Cistite post coitale: sintomi, cause e rimedi (anche naturali)

Cosa sapere per gestire e prevenire uno dei disturbi più comuni che si verifica a distanza di giorni da un rapporto sessuale.

Tra le 24 e le 72 ore dopo un rapporto sessuale, una donna può manifestare bruciore quando va in bagno a urinare, sensazione di dover tornare in bagno frequentemente e pesantezza al basso ventre. Sono solo alcuni dei sintomi che possono indicare la presenza di una cistite post coitale. È una normale infezione della vescica, causata quasi sempre dal batterio Escherichia coli, che durante il rapporto viene spinto verso l’uretra, il piccolo canale che porta l’urina all’esterno. Molte donne si chiedono se la cistite passi da sola. La particolarità è che sì, può succedere. In 7-10 giorni può risolversi spontaneamente, ma se il fastidio è forte e il problema si verifica spesso, è utile sapere come intervenire. Sia in termini di cure e rimedi che di prevenzione.

Cos’è la cistite post coitale

Cistite significa infiammazione della vescica, e nella grande maggioranza dei casi la causa è un’infezione batterica. È un disturbo molto comune. Secondo le linee guida dell’European Association of Urology (EAU), quasi metà delle donne ne ha almeno un episodio nella vita e circa una su tre lo ha già avuto entro i 24 anni.

L’espressione “post coitale” indica che il rapporto sessuale è stato il fattore responsabile dell’infiammazione. A questo punto è doveroso chiarire che i batteri responsabili della cistite solitamente non arrivano dal partner. Come spiega l’Health Service Executive (il servizio sanitario irlandese), le infezioni urinarie sono causate di norma da batteri di origine intestinale che raggiungono le vie urinarie.

Quando gli episodi si ripetono si parla di cistite ricorrente. Le linee guida EAU usano questa definizione quando si hanno almeno tre episodi in un anno oppure due negli ultimi sei mesi.

Cistite post coitale: i sintomi

I sintomi sono quelli di qualsiasi cistite, quindi:

  • dolore o bruciore quando si urina (disuria)
  • stimolo urgente
  • bisogno di urinare molto spesso
  • sensazione di pressione o di crampo nella parte bassa della pancia
  • urine torbide o maleodoranti
  • presenza di sangue nelle urine

Un dettaglio aiuta a distinguere la cistite da altri disturbi intimi. Secondo l’EAU la diagnosi è molto probabile quando i sintomi urinari compaiono senza perdite vaginali anomale. Se invece ci sono perdite, prurito o irritazione dei genitali esterni, la causa potrebbe essere una vaginite, un’infiammazione della vagina che richiede una cura diversa. In caso di febbre sopra i 38 gradi, brividi, dolore al fianco, nausea e vomito il sospetto è che l’infezione è salita oltre la vescica e si sospetta una pielonefrite, cioè un’infezione del rene.

Le cause della cistite post coitale

A spiegare l’origine della cistite post coitale (e il perché è una condizione quasi esclusivamente femminile) c’è l’anatomia dell’apparato genitale. Nella donna, infatti, l’uretra è corta e si apre vicino alla vagina e all’ano. Durante il rapporto sessuale lo sfregamento può spingere verso l’uretra i batteri intestinali presenti normalmente sulla pelle della zona genitale. Da lì risalgono fino alla vescica e si moltiplicano.

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal indica che il rischio di cistite è maggiore quando si utilizzano gli spermicidi. Questi aumentano di due o tre volte la probabilità di infezione, sia quando si usano con il diaframma sia quando rivestono il preservativo. Tra i fattori di rischio ci sono la giovane età, il cambio di partner, una madre che soffriva di cistiti e le cistiti avute da bambina.

Il problema, però, non riguarda solo le donne giovani. Uno studio pubblicato sul Journal of General Internal Medicine ha osservato che anche dopo la menopausa un rapporto è fortemente associato alla cistite. In questa fase pesa anche il calo degli estrogeni, gli ormoni femminili. In questi casi a favorire le recidive c’è la vaginite atrofica, cioè l’assottigliamento delle mucose vaginali dovuto alla carenza di estrogeni.

Quanto dura la cistite post coitale

La cistite post coitale può durare da pochi giorni a oltre una settimana, a seconda della gravità dell’infezione e della presenza o meno di una terapia. In alcuni casi i sintomi migliorano spontaneamente nel giro di pochi giorni. In altri, invece, persistono e richiedono un trattamento. La cistite può quindi passare anche senza antibiotici, soprattutto quando è lieve e non presenta complicazioni.

