Vaccinazione meningococco b: quando e perchè farla - GravidanzaOnLine

Vaccinazione anti-meningococco b: quando farla e perché richiederla

Pur non essendo obbligatoria, la vaccinazione anti-meningococco b è fortemente raccomandata dal Ministero della Salute perché previene il contagio del batterio responsabile di alcune gravi forme di meningite.

In Italia, la vaccinazione anti-meningococco b (Men B) è disponibile dal 2014. Viene somministrata per prevenire il contagio del batterio responsabile della maggior parte dei casi di meningite registrati nel nostro Paese e ha affiancato i vaccini già disponibili per il meningococco di sierotipo A, Y, W e C . Questa vaccinazione è caldamente raccomandata, ma non obbligatoria.

Benché rara, la meningite di tipo batterico è una malattia molto grave provocata dal Neisseria meningitidis, il meningococco del sierogruppo b. Anche se è poco diffusa nel nostro Paese, essa consiste in un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, molto temibile e potenzialmente letale.

Al fine di massimizzare il monitoraggio e la prevenzione di questa malattia, la vaccinazione anti-meningococco b è entrata nel Piano vaccinale 2017-2019 del Ministero della Salute. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Vaccinazione meningococco b: quando farla

Questo vaccino è disponibile per tutti i bambini nati a partire dal 2017. Viene somministrato in 3 dosi nel primo anno di vita del bambino, più precisamente:

  1. tra il 3° e il 4°  mese;
  2. tra il 4° e il 5° mese;
  3. a 6 mesi.

Una quarta dose è somministrata al compimento del 13° mese. In generale, il numero di dosi varia a seconda dell’età del bambino (se fatta successivamente). Essa infatti, può essere richiesta  anche per i nati prima del 2017 dietro pagamento di ticket il cui costo varia a seconda della Regione di residenza. La vaccinazione anti-meningococco b, inoltre, è somministrata gratuitamente anche agli “Over 65”.

È importante ricordare anche le vaccinazioni contro altri tipi di meningococco, responsabili della  malattia:

  • Il vaccino per la meningite C (a 13 e 15 mesi);
  • il tetravalente rivolto ad adolescenti (sierogruppi A, C, W e Y)

Questi vaccini rappresentano lo strumento di difesa più efficace e affidabile per prevenire il contagio della meningite, in particolare della forma più temibile: quella, appunto, da meningococco b e c.

Vaccinazione meningococco b: come richiederla

La vaccinazione contro il meningococco b è gratuita per i bambini nel corso del 1° anno di vita (3 dosi al 3°, 4°, 6° mese di vita e 1 richiamo al 13° mese). In tutti gli altri casi, il vaccino è somministrato gratuitamente solo in alcune regioni: Basilicata, Liguria, Puglia, Toscana, Veneto, Sicilia e Friuli Venezia Giulia.

La  gratuità della somministrazione è stata estesa a livello nazionale grazie all’introduzione dei nuovi LEA (livelli essenziali di assistenza pubblica) per fasce specifiche di popolazione a rischio contagio.

Vaccinazione meningococco b: efficacia

Nel 2014, l’Istituto Superiore della Sanità ha pubblicato uno studio che dimostra l’efficacia della vaccinazione una protezione contro la  maggior parte dei ceppi di meningococco b, ma non contro la totalità. L’efficacia e la durata della protezione dipendono dal tipo di vaccinazione e dall’età del soggetto.

Se per alcuni vaccini, infatti, la durata è garantita per tutta la vita, per altri sono consigliati dei richiami. Per quanto riguarda la vaccinazione contro il meningococco b, una dose di richiamo vaccinale è prevista solo nei soggetti in età adolescenziale al fine di massimizzare la copertura immunitaria.

Effetti collaterali del vaccino

La maggior parte degli studi condotti su bambini sottoposti a vaccinazione anti-meningococco b hanno individuato negli stati febbrili acuti l’effetto collaterale più rilevante e frequente. Si tratta di reazioni fisiologiche che possono spaventare i genitori, ma che si risolvono nel giro di poco tempo.

Altri effetti collaterali associati al vaccino in una casistica più ridotta, sono dolore, gonfiore, irritabilità e malessere generale. Anche questi disturbi sono destinati a svanire nell’arco di pochi giorni.

Raramente il farmaco provoca convulsioni febbrili o Sindrome di Kawasaki. Nel primo caso, non sussiste alcun pericolo di ripercussioni serie per la salute del bambino. Per la Sindrome di Kawasaki, gli esperti non hanno ancora stabilito con certezza la connessione diretta della malattia con il farmaco somministrato nella vaccinazione anti-meningococco b.

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  • Prevenzione