Anonimo

chiede:

Salve, sono Italiana ma da circa 11 mesi mi sono trasferita negli Stati Uniti. Ho un bimbo di 10 mesi e mentre ero in attesa di lui mi trovavo in Italia e effettuavo regolarmente OGNI mese il test per la toxoplasmosi. Adesso sono nuovamente incinta e mi trovo alla 12a settimana. Il problema è che purtroppo qui in USA effettuano il test per la toxoplasmosi e il test per il citomegalovirus solo una volta durante l’intera gravidanza (quello per la toxoplasmosi solo se si è in possesso di un gatto e io ho dovuto mentire dicendo che ne avevo uno) e se si risulta negativi (quindi non immuni ai virus) non si devono ripetere più! Non le sembra un controsenso? Io ho insistito con lo studio ginecologico (il medico di base qui non ha nessuna voce in capitolo, lo studio ginecologico segue l’intero iter dalla gravidanza al parto) facendo loro capire che questi due test in particolare erano molto importanti per me. Ho spiegato inoltre che ho un bimbo piccolo che ancora non frequenta il nido, ma che a volte gioca con alcuni altri bimbi della sua età. Ma questi signori sono stati irremovibili al punto che mio marito ha deciso di prendere le loro difese dicendomi che dovevo fidarmi di loro punto e basta. Lei cosa mi consiglia di fare (oltre a mangiare carne ben cotta, a lavare bene frutta e verdura e ad evitare hot dog e salumi)? Grazie mille

Negli USA la toxoplasmosi è meno diffusa che in Europa, quindi ci sono minori pressione e attenzione. Strano questo fatto del
gatto, perchè non è affatto la principale fonte di contagio. È vero che il gatto partecipa al ciclo vitale del toxoplasma, ma è soprattutto la contaminazione ambientale delle sue feci e principalmente del terreno, la fonte di infezione per l’essere umano, insieme con le spore contenute nella carne cruda o cotta poco. Cerchi di fare almeno un paio di test per esempio ogni 2 mesi, oppure si affidi effettivamente alle basse percentuali di infezioni negli USA. È normale che le politiche sanitarie si adeguino alle realtà locali. Per esempio da noi vi è rinnovata attenzione per la tubercolosi e la sifilide, un tempo molto rare, ma ora riemergenti per i flussi migratori. Osservi le norme di prevenzione, perchè potrebbe già essere più che sufficiente: se non si è mai infettata in Italia finora, è ancora più improbabile che ora questo avvenga negli USA in pochi mesi. Suo marito ha probabilmente ragione. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

Fai la tua domanda Tutte le domande

Specializzazione

  • Infettivologo