Influenza 2022-2023: cosa si aspettano i pediatri e cosa suggeriscono

La Società Italiana di Pediatria raccomanda fortemente di vaccinare i bambini contro il virus influenzale. Rispetto alle stagioni 2020-2021 e 2021-2022, è previsto un aumento elevato della sua circolazione.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) torna a parlare di influenza. In un articolo di Susanna Esposito,
Professoressa ordinaria di pediatria all’Università di Parma e Responsabile Tavolo tecnico SIP Malattie infettive e vaccinazioni, vengono illustrate le aspettative per la stagione invernale 2022-2023, insieme ai modi in cui prevenire il contagio del virus poiché, in ogni stagione fredda, colpisce fino al 30% dei bambini.

"Influenza: prevenire è proteggere": i consigli per l'inverno 2022-2023 degli esperti SIP

L’esigenza di una maggiore prevenzione per questa stagione è dovuta in buona parte a quello che è accaduto nelle stagioni invernali 2020-2021 e 2021-2022, il primo e il secondo inverno pandemico. Con l’attuazione delle misure di contrasto e di contenimento della diffusione di SARS-CoV-2, per limitare il numero di casi di COVID-19, e le seguenti vaccinazioni, si è registrato un radicale calo della diffusione e del contagio dell’influenza classica.

L’attuazione per un lungo periodo di tempo di un lockdown generalizzato, l’obbligo o la forte raccomandazione all’uso delle mascherine, la richiesta di prestare grande attenzione all’igiene personale con il frequente lavaggio delle mani hanno certamente avuto un ruolo nella diffusione di tutti gli agenti infettivi, agendo, quindi, positivamente non solo sulla frequenza di comparsa di COVID-19 ma anche su quella di tutte le forme virali e batteriche, inclusa l’influenza.

Un risultato certamente positivo, ma che diventa problematico una volta che queste misure di contenimento vengono meno. Gli esperti concordano infatti che, per l’inverno 2022-2023:

Le misure di protezione sono state pressoché totalmente abolite e, quindi, ci si aspetta una circolazione totalmente non limitata dei virus. Inoltre, la numerosità delle persone suscettibili all’infezione da virus influenzali è ancora più elevata che nell’anno precedente.

A risentirne di più sono i bambini:

Per la mancanza di precedenti esperienze immunologiche, l’elevata frequenza in comunità e il conseguente rischio di contagio e, nei più giovani, la relativa immaturità del sistema immunitario, i bambini sono tra i soggetti a maggior rischio di infezione e malattia da virus influenzali.

La SIP raccomanda quindi fortemente le vaccinazioni contro il virus influenzale, che consiglia di effettuare dopo i sei mesi d’età, già a partire dal mese di ottobre.

Oltre che per l’impatto medico e socio-economico della malattia, la necessità di una vaccinazione pediatrica contro l’influenza è ulteriormente avvalorata dalla evidenza che i bambini eliminano il virus in quantità e per tempi superiori a quelli degli adulti cosicché l’influenza pediatrica rappresenta uno dei fattori principali della diffusione dei virus nella popolazione generale, con aumentato rischio di infezione nella popolazione fragile di ogni età e negli anziani, di per sé a rischio di forme infettive gravi.

Inoltre:

La logica della raccomandazione a vaccinare i bambini contro l’influenza poggia su una enorme serie di studi clinici randomizzati e controllati che dimostrano come la vaccinazione sia estremamente efficace nel ridurre l’incidenza della malattia, con livelli di riduzione del rischio di forme gravi da ospedalizzare che possono arrivare anche all’80%.

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