
I medici hanno condotto un'operazione senza precedenti per curare la grave forma di gastroschisi del bambino, usando anche il Botox.
La chirurgia in gravidanza è possibile ma vanno esaminati i fattori di rischio caso per caso: quali operazioni possono essere effettuate e come.

Una gravidanza desiderata o ricercata è quel tempo della vita in cui molte cose appaiono ferme, in cui ci si interroga sullo status quo e ci si impegna per il mantenimento del feto. E per questa ragione si sta attente – e si chiede consiglio al ginecologo o alla ginecologa – su tanti argomenti: attività fisica, rapporti sessuali, assunzione di farmaci, alimentazione e molto altro. Uno degli interrogativi, per cui ancora una volta va chiesto personalmente il consulto medico, è rappresentato dalla chirurgia in gravidanza.
Come riporta MsdManuals, sono diverse le operazioni in gravidanza che non possono essere differite a dopo il parto. In generale tuttavia, alcuni interventi che coinvolgono l’addome potrebbero aumentare il rischio di travaglio pretermine o di aborto, in particolare all’inizio della gestazione.
I sintomi di un’infiammazione all’appendice comprendono il dolore addominale al di sopra delle 6 ore, nausea e vomito. Il dolore non è facile da riconoscere, perché assomiglia alle contrazioni uterine e l’appendice in gestazione viene spinta più in su, rendendone difficoltosa la localizzazione. L’appendicite viene però eseguita immediatamente, perché la perforazione dell’appendice può portare alla morte della gestante, tuttavia è un intervento mediamente sicuro e di routine.

I medici hanno condotto un'operazione senza precedenti per curare la grave forma di gastroschisi del bambino, usando anche il Botox.
L’infiammazione della cistifellea è provocata da un blocco indotto dalla presenza di calcoli biliari, per cui solitamente vengono somministrati analgesici per il dolore. In gravidanza si evita l’operazione o si tiene come ultima istanza, a seguito di un periodo di alimentazione controllata e una terapia antibiotica.
Le cisti ovariche sono molto comuni ma l’operazione viene di solito rimandata a dopo la 14esima settimana di gestazione, perché le cisti producono ormoni utili per la gravidanza e a volte scompaiono da sole. Tuttavia, se la cisti provoca sensibilità nella gestante o si vede una massa insolita nell’ecografia, si asporta immediatamente, perché la massa in questione potrebbe rivelarsi maligna.
Un blocco intestinale provoca sintomi quali dolore addominale, inappetenza, gonfiore, vomito, stipsi, diarrea e febbre. E può portare a una cancrena dell’intestino o alla peritonite, per cui non intervenire comporta un grosso rischio di aborto o di morte della gestante. Per questa ragione si effettua un intervento esplorativo, in particolare se la paziente, prima della gravidanza, aveva effettuato altri interventi di chirurgia addominale o era stata affetta da infezioni addominali.

La maggior parte delle cisti ovariche sono benigne, non danno sintomi e si risolvono da sole. Ecco quando, invece, preoccuparsi.
La chirurgia addominale può interessare 1 paziente su 500 e molti interventi vengono effettuati in laparoscopia. Si tratta di una tecnica mini-invasiva, chiamata anche celioscopioa o peritoneoscopia, in cui si pratica una piccola incisione e si introduce all’interno dell’addome una piccola telecamera a scopo esplorativo e osservativo. Con la laparoscopia non si verifica prevalenza di complicanze e la ripresa post-operatoria della gestante è ottimale.
Come detto, per ogni caso vanno interpellati gli esperti e le esperte di riferimento, perché il singolo caso di ogni paziente è a sé. Tuttavia nel 2025 è uscito lo studio dal titolo Chirurgia addominale nelle donne in gravidanza, nelle cui conclusioni si legge:
La chirurgia addominale programmata deve essere rimandata, per quanto possibile, fino a dopo il termine della gravidanza. Tuttavia, nessun intervento chirurgico urgente deve essere ritardato a causa della gravidanza, poiché l’inizio del secondo trimestre è stato storicamente considerato il momento più favorevole per eseguire un intervento chirurgico (bassi rischi e volume uterino ideale). La fattibilità e la sicurezza della chirurgia a qualsiasi età gestazionale è stata oggi dimostrata. La via d’accesso da privilegiare è la celioscopia. L’anestesia di una donna incinta, qualunque sia la sua modalità, può essere concepita solo con l’aiuto di un monitoraggio irreprensibile, dal momento che la normalità dei parametri cardiorespiratori materni è la migliore garanzia di una buona tolleranza fetale.

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