
La celiachia è una malattia autoimmune che può rivelarsi anche nei neonati dai 6 mesi in poi. I sintomi sono molto simili a quegli degli adulti, ...
Cosa sapere su microbiota e gravidanza: cosa dice la scienza sulle influenze reciproche, sulla dieta e sulle buone abitudini.

Microbiota ed ecosistema intestinale possono influenzare la gravidanza, non solo in termini di gestazione in sé e di salute della futura madre e del nascituro, ma anche e soprattutto al concepimento, sia che si tratti di una fecondazione naturale sia che sia una fecondazione medicalmente assistita. L’argomento è oggetto di uno studio scientifico in corso da molto tempo, e uno studio recente ci aiuta a capire quali modifiche apportare alla nostra dieta per garantirci una gestazione tranquilla anche sotto il profilo delle ricadute sul microbioma.
Il legame tra microbiota intestinale e gravidanza viene studiato da anni. Già in uno studio del 2018, dal titolo The Maternal Gut Microbiome during Pregnancy, si leggeva:
La composizione del microbiota intestinale materno contribuisce agli esiti ostetrici con conseguenze a lungo termine sulla salute di madre e bambino. Anche gli estrogeni e il progesterone influenzano la funzione intestinale, soprattutto durante il periodo prenatale. Questi cambiamenti fisiologici in gravidanza consentono gli adattamenti del metabolismo e del peso materno necessari a sostenere la gravidanza.
Per comprendere bisogna partire dalle variazioni degli stati infiammatori nella gestante, più alti all’impianto e al travaglio, più bassi a metà gravidanza. La placenta protegge il feto dal rigetto ma condizioni come obesità e diabete gestazionale fanno sì che le infiammazioni dell’intestino influenzino lo stato infiammatorio complessivo della gestante, che può anche portare a una disfunzione placentare, con il conseguente rischio di infezioni intrauterine, peso del bambino sotto norma alla nascita e preeclampsia. Senza dimenticare che altri tipi di cambiamento (ormoni come estrogeni e progesterone, livelli metabolici e modifiche nel sistema immunitario) possono interferire con il microbiota intestinale, e per questa ragione bisogna prestare attenzione alle conseguenze.

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Nel 2026 è uscito lo studio dal titolo Exploring the Association Between Gut Microbiota and Infertility in Women with Multiple Implantation Failures: An Exploratory Study, che rappresenta laprima revisione sistematica su dieta e procreazione medicalmente assistita. Nello studio vengono rilevate differenze nel microbiota intestinale delle donne fertili e in quello delle donne che avevano registrato fallimenti ripetuti di impianto. Non c’è un nesso causale certo, ma si tratta di un primo passo per comprendere il fenomeno meglio e di più: l’idea è che l’equilibrio dei microrganismi intestinali e la salute riproduttiva possano avere un collegamento, dal punto di vista ormonale, immunitario e metabolico.
Ci sono dei fattori ambientali, nel senso più ampio del termine, che possono influenzare la fertilità così come il microbioma: si tratta di interferenti endocrini, pesticidi, cosmetici, contaminanti industriali e sostanze presenti in alcuni materiali plastici, che potrebbero interferire con la regolazione ormonale e i processi metabolici. Le interferenze del microbioma con una gravidanza peraltro possono influenzare negativamente lo sviluppo cerebrale del feto, con conseguenze sul peso futuro e la crescita del bambino, oltre che su eventuali disturbi intestinali cronici.
Tra i cibi migliori da consumare durante la gestazione, ci sono i cereali integrali, per via dell’apporto di omega 3 che può avere ricadute positive con la ricettività endometriale e la qualità embrionale. Spiega Gemma Fabozzi, coordinatrice del gruppo di interesse speciale nutrizione e riproduzione della SIFES-MR e responsabile dell’unità di Salute riproduttiva di IVIRMA Italia, nonché prima autrice dello studio 2026:
Non esiste una dieta della fertilità, e nessun alimento può garantire una gravidanza o cancellare l’effetto dell’età. L’alimentazione può aiutare, ma va personalizzata e basata su prove scientifiche solide, non su mode passeggere. Dalla nostra analisi su oltre 15.000 studi emerge chiaramente che non ha senso escludere totalmente i carboidrati, ad esempio, o glutine e lattosio senza una diagnosi. La svolta sta nella nutrizione di precisione: interventi personalizzati su coppia, microbiota e salute metabolica.
In generale tuttavia, dato che il microbiota intestinale è influenzato, tra le altre cose, dalla dieta, bisognerebbe ricordare che la dieta tipica dei Paesi più sviluppati è un po’ troppo ricca di alimenti trasformati, grassi e zuccheri, che favoriscono aumento di peso e disbiosi intestinale, associati a conseguenze negative per la salute della madre e del bambino. Per cui meglio evitare o limitare moltissimo il consumo di cibi ultraprocessati, che non rientrano in uno stile di vita sano.
Un microbiota intestinale sano viene solitamente promosso da proteine a basso contenuto di grassi, presenti in fagioli, pollo senza pelle e manzo magro, frutta e verdura biologiche per cui non sono stati utilizzati antibiotici e pesticidi, acidi grassi insaturi che si trovano nei semi di lino e nel salmone, cereali integrali e alcuni tipi di probiotici.