Vitamina B12 in gravidanza e salute del nascituro

Un nuovo studio suggerisce che i livelli di vitamina B12 e folati nei genitori e durante la gravidanza potrebbero essere correlati alla salute del feto: ecco cosa sapere.

La vitamina B12 in gravidanza (e più in generale i livelli presenti nei genitori anche nella fase pre-concezionale) e i folati potrebbero avere un influenza sulla salute dei neonati. A dirlo è uno studio cinese che ha presto in esame la correlazione fra i livelli di vitamina B12 nella fase prima del concepimento e in gravidanza.  Approfondiamo il tema capendo prima di tutto cos’è la vitamina B12 e perché così importante durante la gravidanza.

Cos’è la vitamina B12

La vitamina B12 è una vitamina idrosolubile essenziale che l’organismo umano non è in grado di produrre in quantità sufficienti e che deve quindi essere introdotta attraverso l’alimentazione o, quando necessario, attraverso integratori.

È coinvolta in diversi processi fondamentali per l’organismo, tra cui la formazione dei globuli rossi, la sintesi del DNA e la normale divisione e crescita delle cellule. La vitamina B12 è inoltre importante per il corretto funzionamento del sistema nervoso e per la formazione e il mantenimento della guaina mielinica che riveste le fibre nervose. Una sua carenza può provocare, tra le altre conseguenze, un’anemia megaloblastica e alterazioni neurologiche. Come vedremo, è importantissima anche durante la gravidanza.

Vitamina B12 prima e durante la gravidanza

Come accennato, lo studio cinese, dal titolo di Periconception Parental Red Blood Cell Folate, Vitamin B12, and Birth Defects in Offspring: A Prospective Cohort Study realizzato nell’ambito dello Shanghai Preconception Cohort, ha analizzato il rapporto tra i livelli di vitamina B12 e di folati nei genitori e la presenza di malformazioni congenite nella prole.

I ricercatori hanno osservato che livelli più elevati di vitamina B12 nei futuri genitori prima del concepimento e concentrazioni maggiori di folati nei globuli rossi della madre dopo il concepimento erano associati a una minore prevalenza prevista di difetti alla nascita. Anche livelli materni più elevati di vitamina B12 dopo il concepimento sono risultati associati a una minore prevalenza prevista di difetti alla nascita.

Nello studio sono stati analizzati due gruppi di partecipanti residenti a Shanghai: da un lato, 3.032 coppie, i cui livelli di vitamina B12 e folati sono stati misurati entro quattro mesi prima del concepimento; dall’altro, 17.765 donne, sottoposte a esami entro il quarto mese di gravidanza. I ricercatori hanno preso in considerazione le malformazioni congenite rilevate tra i nati vivi, i nati morti e le interruzioni di gravidanza effettuate a seguito dell’individuazione di anomalie fetali.

Lo studio partiva dalla constatazione che, se da un lato è noto il ruolo dell’acido folico nella prevenzione dei difetti del tubo neurale, dall’altro le associazioni tra i livelli di folati e vitamina B12 dei genitori e le malformazioni congenite non erano ancora completamente chiarite. L’obiettivo era quindi quantificare il rapporto tra i livelli di vitamina B12 e di folati nei globuli rossi dei genitori e la prevalenza di malformazioni congenite nella prole.

La vitamina B12 influenza la salute dei neonati?

Le conclusioni dello studio cinese vengono riassunte dagli stessi autori sottolineando che i livelli di vitamina B12 dei genitori nel periodo periconcezionale e quelli di folati nei globuli rossi materni dopo il concepimento sono risultati associati a una minore prevalenza prevista di difetti alla nascita.

L’interesse per il ruolo della vitamina B12 nel periodo che precede il concepimento si inserisce in un quadro di ricerca più ampio. Un precedente studio prospettico cinese, Maternal periconception serum vitamin B12 concentration and risk of preterm birth: a prospective cohort study, ha analizzato 26.977 donne di Shanghai, con concentrazioni sieriche di vitamina B12 misurate prima del concepimento o nelle prime fasi della gravidanza. Lo studio, pubblicato nel 2025, non ha riscontrato un’associazione tra i livelli materni di vitamina B12 e il rischio di parto pretermine in una popolazione caratterizzata da livelli relativamente adeguati di vitamina B12. Gli autori hanno quindi sottolineato la necessità di ulteriori ricerche condotte in popolazioni con livelli di vitamina B12 differenti, per verificare se i risultati possano essere confermati in altre popolazioni e aree geografiche.

È importante, tuttavia, interpretare correttamente i risultati del nuovo studio: si tratta di una ricerca osservazionale, che evidenzia associazioni statistiche e non dimostra che livelli più elevati di vitamina B12 o folati siano di per sé la causa della riduzione delle malformazioni congenite. Gli stessi autori indicano tra i limiti dello studio la possibilità di confondimento residuo.

Per questo motivo, i risultati non possono essere tradotti direttamente nell’affermazione che una maggiore assunzione di vitamina B12 o folati attraverso l’alimentazione o gli integratori sia in grado di prevenire le malformazioni congenite. Indicano piuttosto l’importanza di continuare a studiare il ruolo dello stato nutrizionale materno e paterno nel periodo che precede il concepimento e nelle prime fasi della gravidanza, anche alla luce delle conoscenze già consolidate sul ruolo dei folati nella prevenzione dei difetti del tubo neurale.

Dove si trova la vitamina B12

La vitamina B12 si trova naturalmente soprattutto negli alimenti di origine animale, tra cui carne, pesce, uova, latte e derivati, come yogurt e formaggi. Alcuni alimenti di origine vegetale possono invece fornire vitamina B12 quando sono fortificati, per esempio alcune bevande vegetali e alcuni cereali per la colazione.

Chi segue un’alimentazione vegetariana o pescetariana può generalmente assumere vitamina B12 attraverso gli alimenti, ma l’apporto va valutato in base alla quantità e alla frequenza con cui vengono consumati i cibi che la contengono. Chi segue un’alimentazione vegana, non assumendo naturalmente alimenti di origine animale, deve invece prestare particolare attenzione all’apporto di vitamina B12 e ricorrere a alimenti fortificati e/o integratori per evitare carenze.

Anche in presenza di un’alimentazione onnivora possono verificarsi carenze di vitamina B12, per esempio a causa di problemi di assorbimento o di alcune condizioni e terapie.

Seguici anche su Google News!
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...

Categorie

  • Salute e Benessere