Il calendario vaccinale spiegato dalla pediatra

La Dott.ssa Nannini, specializzata in pediatria, spiega attraverso una video intervista come funziona il calendario vaccinale e tutto ciò che i neo genitori devono conoscere sulla vaccinazione nel primo anno di vita del proprio bambino.

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Il calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2017-2019, è stato inserito nel DPCM sui Livelli essenziali di assistenza.

Vaccinare, nel primo anno di vita, il proprio bambino, è essenziale per immunizzare contro alcune delle più importanti malattie prevenibili. I vaccini vengono somministrati in cicli di base che richiederanno poi (nella maggior parte dei casi) una dose di richiamo nel corso del secondo anno di vita del piccolo.

Ma, spesso, i neo genitori si domandano come procedere. I quesiti che maggiormente vengono posti riguardano la tempistica, o meglio, quando iniziare con i primi vaccini e la quantità di vaccini da somministrare nel primo anno.

Come raccomandato dal Ministero della Salute, il primo vaccino a cui sottoporre il neonato è quello esavalente. Tale vaccinazione è obbligatoria e gratuita.

Il ciclo base del vaccino esavalente viene somministrato contro difterite, tetano e pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo b e epatite B e consiste di due dosi al 3° e 5° mese di vita. Mentre, la terza dose di richiamo contro le 6 malattie del vaccino esavalente si somministra tra l’11° e il 13° mese di vita. È opportuno iniziare la somministrazione del vaccino esavalente prima possibile per fornire, al bambino, una protezione rapida e sicura.

Gli altri due vaccini, da somministrare il primo anno di vita, sono  l’anti-meningococco B e l’anti-pneumoccocco. Le dosi dell’antimeningocco B, che rientra tra i vaccini non obbligatori ma tra quelli facoltativi a richiesta attiva come il rotavirus, nel primo anno di vita saranno 3 o 4, a seconda del mese di somministrazione della prima dose che parte al 3° mese, seguita da una seconda dose al 5° mese, la terza dose al 6° mese di vita e la quarta dose dopo 6 mesi dall’ultima intorno al 13° mese di vita. L’Anti-pneumococco, invece rientra tra i vaccini obbligatori e prevede la somministrazione di 3 dosi: rispettivamente al 3° mese, al 5° e all’11° mese di vita del bimbo.

Una volta chiarite le tempistiche e le dosi da somministrare, scopriamo ora le risposte che la nostra Pediatra, la Dott.ssa Pilar Nannini, ha riservato ai genitori in merito al calendario vaccinale.

Come funziona il calendario vaccinale?

Entriamo nel vivo della questione e scopriamo come, in realtà, funziona il calendario vaccinale. La Dott.ssa Nannini, ha spigato

Il calendario vaccinale comprende tutte le vaccinazioni che il Sistema Sanitario Nazionale offre in modalità gratuita ai bambini. Il motivo per cui vengono effettuate queste vaccinazioni in età molto precoce è perché, se venissero contratte già nei primi 2/3 mesi di vita, porterebbero a delle gravissime complicanze nel lattante.

Qual è il primo vaccino da fare?

Una domanda importante che tutti i genitori si pongono è proprio questa: conoscere quale sia il primo vaccino da somministrare al proprio bambino. Dott.ssa Nannini, ci spieghi:

La prima vaccinazione che viene eseguita è l’esavalente. Così chiamata perché racchiude, in un’unica iniezione, ben 6 vaccini. Questi sono: la poliomelite, la difterite, il tetano, la pertosse, l’infezione da haemophilus influenzae e l’infezione da virus da epatite B.

Calendario vaccinale: quali sono i vaccini facoltativi?

