Allattamento artificiale: "Non sono una mamma da serie B perché non allatto"

Non è sempre facile per le neo mamme rinunciare all'allattamento al seno, eppure le testimonianze che abbiamo raccolto ci raccontano come questa decisione, all'inizio accolta con rammarico, si sia rivelata un'esperienza magica, anche per chi, spesso, ha temuto di non essere all'altezza e si è sentita in colpa.

L’allattamento è un momento importantissimo nella vita delle mamme e dei loro bebè. Si tende, spesso, a demonizzare l’allattamento artificiale per favorire l’allattamento al seno, un atto indubbiamente intenso che è fondamentale per la crescita del piccolo e che è in grado di intensificare il legame mamma-neonato. L’allattamento al seno non è, però, l’unica via percorribile sebbene venga consigliato dall’OMS come la strada da prediligere e sia riconosciuto come tale anche dal Ministero della Salute.  In realtà, sono sempre di più le neo mamme che, per necessità o scelta, ricorrono all’allattamento misto o artificiale e che, per questo, vengono criticate e attaccate.

In moltissimi casi, ad esempio, il latte materno non è sufficiente per alimentare correttamente il neonato, in altri, le mamme sono impossibilitate a procedere per questa via, devono allontanarsi in qualche momento della giornata o, semplicemente, scelgono di non farlo. Non solo, ci sono poi casi di coppie omogenitoriali di soli uomini o di persone transgender, come i papà cavallucci, in cui è evidente che l’allattamento debba avvenire solo per via artificiale. Tutti questi esempi non tolgono nulla alla naturale magia che questo momento così intimo e speciale porta con sé.

Allattamento artificiale: quando si fa e come funziona

L’evoluzione tecnologica degli ultimi decenni ha poi consentito di ottenere formulazioni sempre più simili al latte umano e adeguate alle necessità digestive e nutrizionali del neonato. Eppure, ancora oggi, troppo spesso le mamme che non riescono ad allattare al seno o devono integrare questa modalità con quella artificiale si sentono sopraffatte da un senso di colpa e inadeguatezza.

Per questa ragione, abbiamo chiesto alle mamme di raccontarci su Instagram la loro esperienza sull’allattamento artificiale, di condividere con noi emozioni, dubbi e sensazioni provate in quei momenti e, allo stesso tempo, per ricordare alle neo mamme e ai neo genitori quanto sia magico il gesto di nutrire il proprio bimbo e scacciare il pensiero, spesso presente, di non sentirsi all’altezza e di considerarsi mamme di serie B.

Molte delle risposte che abbiamo raccolto riguardano mamme che si sono ritrovate con grande rammarico a optare per l’allattamento artificiale e a viverlo in un primo momento come una tappa difficile, quasi una mancanza. Eppure, in tutte, questa decisione, all’apparenza indesiderata, si è rivelata essere una strada ideale, sia per la crescita e la serenità del bebè, sia per la mamma. Ecco, ad esempio, cosa ci racconta una neo mamma:

Io avevo tantissimo latte, ma era senza sostanza, come fosse acqua: il mio bimbo non si saziava, piangeva in continuazione. Ho pianto per due giorni interi, ma quando l’ho visto mangiare di gusto con il biberon ho provato una gioia immensa.

Un’altra motivazione ricorrente, che porta alla strada dell’allattamento artificiale, è la mancanza di latte materno, una situazione che può risultare molto difficile dal punto di vista psicologico per tante mamme.

Mio figlio è nato con un cesareo d’urgenza, avevo pochissimo latte e solo dal seno sinistro. Cosa dovevo fare? Ho provato per 40 giorni l’allattamento misto ma poi ho ceduto al solo latte artificiale e mio figlio per magia ha iniziato a prendere peso. È stato un momento pieno di felicità.

Un’altra neo mamma ci ha rivelato le difficoltà iniziali di non riuscire a soddisfare la fame del suo piccolo per mancanza di latte, eppure, anche in questo caso, l’insoddisfazione e la frustrazione dei primi momenti hanno lasciato spazio a una soddisfazione impagabile. Ci ha anche ricordato come il sostegno e l’affetto delle persone vicine siano state fondamentali per vivere al meglio questo delicato passaggio e trovare coraggio e maggiore sicurezza in se stessa.

Ho cercato in tutti i modi di allattare al seno il mio piccolo Alessandro. Non riuscivo a soddisfare la sua fame, il latte era troppo poco. Quanti pianti, quanti sensi di colpa. Grazie a chi mi vuole bene e mi ama, sono riuscita a superare la cosa. Alessandro è sempre cresciuto a vista d’occhio, ha 9 mesi, ma veste una taglia 12/18. Direi che il latte artificiale ha fatto il suo lavoro!

