guardare ben oltre le “preferenze” di genere.

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