Vaccino trivalente: a cosa serve e quando si fa - GravidanzaOnLine

Vaccino trivalente: quando farlo e a cosa serve

Il vaccino trivalente è obbligatorio e serve per immunizzare l'organismo da morbillo, rosolia e parotite che possono manifestarsi a qualsiasi età.

Il vaccino trivalente è un vaccino obbligatorio (ma un recente disegno di legge potrebbe modificare la normativa vigente) che comprende i virus attenuati di morbillo, parotite e rosolia somministrati a scopo di immunoprofilassi.

Come gli altri vaccini, in pratica, la sua assunzione consente di stimolare le difese naturali dell’organismo in modo da immunizzare il bambino a questi agenti patogeni per i quali non esiste un vaccino monovalente.

La somministrazione del vaccino trivalente avviene tramite iniezione sottocutanea, di solito all’altezza della coscia esterna dei bambini di età inferiore a 12 mesi. Nei bambini che hanno superato i 12 mesi di vita, in genere, si procede nell’area superiore ed esterna del braccio.

Vaccino trivalente: cosa comprende?

Questo vaccino mira a immunizzare il bambino da alcune patologie considerate non gravi nei paesi occidentali, vale a dire morbillo, rosolia e parotite. Per questo motivo è indicato anche con l’acronimo MRP e, oltre a essere raccomandato da medici e pediatri, è obbligatorio per legge. La vaccinazione è completamente gratuita ad ogni età.

Morbillo

Il morbillo si manifesta con febbre alta, tosse, secrezioni abbondanti dal naso, congiuntivite e macchioline rosa sulla pelle.

Le possibili complicazioni di questa malattia sono otite, broncopolmonite e, raramente encefalite. Il morbillo può essere contratto a qualsiasi età.

Parotite

La parotite, volgarmente soprannominata “orecchioni”, si manifesta attraverso un rigonfiamento doloroso delle ghiandole salivari (parotidi), che si trovano davanti e sotto le orecchie.

A questo sintomo si accompagnano di solito mal di testa, mal di pancia e febbre. Le complicazioni sono rare, così come i danni permanenti agli organi uditivi. L’unico rischio è legato all’età in cui la malattia compare. Se ciò avviene in un maschio in pubertà, può causare una seria infiammazione dei testicoli.

Rosolia

Quando si manifesta, la rosolia comporta febbriciattola, ingrossamento dei linfonodi, del collo e della nuca. L’altro sintomo più evidente è la comparsa di macchioline rosate sulla pelle.

Non si tratta di una malattia particolarmente preoccupante, ma nelle donne incinte non vaccinate può raggiungere il feto e provocare danni molto seri. In alcuni casi, aborto spontaneo, malformazioni cardiache, oculari, uditive o cerebrali.

Vaccino trivalente: quando farlo?

Tutti i nuovi nati possono essere sottoposti alla vaccinazione trivalente in due fasi che corrispondono ad altrettante età del bambino. La prima consiste in una somministrazione a 12 mesi compiuti o comunque entro i primi 15 mesi di vita.

La seconda somministrazione avviene, da calendario, tra i 5 e i 6 anni, simultaneamente al richiamo della vaccinazione per difterite, tetano e pertosse acellulare. In alcuni casi particolari, infine, come ad esempio le epidemie da morbillo, il vaccino trivalente può essere iniettato già a 6 mesi di età.

Se effettuata secondo queste modalità, la sua efficacia è riscontrata nel 98-99% dei casi e consente di ottenere l’immunità alle tre patologie sopracitate per tutta la vita. Nei primissimi tempi che seguono la sua somministrazione, inoltre, il bambino non è contagioso.

Come detto, questo vaccino è disponibile solo in forma trivalente (morbillo-rosolia-parotite), dunque non è possibile somministrarlo in maniera selettiva o mirata alla singola malattia (monovalente).

Possibili effetti collaterali del vaccino trivalente

Studi scientifici e riscontri statistici dimostrano che l’80% dei bambini sottoposti a questo tipo di vaccinazione non sviluppa complicanze, disturbi o effetti collaterali particolari.

Il vaccino trivalente, insomma, è ritenuto sicuro e privo di controindicazioni nella stragrande maggioranza dei casi. L’insorgenza di effetti indesiderati è limitata a questo genere di fenomeni:

  • rossore e gonfiore nel punto di inoculazione della sostanza;
  • febbre;
  • alterazioni del pigmento cutaneo (macchioline rosa sulla pelle);
  • gonfiore delle ghiandole salivari e dei linfonodi;
  • dolori articolari.

Nella maggior parte dei casi, comunque, si tratta di processi transitori e innocui che si risolvono in un breve arco di tempo. La febbre può comparire dopo 5-12 giorni dalla somministrazione. Nei mesi successivi alla vaccinazione stessa, infine, il vaccino trivalente potrebbe causare una diminuzione del livello delle piastrine.

Vaccino trivalente e autismo: nessuna correlazione

Il vaccino non è correlato in alcun modo allo sviluppo di patologie gravi come encefalite, meningite, né tanto meno autismo. Lo dimostrano anni e anni di indagini, ricerche e studi scientifici mirati che hanno sfatato alcuni allarmismi e “false credenze” legate alla sua somministrazione nei bambini.

Come ha evidenziato un recente studio pubblicato sugli Annals of internal medicine dell’American College of Physician condotto da un gruppo di scienziati su un campione di 657.461 bambini, il vaccino trivalente non comporta in alcun modo un aumento dell’incidenza dei casi di autismo infantile.

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