Il senso di colpa è un tema ricorrente tra le mamme che si ritrovano, loro malgrado, a procedere con l’allattamento con biberon. Eppure le tante testimonianze, che abbiamo raccolto, dimostrano che questa condizionano rappresenta solo una sensazione iniziale, vinta in un secondo momento dalla gioia di condividere questo momento speciale con il proprio bebè e di vederlo crescere con serenità.

Quanti sensi di colpa quando la mia primogenita non si attaccava al seno, morale della favola non ho allattato nessuna delle 3, non avevo abbastanza latte. Sono cresciute tutte con latte artificiale. Un consiglio alle future mamme, non sentitevi in colpa se non riuscite ad allattare, crescono bene lo stesso.

In alcuni casi, oltre alla mancanza di latte materno, possono verificarsi anche delle problematiche fisiche, come ragadi, episodi di mastite o anche semplicemente dei capezzoli troppo piccoli che non rendono possibile un allattamento naturale.

Non ho potuto allattare al seno i miei due figli perché ho dei capezzoli minuscoli e quando i miei cuccioli si attaccano facevano una gran fatica a far scendere il latte e piangevano per la fame. Poi sanguinavo tanto e si formavano continuamente delle croste! È stato orrendo vivere tutto questo! Con il latte artificiale è arrivata la nostra felicità, calma, sazietà, sonno.

L'infiammazione "della mamma" (e non solo): cos'è la mastite al seno

Inoltre, in questo anno così particolare e complesso, dilaniato dalla pandemia da Covid-19 sono molte le mamme che si sono ritrovate a vivere una situazione difficile e poco serena, come racconta una neo mamma che ha partorito il suo bimbo proprio in piena emergenza Covid, in uno degli ospedali più colpiti dalla pandemia.

Ho partorito ad aprile di quest’anno, in piena emergenza Covid, in uno degli ospedali più colpiti d’Italia, il papa Giovanni di Bergamo. Poco personale, perché tanti erano i malati purtroppo, ma il parto è stato magnifico, ho trovato delle ragazze stupende. Purtroppo non sono stata seguita per l’allattamento, non ne faccio una colpa a chi avrebbe dovuto farlo – la situazione era ingestibile e l’ospedale in affanno. Arrivata a casa, non ho potuto seguire il gruppo allattamento (preciso che per via del Covid non ho potuto fare nemmeno il corso pre-parto). Insomma, ho provato per 2 mesi a dare il mio latte alla mia bambina, ho avuto una brutta mastite e ragadi sanguinanti per mesi. Alla fine ho rinunciato, avevo poco latte e la mia bimba soffriva. A chi ora mi dice che dovevo insistere di più, rispondo sempre che io sono una super mamma, ho partorito in piena pandemia con la mascherina, sono stata 3 giorni da sola senza nessun aiuto. Arrivata a casa non ho avuto nessuno se non il mio compagno. Mia mamma ha visto sua nipote dopo un mese e mezzo. Io sono una super mamma anche se non allatto più, la mia bimba è felice e cresce bene. Future mamme non fatevi angosciare da commenti negativi. Ognuna di noi ha la sua storia e sa cosa è giusto per il suo bambino.

E sono tante le testimonianze delle mamme coraggiose che hanno condiviso la loro storia con noi, per ricordare alle altre donne che la loro esperienza è unica e speciale, incoraggiandole a vivere questo momento nel modo più intenso e sereno possibile, senza lasciare che venga rovinato da pensieri negativi.

Io non posso allattare perché non ho latte. Sto facendo docce di acqua caldissima e spremiture ma non esce una goccia e siamo a 7 giorni. La mia bimba prende dal biberon e di certo non mi sento di serie B anzi il legame mamma – figlio c’è eccome, anzi lei ne stava risentendo di più per cercare di tirare dal seno perché non riusciva a nutrirsi a sufficienza.

Vivere questo momento con gioia, non colpevolizzarsi e goderselo in ogni istante con serenità è fondamentale per regalare al piccolo il proprio affetto e le proprie cure, ed è proprio questo quello che conta.

Io avrei voluto con tutto il cuore allattare mia figlia al seno. Ci ho creduto tanto ma non è stato possibile. Ma non mi posso sentire meno rispetto a chi allatta al seno e in un certo senso scredita chi allatta col biberon. Siamo tutte mamme e il momento dell’allattamento è comunque speciale che sia al seno o no. In quel momento stai permettendo a tua figlia/o di crescere. È magico!

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