Temperatura basale e ovulazione - GravidanzaOnLine

Come la temperatura basale può aiutarti a rimanere incinta

Misurare la temperatura basale consente di individuare il momento dell'ovulazione e il periodo più fertile, se si effettua un corretto monitoraggio.

Durante il ciclo mestruale, che dura in media 28 giorni, il corpo della donna è sottoposto a diversi cambiamenti, dovuti in parte alla produzione di ormoni e alle diverse fasi dell’ovulazione.

Per quanto un ciclo possa essere regolare (e le mestruazioni presentarsi puntuali), è difficile stabilire l’esatto momento dell’ovulazione, che avviene intorno alla metà del ciclo. Esistono alcuni metodi per misurare l’ovulazione: oltre agli stick attualmente in commercio si può identificare anche attraverso alcuni tipici sintomi, o ancora misurando la temperatura basale.

Tale misurazione risulta importante nel caso si stia cercando una gravidanza (viene spesso usata anche come metodo contraccettivo naturale ma ha un ampio margine di errore) e può servire inoltre a individuare eventuali problemi di fertilità nella donna, come un ciclo anovulatorio.

Temperatura basale e ovulazione

Uno dei metodi usati per individuare il momento in cui si sta verificando l’ovulazione è quello che prevede la misurazione della temperatura basale. Il metodo della temperatura basale è un metodo naturale e serve per individuare l’ovulazione che, contrariamente a quanto si pensa, non avviene per tutte le donne allo stesso punto del ciclo mestruale e, anzi, può variare di mese in mese anche in una donna piuttosto “regolare”.

A prescindere dal momento in cui l’ovulazione effettivamente avviene, nei giorni immediatamente precedenti si verifica prima un abbassamento e quindi un innalzamento della temperatura corporea della donna. Per misurare tale cambiamento e quindi individuare l’approssimarsi dell’ovulazione è necessario monitorare la temperatura per diversi giorni e assicurarsi di misurarla sempre alle stesse condizioni: viene definita “basale” perché va misurata “a riposo”, preferibilmente non appena la donna si sveglia, prima di alzarsi dal letto e prima di svolgere qualsiasi attività, tutti i giorni alla stessa ora e con le stesse modalità.

Come misurare la temperatura basale

temperatura basale

Per misurare la temperatura basale bisogna munirsi di un termometro. È possibile utilizzarne uno specifico che si acquista in farmacia, ed è un termometro che ha le tacche più distanziate e quindi risulta di più facile lettura, oppure si può utilizzare un normalissimo termometro a mercurio oppure ancora un termometro digitale.

Si può iniziare la misurazione a partire dal primo giorno della mestruazione oppure subito dopo la fine delle mestruazioni. I dati vanno riportati su una tabella, con la data e l’ora della misurazione e la temperatura precisa.

La temperatura basale (tb) va misurata la mattina dopo aver dormito almeno tre ore di fila, preferibilmente sempre alla stessa ora o comunque al massimo con una differenza di mezz’ora in più o in meno rispetto all’orario usuale di misurazione. Nel caso misuriate la tb in orario diverso da quello usuale, bisognerà segnalare la variazione di orario sul grafico.

Si può misurare la temperatura basale in due diversi modi:

  • per via rettale: è la migliore e la più attendibile
  • per via vaginale: è abbastanza attendibile e sicuramente più comoda, ma può essere falsata da eventuali infezioni vaginali

La misura per via orale non è attendibile, perché di notte può capitare di dormire con la bocca aperta e “falsare” così la temperatura.

La temperatura basale in gravidanza

Nel momento in cui si instaura una gravidanza la temperatura basale rimane lievemente più alta rispetto al normale: anziché abbassarsi in concomitanza con il giorno previsto per l’arrivo delle mestruazioni tende a non abbassarsi, ma a rimanere costante oppure ad alzarsi ulteriormente: in questo caso può trattarsi di uno dei precoci sintomi di avvenuta fecondazione e quindi di gravidanza.

Quali sono i giorni fertili?

Grafici della temperatura basale

Come si accorgono le donne che tengono misurata la temperatura basale per diverso tempo, il suo andamento è oscillatorio: in una prima fase (detta follicolare) la temperatura si mantiene mediamente bassa, quindi si abbassa per un solo giorno e poi si innalza e supera la media della prima parte del ciclo.

L’abbassamento e il successivo rialzo corrispondono all’ovulazione che viene confermata dopo almeno tre giorni di rialzo della temperatura. L’aumento può anche non avvenire immediatamente dopo l’ovulazione ma possono volerci anche 2-3 giorni. La temperatura poi resta costantemente alta fino a qualche giorno prima delle mestruazioni successive, quando scende di nuovo. In alcuni casi la temperatura scende il giorno delle mestruazioni o anche il giorno successivo.

1. Grafico con ovulazione (bifasico)

Grafico bifasico temperatura basale

Se il ciclo è ovulatorio il grafico avrà un andamento bifasico, cioè la temperatura è più bassa nella fase follicolare per poi alzarsi di 3 decimi di grado circa nella fase luteinica.

2. Grafico anovulatorio

Nel caso in cui il ciclo è anovulatorio, la temperatura si mantiene costante durante tutto il ciclo, oppure ha un andamento a montagna russa e non è possibile individuare nel grafico un andamento bifasico tipico del ciclo ovulatorio.

Grafico anovulatorio temperatura basale

3. Grafico con gravidanza

In caso di gravidanza la temperatura resta mediamente alta anche il giorno del presunto arrivo delle mestruazioni e in alcuni casi potrebbe subire un ulteriore aumento determinando il cosiddetto andamento trifasico da gravidanza.

Grafico temperatura basale con gravidanza

Fattori che influenzano la temperatura basale

Il monitoraggio della temperatura basale può essere soggetto ad alcune variazioni che non dipendono dall’ovulazione ma sono dovute ad altri fattori:

  • raffreddore, febbre, influenza
  • uso di medicinali o ormoni (ad esempio il progesterone)
  • infezioni vaginali
  • bevande alcoliche
  • utilizzo di un termometro diverso nello stesso ciclo
  • misurazione in orario diverso
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