Come si misura la temperatura basale, guida

Come si misura la temperatura basale, guida

Con il termine temperatura basale si indica la temperatura del corpo umano in condizioni di riposo, al risveglio. Prima, cioè, che si dia inizio a qualsiasi attività (per questo viene definita, appunto, “basale”). La sua misurazione può essere importante per chi è in cerca di una gravidanza (o per chi desidera evitarla), perché permette di individuare il momento dell’ovulazione, e quindi i giorni fertili della donna. La temperatura basale, infatti, segue un andamento legato alle diverse fasi del ciclo mestruale: monitorandola, quindi, è possibile capire quali sono i giorni in cui è più facile restare incinta.

Temperatura basale: l’andamento mensile

Nella prima fase del ciclo mestruale, dall’inizio della mestruazione fino ai giorni che precedono l’ovulazione, la temperatura basale si mantiene stabile, su valori che sono tipici di ciascuna donna. Quando avviene l’ovulazione, a causa di un incremento della concentrazione di progesterone, la temperatura basale si alza di qualche decimo di grado 8diciamo da 0,2 a 0,5 gradi centigradi), mantenendosi poi su questi livelli per 12-16 giorni, ovvero fino all’inizio della mestruazione successiva. Individuare il momento in cui avviene l’aumento mensile della temperatura basale, quindi, equivale in buona sostanza a capire quando è appena avvenuta l’ovulazione (l’ovulo resta attivo, e quindi fecondabile, anche per alcune ore o giorni dopo l’ovulazione stessa).

Quando misurare la temperatura basale

Perché abbia attendibilità, la misurazione della temperatura basale deve seguire una serie di accorgimenti importanti. Per prima cosa, occorre cominciare la misurazione a partire dal primo giorno del ciclo, ovvero da quando comincia il flusso mestruale. È importante misurare la temperatura basale sempre alla stessa ora del giorno (con una mezz’ora di tolleranza), preferibilmente al mattino, e comunque dopo almeno 4 o 5 ore di sonno. L’ideale è prendere la misura prima ancora di alzarsi dal letto, in modo da registrare effettivamente il valore “a riposo”.

Come si misura la temperatura basale: guida pratica

Per misurare la temperatura basale può essere utilizzato un normale termometro analogico o digitale, anche se in commercio esistono dispositivi specifici con una scala graduata più facilmente leggibile, comoda quindi per apprezzare anche le variazioni di temperatura più piccole. Chi usa un termometro analogico, deve però abituarsi a “scaricarlo” la sera precedente, perché anche scuotere il braccio per pochi secondi può alterare la temperatura basale. È importante, inoltre, utilizzare sempre lo stesso dispositivo per effettuare la misurazione, che può essere fatta per via rettale o vaginale (in questo secondo caso, eventuali infezioni possono però alterare il risultato), ma è bene adottare il medesimo metodo tutti i giorni. La rilevazione orale viene considerata meno attendibile, mentre sono da escludere i termometri da orecchio, da fronte e quelli senza contatto. Ogni giorno, il valore della temperatura basale va riportato attentamente su un grafico (in rete esistono molti modelli da replicare), segnando anche i decimi di grado. Osservando il grafico mensile della temperatura basale, è possibile individuare il momento dell’ovulazione. La cosa importante da tenere presente è che non conta il valore assoluto della singola temperatura, ma l’andamento complessivo. Anche nella prima fase del ciclo si registreranno ovviamente delle variazioni minime da un giorno all’altro, ma l’ovulazione è di solito visibile sul grafico come un picco abbastanza evidente.

Come usare la temperatura basale per restare incinta

Dal momento che la misurazione della temperatura basale permette di individuare l’ovulazione solo dopo che è avvenuta, il consiglio è di avere rapporti sessuali regolari anche nella prima parte del ciclo, e di proseguire ancora per qualche giorno dopo la registrazione del picco di temperatura. Gli spermatozoi, infatti, rimangono vitali per alcuni giorni all’interno dell’organismo femminile, mentre l’ovulo “sopravvive” per meno tempo all’interno della tuba ovarica dopo l’ovulazione. Per avere maggiori possibilità di intercettare i giorni fertili, dunque, è consigliabile avere rapporti sessuali anche nei giorni che precedono l’ovulazione stessa.

Fattori che influiscono sulla temperatura basale

La temperatura basale può essere alterata da una serie di fattori, di cui bisogna tener conto nella misurazione e nella registrazione dei dati. Gli elementi principali che possono incidere sulla temperatura basale sono: febbre, malattia o altre indisposizioni fisiche; alcolici; allattamento; alcuni farmaci; lavoro notturno o viaggi in zone con fuso orario diverso. In questi casi, è importante fare riferimento al proprio ginecologo per capire come monitorare in modo efficace la propria temperatura basale.