Anonimo

chiede:

Gentile dottore,
mi chiamo Michele ed ho 30 anni,
vorrei porLe una domanda: mia moglie (26 anni), incinta alla decima settimana, e vorremo cercare
maggiori informazioni relativamente al fatto che nella mia famiglia,
nel ramo di mia madre le persone tendenzialmente non sono molto alte: mia
madre e le sue due sorelle sono alte tra 1.55 e 1.60,
mio nonno materno era alto 1.60 e mia nonna materna 1.58.
Nel ramo di mio padre invece le stature sono nella norma.
Nella famiglia di mia moglie la stature sono medio alte (1.70 – 1.85)
Io sono alto 1.68 come mio fratello, mia sorella (18 anni) invece è 1.58,
ed è stata curata nell’infanzia (da 5 a 11 anni) con ormone della crescita a
seguito di
una diagnosi che riporta “nanismo ipofisario”.
Quello che vorremo sapere è se in termini probabilistici esiste la
possibilità che questo carattere presenti una qualche caratteristica
genetica
e se potrebbe
ripresentarsi anche in nostro figlio, oppure se possa essere la causa di
qualcos’altro, a suo parere conviene preoccuparsi con qualche forma di
indagine o no?
La ringrazio per l’attenzione.

Redazione

Redazione

risponde:

Egregio Signor Michele,
la mia mail forse le arriverà in ritardo l’ho ricevuta da qualche giorno.
Le spiego le varie forme di nanismo cioè di acondroplasia.
Il termine acondroplasia (ACP) deriva dall’unione di tre parole di origine
greca (a = senza, condros = cartilagine, plais = formazione). È una
malattia genetica caratterizzata da un mancato sviluppo armonico della
cartilagine di accrescimento delle ossa lunghe degli arti. La cartilagine di
accrescimento è quella parte dell’osso che nel bambino non è ancora saldata
e che permette l’allungamento progressivo dell’osso stesso. La malattia
provoca perciò gravi disturbi della crescita e risulta in una forma di
nanismo (nanismo acondroplasico).
Con il nome di osteocondrodisplasie (OCD) si indica un gruppo eterogeneo di
malattie ereditarie in cui si assiste ad uno sviluppo anormale delle ossa e
delle cartilagini, con conseguenti disturbi della crescita e dello sviluppo.
Le OCD comprendono circa 200 malattie diverse, distinte in base alle
caratteristiche cliniche, radiologiche e genetiche. La più comune fra le OCD
è l’acondroplasia, che colpisce circa 1/25000 nati vivi.
Gli individui affetti da acondroplasia presentano le caratteristiche del
nanismo: hanno una statura molto bassa e sono sproporzionati. Già alla
nascita i bambini hanno la testa grande e gli arti corti e tozzi, rispetto
al resto del corpo. Altre caratteristiche sono la fronte prominente e la
radice del naso infossata. La mano e le dita sono corte e tozze (“mano a
tridente”) e la parte bassa della colonna vertebrale è esageratemente
curvata in avanti (lordosi lombare). Alla nascita il bambino affetto da ACP
ha un’altezza e un peso più o meno normali, ma è già sproporzionato. La
statura continua a mantenersi simile a quella degli altri bambini, fino al
primo anno di vita. Successivamente comincia ad essere visibile il ritardo
di crescita. L’altezza media degli adulti è di circa 1 metro e 30 centimetri
nei maschi e 1 metro e 25 centimetri nelle femmine. La malattia può anche
dare altri disturbi. Spesso i movimenti di torsione del gomito risultano
limitati, ma in genere i legamenti delle articolazioni sono lassi ed è per
questo che molti bambini affetti da ACP sono in grado di fare movimenti di
“contorsione”, piegando facilmente le dita o torcendo altre articolazioni.
In alcuni casi la dentatura può essere affetta: i denti possono crescere in
modo disordinato e le arcate superiore e inferiore non combaciano bene. In
alcuni casi i bambini affetti da ACP possono avere problemi neurologici o
respiratori, dovuti al restringimento del canale alla base del cranio. In
questi casi il medico può intervenire chirurgicamente per correggere i
sintomi. Negli anni, le persone affette possono provare fatica e dolori agli
arti o alla schiena: si tratta per lo più di semplici dolori muscolari senza
particolare gravità. Se i dolori sono forti, è possibile che ci siano
problemi di tipo neurologico, causati dal restringimento del canale
vertebrale, ed è utile l’intervento di un neurologo. Le capacità
intellettive non sono alterate nell’acondroplasia, così come anche lo
sviluppo sessuale è normale. Se superano il periodo critico, cioè quello
infantile, i pazienti con acondroplasia hanno di solito aspettative di vita
normale.
Il gene coinvolto nell’ACP si trova sul cromosoma 4 e contiene
l’informazione per produrre una proteina chiamata “recettore del fattore di
crescita dei fibroblasti di tipo 3”, o più brevemente FGFR3. Questo
recettore, in condizioni normali, quando interagisce con la sua “molecola
segnale” cioè l’FGF, esplica un controllo di tipo negativo sulle cellule
della cartilagine di accrescimento. La ACP è causata da mutazioni nel gene
dell’FGFR3, che lo rendono costitutivamente attivato (sono infatti mutazioni
definite come “guadagno di funzione”) e quindi l’FGFR3 mutato è in grado di
segnalare continuamente alla cellula un segnale negativo, col risultato di
inibire l’allungamento dell’osso. L’alterazione del gene colpisce
soprattutto le cellule della cartilagine di accrescimento, che tramite il
processo di ossificazione endocondrale (che, in condizioni normali, è
regolato negativamente dal FGFR3) permette l’allungamento dell’osso. Il 99%
dei pazienti affetti da ACP ha la stessa mutazione, cioè lo stesso “errore”
nel gene dell’FGFR3, consistente in una sola base nucleotidica alterata.
Altre mutazioni, localizzate in parti diverse dello stesso gene, possono
causare patologie molto più gravi tra cui il nanismo tanatoforo. Anche se
colpiscono lo stesso gene, L’ACP e il nanismo tanatoforo sono due malattie
distinte: chi eredita l’ACP non ha maggiori possibilità degli altri di
ereditare il nanismo tanatoforo né di trasmetterlo.
L’acondroplasia si trasmette con modalità autosomica dominante, questo
significa che è sufficiente una copia del gene FGFR3 mutato per dar luogo
alla malattia. Non esistono portatori sani per l’acondroplasia. Una coppia
composta da una persona affetta da ACP e da una persona normale ha il 50% di
probabilità di avere un figlio affetto da ACP.. Una coppia in cui entrambi i
genitori sono affetti da ACP ha 1 probabilità su 4 di concepire un figlioa
affetto da una grave forma di acondroplasia letale alla nascita (chiamata
acondroplasia omozigote); 1 probabilità su 4 di avere figli normali e 1 su 2
di avere un figlio affetto come loro. Se la madre è affetta da ACP la
gravidanza va seguita attentamente e di solito il parto avviene con taglio
cesareo. In circa 9 casi su 10 i pazienti affetti da ACP nascono da genitori
assolutamente normali, a causa di alterazioni nel gene che avvengono negli
spermatozoi e negli ovuli dei genitori. In questo caso, la possibilità di
avere un altro figlio affetto da ACP è trascurabile, identica a quella di
qualsiasi altra coppia normale. Le modalità di trasmissione ereditaria delle
altre forme di OCP è diversa a seconda della malattia. Se vi è stata
diagnosticata una OCP diversa dalla acondroplasia, non esitate a contattarci
per avere informazioni.
Esiste dopo una forma di nanismo ipofisario dovuto alla mancata funzionalità
dell’ormone della crescita.
Che tipo di diagnosi avete fatto per essere sicuri che si tratti di nanismo
ipofisario?
Cordialmente

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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