Se è vero che nel primo anno di vita, il neonato è obbligatoriamente tenuto a vaccinarsi, è altresì, importante sapere quali, tra i vaccini, sono quelli facoltativi. Dott.ssa quali sono i vaccini facoltativi:

Oltre alla vaccinazione esavalente, è possibile eseguire, anche se non è obbligatoria, la vaccinazione anti rotavirus. Il vaccino contro il rotavirus non è un vaccino iniettivo, è un vaccino orale e protegge nei confronti dell’infezione gastrointestinale da rotavirus che è una delle più potenti e gravi infezioni da gastroenterite perché può portare a rapida disidratazione il bambino.

Da qui si evince che, effettivamente, una rapida disidratazione in un lattante di 2/3 mesi, possa portare a delle complicanze gravi come l’ospedalizzazione e una disidratazione.

Vaccino antinfluenzale: va fatto?

Questo anno, con la pandemia da Covid-19 in corso, il vaccino antinfluenzale andrebbe promosso ancor di più sui bambini? La Pediatra Nannini in merito a ciò ci ha detto:

A parte quest’anno in cui la Società Italiana di Pediatria (SIP), vista la pandemia da infezione da Coronavirus ha raccomandato a tutti i bambini la vaccinazione contro il virus antinfluenzale, tutti gli altri anni, la vaccinazione contro il virus dell’influenza, era stata altamente raccomandata per i bambini più fragili, quelli cioè, con patologia cronica o bambini che si ammalavano frequentemente e, quindi, bimbi che andavano incontro a otiti, infezioni respiratorie piuttosto che, polmoniti o bronchiti ricorrenti.

Calendario vaccinale: come si prenotano i vaccini?

Come prenotare, invece, un vaccino? La Dott.ssa Pilar Nannini ci spiega come poter intervenire in tre modi differenti.

Per prenotare un vaccino presso il proprio Centro Vaccinale, è opportuno contattare il pediatra e il Centro Vaccinale. Alcuni Centri Vaccinali sono organizzati in modo tale che inviano direttamente al bambino appena nato una lettera d’invito con cui presentarsi al Centro Vaccinale con l’appuntamento già fissato. In altri casi, è necessario contattare direttamente il Centro Vaccinale per prendere appuntamento per la prima vaccinazione. Nei casi in cui, invece, il vaccino non è previsto, nei casi in cui, per esempio, si vogliono fare dei viaggi, dei spostamenti in aree dove siano presenti malattie che richiedono una vaccinazione, è meglio contattare il proprio pediatra che saprà darvi tutte le informazioni.

Quali sono le reazioni al vaccino?

Uno dei timori legati alla vaccinazione, da parte dei genitori, riguardano proprio le reazioni che una dose vaccinale possa avere sullo stato di salute del proprio bimbo. La parola alla Pediatra:

Tendenzialmente, i vaccini che adesso vengono offerti dal Sistema Sanitario Nazionale sono molto sicuri. Sicuri vuol dire che possono avere delle piccole reazioni avverse come febbre piuttosto che malessere generale ma che, di norma, si auto limita. Basta pensare all’esavalente, oppure, la vaccinazione contro il Meningococco di tipo B che danno effettivamente qualche linea di febbre, nella maggior parte dei casi e malessere che tende, però, ad esaurirsi nell’arco di 48 ore. In alcuni casi, molto rari, si possono avere picchi febbrili molto alti è, in questo caso, è sempre meglio contattare il proprio pediatra per capire il da farsi.

Ci sono casi di reazioni avverse gravi?

In conclusione, la domanda che fa “paura” alla maggior parte dei genitori: le reazioni avverse gravi dopo una vaccinazione. Quanti casi vi sono? La Dott.ssa Nannini rassicura dicendo:

Per quanto riguarda le reazioni avverse più gravi, quindi, parliamo di malattie neurologiche, neuro muscolari, l’incidenza è molto più bassa; si parla di alcune o pochissime unità su milioni di vaccini che vengono eseguiti quotidianamente. Perciò, se pensiamo in tutto il mondo, la quantità di bambini che viene vaccinata e la presenza di reazioni avverse documentate, vediamo come, ovviamente, il rapporto costi-benefici, sia a favore di una vaccinazione di massa per tutti i bambini.

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