'Klebsiella pneumoniae in gravidanza: che pericoli ci sono?' - GravidanzaOnLine

“Klebsiella pneumoniae in gravidanza: che pericoli ci sono?”

Anonimo

chiede:

Gent.mo Dottore,
sono una ragazza di 31 anni alla 16^ settimana di gravidanza. Mi è stata riscontrata dopo un esame colturale sulle urine la Klebsiella pneumoniae, curata con lo Zarivitz per via intramuscolare. Ho rifatto l’urinocoltura dopo 4-5 giorni e mi è stata riscontrata nuovamente la Klebsiella pneumonia nelle urine. Tornata dal mio medico ho preso n.2 confezioni di Monuril, e trascorsi 4-5 giorni ho ripetuto gli esami delle urine con esito: residuo antibiotico presente. Su consiglio del medico ho effettuato anche un tampone vaginale che ho ritirato oggi il referto mi indica che ho ancora la Klebsiella ma questa volta nell’area genitale.
Non so veramente che cosa fare, che farmaco posso prendere secondo lei per sconfiggere del tutto questo fastidioso e insidioso batterio? Quali conseguenze avrà per il feto?

Il mio medico mi ha consigliato di continuare con il Monuril che non reca nessun danno al bimbo ma ho letto sulla confezione che è un antibiotico che si usa contro le infezioni urinarie…. che fare? A chi dare ragione? La mia ginecologa dice di provare con un altro ma deve cercare quello più idoneo! In che mani sono! La prego mi dia un consiglio, inizio veramente a preoccuparmi. La ringrazio tantissimo.

Gentile Lara,
sarebbe utile conoscere al di là dei risultati degli esami di laboratorio, lei in sostanza che sintomi o che fastidi ha. Lei parla di “fastidioso e insidioso batterio”, ma mi sfugge in base a cosa lei lo affermi. La presenza di un agente non indica necessariamente una reale infezione in atto. La klebsiella è infatti spesso presente nell’intestino e si sviluppa in altri distretti causando la vera e propria infezione quando trova condizioni favorevoli, come cattive abitudini igieniche o calo delle difese immunitarie in caso di stress psico-fisici, diabete, gravidanza, altro.

Per eradicarla occorre utilizzare l’antibiotico adatto, a dosi piene e, considerando che l’area interessata è quella genitale, occorre trattare anche il suo partner. Per stabilire la terapia più adatta occorre affidarsi all’antibiogramma, ma anche così non creda che il risultato sia matematicamente sicuro. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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