Reparto Maternità: i retroscena - Gravidanzaonline.it

A partire da oggi 16 dicembre alle 22.45 su FoxLife, va in onda Reparto Maternità, la prima docu-soap interamente girata all’interno del reparto maternità di un ospedale, che racconta l’esperienza unica e irripetibile della nascita di una nuova vita attraverso le vicende personali di alcune donne in procinto di diventare madri e di chi le assiste in questo compito straordinario.
Una serie in 20 episodi da 30 minuti, con la regia di Claudio Canepari, prodotta da Magnolia per Fox International Channels Italia e girata nell’arco di sei mesi all’Ospedale San Camillo di Roma dalle due filmaker Cristina De Ritis e Lisa Iotti.

Due piccole telecamere si aggirano nel grande reparto di ostetricia e ginecologia del San Camillo e raccontano le storie di chi lavora qui tutti i giorni: i medici, le ostetriche, le infermiere… Le dinamiche interne all’equipe medica, i legami affettivi, le gerarchie, i momenti di gioia e quelli drammatici, vissuti sempre con grande intensità e coinvolgimento da tutto il reparto, perché, come dicono qui, all’evento della nascita non ci si abitua mai.

Accanto alle storie personali e professionali di chi gestisce il reparto, ogni episodio racconta anche le storie di alcune donne, prossime a diventare mamme: la routine dei controlli, l’ansia, l’attesa, i dolori e la curiosità che precedono il grande momento. E poi la gioia della nascita, il primi momenti con il nuovo arrivato, l’incontro con i familiari e finalmente l’atteso ritorno a casa.
Elemento unico di questa docu-soap, che cuce il materiale documentaristico girato quotidianamente senza una sceneggiatura predefinita usando il ritmo narrativo tipico della soap, è la lunga serialità, che cattura il pubblico e lo induce a seguire, puntata dopo puntata, l’evolversi delle vicende dei personaggi di questo E.R. tutto italiano, animato da protagonisti reali.

La produzione ha deciso di ambientare la docu-soap nel Padiglione Ostetrico Ginecologico dell’ospedale San Camillo di Roma, che rispecchia la grande varietà “umana” presente nella Capitale in termini di nazionalità, cultura, ceto sociale. L’elevatissima frequenza di parti ha poi garantito una grande scelta di storie. In particolare, la docu-soap è stata ambientata nelle aree di Accettazione, Ostetricia Patologica, Sala Parto, Neonatologia, degenza postparto.

Le due filmaker hanno raccontato le storie di medici e pazienti con l’ausilio di due piccole telecamere DVCam, quindi con una attrezzatura molto leggera e di poco ingombro, senza l’ausilio di luci e microfoni extra. All’inizio hanno riscontrato una certa diffidenza e ostilità nei confronti delle due “intruse”, ma poco per volta l’intero reparto si è abituato alla loro presenza. Dopo qualche settimana è diventato normale vedere le piccole telecamere in giro per le corsie, nelle stanze delle degenti, nelle sale parto. E poco a poco il reparto si è abituato alla presenza di Lisa e Cristina, che venivano puntualmente attese per i momenti rituali che scandiscono la giornata in reparto, come quello del caffè.

Il personale del reparto al completo è il motore della narrazione. Circa 150 persone, dal Primario ai 32 medici, le 40 ostetriche, i 10 anestesisti, le 72 infermiere, fino alle caposala, i 10 ausiliari e gli addetti dell’Ufficio Anagrafe. Ognuno ha dato il proprio contributo, consentendo a Cristina e Lisa di “intrufolarsi” e “mimetizzarsi” con il personale, sviluppando quel senso di appartenenza necessario ad entrare nelle dinamiche del reparto e nelle storie delle pazienti e raccontare il “dietro le quinte” della nascita di una vita.

Le donne che hanno accettato di vivere davanti alle telecamere la propria esperienza sono circa cinquanta, di diverse nazionalità, età, ceto sociale e stato civile. Più in dettaglio:

  • 90% italiane, 10 % straniere (rumene, filippine, africane, rom….)
  • 90% in attesa del primo figlio
  • Età: in media tra i 29 e i 34 anni. 20 anni la più giovane, 44 la più matura.
  • 60% parti cesarei, 40% naturali.
  • 3 parti gemellari, di cui uno spontaneo
  • 1 parto trigemellare (di una donna che ha già tre figli!).

I papà sono stati la vera sorpresa di questa docu-soap: presenti, affettuosi, partecipi e preparati. Finiti i tempi dei padri che fumano nella sala d’aspetto e camminano nervosamente avanti e indietro, secondo la produzione di Reparto Maternità è il momento dei padri che assistono, massaggiano e confortano le proprie compagne, sentendosi talvolta quasi colpevoli per l’impossibilità di condividerne fisicamente il dolore.

Non ci si abitua mai ad un evento come la nascita di un bambino. Il livello di coinvolgimento emotivo di chi ha raccontato ogni storia, da quella più drammatica a quella più gioiosa, è rimasto sempre alto ed è questo che ha consentito di cogliere in storie, tutto sommato simili, gli elementi unici e irripetibili di ciascuna. Al pubblico televisivo arriverà molto di più di semplici storie di maternità: un ritratto vario e complesso della società italiana e della città di Roma, costruito attraverso persone comuni che ci rendono partecipi di uno dei momenti fondamentali della loro vita: la nascita di un figlio.

Articolo originale pubblicato il 16 dicembre 2004

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