Uno studio pubblicato sulla rivista clinica TheLancet ha dichiarato che dosi aggiuntive di DHA, un acido grasso omega-3, se assunte in gravidanza possono aiutare a ridurre significativamente il rischio di nascita pretermine.

Anche se molte donne durante la gestazione assumano un multivitaminico contenente DHA, questo potrebbe non essere sufficiente. Aumentare, dunque, l’assunzione di Omega 3 sarebbe positivo anche per la salute del bambino.

DHA in gravidanza: gli Omega 3 riducono la possibilità della nascita pretermine, lo studio

Seguire una dieta sana ed equilibrata durante la gravidanza e assumere quotidianamente degli integratori multivitaminici, porta a un aumento dei livelli di DHA nella donna incinta tali da avere un impatto positivo anche sul bambino.

Dallo studio effettuato da un team di ricercatori dell’Università del Kansas e dell’Università di Cincinnati, si è evidenziato che aumentare l’assunzione di DHA a una dose di 1.000 milligrammi (mg) può aiutare a ridurre il rischio di parto prematuro.

La ricerca effettuata dal 2016 al 2020, ha visto la partecipazione di 1.100 donne in dolce attesa. I ricercatori hanno analizzato il campione per capire se al posto dell’assunzione giornaliera di 200 mg di integratore le future mamme avessero assunto una dose superiore, pari a 1.000 mg di DHA, questo avrebbe ridotto il rischio di parto pretermine.

L’assunzione di DHA è fondamentale durante i nove mesi di gravidanza per il corretto sviluppo del cervello del feto in gravidanza e nella prima infanzia. Inoltre, riduce la risposta infiammatoria del corpo evitando, in tal caso, un impatto negativo sulla nascita.

La Dott.ssa Gwenneth Simmonds, ha dichiarato:

I ricercatori hanno scoperto che le donne che assumevano il dosaggio più elevato di DHA avevano un tasso inferiore di parto precoce.

L’autore senior dello studio, la Dott.ssa Susan E. Carlson, prof.ssa del reparto Dietetica e Nutrizione presso l’University of Kansas Medical Center, ha spiegato:

Il nostro studio mostra che le donne che iniziano l’assistenza prenatale con un basso livello di DHA, in genere le donne che non assumono già un integratore prenatale con DHA o non mangiano quantità significative di pesce, devono consumare circa un grammo di DHA per il resto della gravidanza per abbassare il rischio di parto prematuro (meno di 34 settimane) o parto tardivo (da 34 a 36,9 settimane).

Lo sviluppo sano del bambino si basa sulla giusta quantità di DHA in gravidanza

Oltre agli integratori di DHA disponibili sul mercato, esistono anche altre fonti nutrizionali dove ricavare gli acidi grassi Omega 3. Questi sono:

  • i pesci grassi: quali tonno, trota, sgombro e salmone;
  • le uova;
  • i semi di lino;
  • i semi di chia;
  • le noci.

L’obiettivo dello studio è rendere nota il bisogno alle future mamme di assumere DHA durante la gravidanza per ridurre in modo ottimale il rischio di parto pretermine. Cosa molto importante riguarda le quantità che dovrebbero consumare: queste dovrebbero essere superiori a quelle contenute nelle maggior parte degli integratori prenatali.

La Dott.ssa Susan Carlson, ha specificato:

Le donne che hanno partecipato allo studio hanno consumato, in media, solo circa 80 mg di DHA alimentare al giorno, un numero che è troppo piccolo per essere adeguatamente efficace. È, dunque, importante considerare attentamente la migliore vitamina prenatale da assumere e consultare un medico per garantire livelli appropriati di vitamine e minerali necessari.

Perché è importante assumere Omega 3 durante la gravidanza

L’assunzione di DHA nel corso della gestazione risulta determinante in molti casi per prevenire problemi di salute al bambino e incorrere anche nel rischio di un parto pretermine.

Il Central for Deseases Control and Prevention (CDC) ha osservato che nel 2019, 1 bambino su 10 negli Stati Uniti è nato prima della 37esima settimana di gravidanza (parto pretermine).

Oltre a riscontrare tassi molto più elevati di mortalità infantile e disabilità, questi bambini possono anche soffrire di altri tipi di problemi:

  • problemi alla vista;
  • difficoltà respiratorie;
  • ritardi nello sviluppo;
  • paralisi cerebrale.

In conclusione, la Dott.ssa Carlson, ha consigliato:

Educare le donne e gli operatori sanitari su questa scoperta e garantire che siano disponibili integratori a dose più elevata e convenienti potrebbe ridurre drasticamente la nascita prematura precoce (meno di 34 settimane) e la nascita prematura (meno di 37 settimane).

L’impatto dannoso che può portare l’assunzione non corretta di integratori DHA in gravidanza sottolinea la necessità di un’adeguata assistenza prenatale, compresa l’assunzione di vitamine prenatali e minerali.

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