I danni del fumo in gravidanza: cosa può succedere (davvero) a mamma e neonato
Cosa sapere sui rischi che comporta il fumo in gravidanza: anche durante la gestazione si può smettere, con ricadute positive sulla salute futura.

Cosa sapere sui rischi che comporta il fumo in gravidanza: anche durante la gestazione si può smettere, con ricadute positive sulla salute futura.

I danni del fumo di tabacco sono ampiamente noti oggi. Tuttavia, quando guardiamo in tv un period drama ambientato negli anni ’50 o ’60, non è raro vedere personaggi di donne incinte fumare. Però il fumo in gravidanza rappresenta un grosso rischio per la salute sia della madre che del nascituro: per tutti i dubbi chiedete un consiglio medico, che eventualmente può aiutarvi a smettere anche durante la gestazione.
Tra i rischi principali del fumo in gravidanza ci sono il parto prematuro, le malformazioni congenite o la sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids), tuttavia ce ne sono anche altri. L’ideale sarebbe smettere di fumare prima di restare incinte – cosa che chiaramente è possibile quando la gravidanza è programmata – ma si può smettere anche durante: come si legge sul sito dell’Us Centers for Disease Control and Prevention, le sigarette contengono una miscela letale di oltre 7mila sostanze chimiche, e non fumare evita che il bambino o la bambina abbiano più tosse e raffreddori del previsto, rischi di bronchite o polmonite, troppe infezioni all’orecchio, attacchi d’asma e problemi di respiro sibilante.
Le donne che fumano potrebbero registrare dei sanguinamenti anomali in gravidanza, un fenomeno che mette in pericolo la vita o la salute del feto. In generale comunque, potrebbe risultare compromessa anche la fertilità, e questo vale anche per gli uomini: non solo le donne con la sigaretta hanno più difficoltà a restare incinte, ma il fumo può danneggiare la qualità dello sperma e contribuire a disfunzioni erettili nell’uomo. E si comprende anche per il fumo passivo.
Le sigarette possono inoltre favorire una nascita sottopeso per il neonato o la neonata, dato che il fumo rallenta la crescita fetale, danneggiando e compromettendo in particolare lo sviluppo di polmoni o cervello. Questi organi sono particolarmente a rischio, tanto che i danni potrebbero persistere durante l’infanzia o l’adolescenza. Inoltre è possibile che il feto sviluppi malformazioni: tra le più comuni ci sono il labbro leporino e la palatoschisi. Quest’ultima consiste in un’apertura anomala a livello di labbro o di palato, che comporta problemi a nutrirsi normalmente e di solito richiede la necessità di un intervento chirurgico.
Il parto prematuro, come accennato, rappresenta uno dei principali rischi del fumo in gravidanza. C’è una conseguenza che è facilmente immaginabile: i bambini e le bambine premature restano in ospedale per giorni, settimane o anche mesi, finché medici e mediche non permettono loro di andare a casa dopo il parto. Questo perché spesso un neonato prematuro presenta difficoltà nell’alimentazione, problemi respiratori immediati (che possono verificarsi peraltro anche successivamente) e basso peso alla nascita. A volte un parto prematuro può tradursi in condizioni molto gravi come la paralisi cerebrale, che provoca problemi di movimento e basso tono muscolare rispetto alla norma. In generale, potrebbe registrarsi un ritardo nello sviluppo del linguaggio, del pensiero e delle capacità motorie, oltre che problemi all’udito o alla vista.
Smettere di fumare è possibile e la gravidanza, il parto e la vita futura del vostro bimbo ne trarranno giovamento. Smettere di fumare permette al feto di ricevere più ossigeno, di crescere meglio, di evitare il rischio di parto prematuro, e inoltre anche la madre avrà più energia e respirerà più facilmente. Senza contare che anche la vita successiva della madre potrà essere più in salute, perché si avranno meno probabilità di sviluppare malattie cardiache, ictus, cancro ai polmoni, malattie polmonari. Non c’è un metodo valido per tutte e per tutti, per smettere, e questa è la ragione per cui il consulto medico è fondamentale: può darsi che si tratti di cerotti con rilascio graduale di nicotina, gomme da masticare, o altri metodi in base alle istanze di ogni persona. A volte, associazioni di categoria, come la Lega Tumori, organizzano attraverso le sezioni locali corsi per smettere di fumare.
Non c’è una posizione completamente univoca sulla sigaretta elettronica durante la gestazione. C’è infatti chi ritiene che, se può aiutare a smettere di fumare del tutto durante la gravidanza, potrebbe rappresentare una soluzione, anche se solo in ultima istanza. C’è però un pericolo, ed è associato al fatto che chi fuma la sigaretta elettronica potrebbe associare anche il consumo di tabacco. Evitarla del tutto potrebbe essere la scelta migliore. Spiega la dottoressa Elena Munarini sul sito della Fondazione Veronesi:
Proporre l’utilizzo della sigaretta elettronica alle donne gravide non è sicuramente l’approccio primario. Tuttavia, se la futura mamma era già abituata a utilizzarla, tendiamo a lasciarla. Va considerato che spesso i fumatori di sigaretta elettronica sono duali: utilizzano questo strumento per cercare di ridurre il numero di sigarette normali, senza abbandonarle del tutto.