Non è però possibile prevedere con certezza se e quando guarirà da sola. Nelle donne adulte non in gravidanza, con sintomi lievi, il medico può valutare di attendere fino a 48 ore, utilizzando eventualmente farmaci per alleviare il dolore. Rinunciare agli antibiotici può però prolungare i disturbi e aumentare il rischio che l’infezione raggiunga i reni.

Cosa fare, invece, per una cistite post coitale che non passa da sola? In questo caso le linee guida raccomandano l’urinocoltura, l’esame che individua il batterio nelle urine e indica quali antibiotici funzionano. La raccomandano anche quando i disturbi sono insoliti, quando si sospetta un’infezione più estesa e sempre durante la gravidanza, durante la quale la scelta degli antibiotici deve essere ancora più attenta.

Diagnosi-cistite-post-coitale
Fonte: iStock

Cistite post coitale: i rimedi

Gli antibiotici

L’episodio acuto si cura con un antibiotico prescritto dal medico. Quando è necessaria una terapia antibiotica, il trattamento è generalmente breve. Tra i farmaci utilizzati ci sono la fosfomicina, che può essere assunta in un’unica dose, la nitrofurantoina, prescritta generalmente per cinque giorni, e il pivmecillinam, per tre-cinque giorni.

La scelta dipende dalle caratteristiche dell’infezione e dalle condizioni della paziente. La durata della cura non coincide necessariamente con quella dei sintomi, che possono migliorare già nei primi giorni. Esistono delle alternative, tra cui la metenamina ippurato, un antisettico urinario. Dopo la menopausa si valuta l’uso di estrogeni vaginali in crema o in ovuli.

I rimedi naturali

Il mirtillo rosso americano, o cranberry, è il rimedio naturale più studiato. Contiene sostanze chiamate proantocianidine che ostacolano l’adesione dell’Escherichia coli alla parete della vescica. Nelle donne con cistiti ricorrenti i prodotti a base di cranberry riducono probabilmente il rischio di nuovi episodi di circa un quarto. Il beneficio non è emerso nelle donne in gravidanza.

Uno studio pubblicato nel 2024 su JAMA Internal Medicine ha messo in dubbio l’efficacia del D-mannosio, uno zucchero semplice venduto come integratore per prevenire le cistiti ricorrenti. I ricercatori hanno infatti osservato che le donne che lo assumevano non avevano meno episodi di cistite rispetto a quelle che prendevano un placebo. Lo studio non ha quindi dimostrato che il D-mannosio sia utile per prevenire nuove infezioni urinarie.

Per i probiotici la situazione è simile. L’EAU li consiglia ma solo con ceppi di lattobacilli che si sono dimostrati efficaci nel riequilibrare la flora vaginale. I dati non bastano a stabilire dose, durata e modalità di assunzione migliori. Durante una cistite in corso nessuno di questi rimedi naturali sostituisce la cura, perché le prove sul loro uso nella fase acuta sono insufficienti.

Come evitare la cistite post coitale

Molto più efficaci sono invece le misure di prevenzione. La dottoressa Elisabetta Colonese, ginecologa, in una risposta a una lettrice di GravidanzaOnLine che soffriva di cistiti dopo i rapporti mirati sottolinea che la cistite post coitale va prevenuta. Tra le migliori strategie suggerisce:

  • il riequilibrio della flora intestinale e vaginale
  • l’uso di un lubrificante prima del rapporto
  • l’assunzione del D-mannosio la sera
  • l’uso degli integratori a base di frutti rossi
  • di urinare dopo il rapporto
  • di fare il bidet con un detergente specifico non aggressivo
  • di indossare mutande bianche di cotone lavate senza ammorbidente

Per individuare la causa suggerisce l’esame delle urine, l’urinocoltura e un tampone vagino-cervicale completo per lei e la spermiocoltura per lui. Se nonostante questi accorgimenti le cistiti continuano, il passo successivo è parlarne con il medico. Con un’urinocoltura si può confermare la diagnosi e valutare le opzioni più adeguate.

La cistite post coitale è fastidiosa e, quando si ripete, può pesare sulla vita di coppia. È però un disturbo molto comune, che di solito resta limitato alla vescica e si cura con terapie brevi. Parlarne apertamente con il proprio medico, anche quando si sta cercando un figlio, è il modo più rapido per trovare la strategia giusta e tornare a vivere senza preoccupazioni la propria intimità.

Seguici anche su Google News!
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...

Categorie

  • Salute e Benessere