Cosa avrebbero voluto (davvero) sapere i genitori durante il corso preparto

Abbiamo chiesto alla community cosa avrebbero voluto davvero sentirsi dire al corso pre-parto. Quali informazioni avrebbero voluto conoscere prima di avere un bambino. Ne è venuto fuori un quadro sfaccettato che apre il dibattito sulle cose di cui hanno bisogno i genitori per prepararsi a un evento così incredibile.

Il corso preparto è un ottimo strumento conoscitivo per i genitori che stanno per avere un bambino e vogliono scoprire le procedure dell’ospedale in cui il piccolo vedrà la luce. Anche se con le norme Covid partorire è un’esperienza diversa da come è sempre stata, il corso con le ostetriche (che in quest’ultimo anno spesso si è tenuto online anziché in presenza, proprio in virtù delle restrizioni) è pur sempre un modo per vederci chiaro.

Ma cosa vorrebbero davvero sentirsi dire davvero i genitori in quelle fasi delicatissime che precedono l’arrivo di un bimbo? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro, in un ASK sul nostro profilo Instagram. Come sempre sono arrivate tantissime risposte, che dipingono un quadro sfaccettato delle esigenze dei futuri papà e delle future mamme.

Tra paure, aspettative e speranze, ecco quello che ci hanno raccontato rispetto a come un corso preparto dovrebbe essere strutturato per risultare davvero utile agli occhi dei futuri genitori.

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Corso pre-parto, lo stiamo facendo bene? Ecco cosa vorrebbero sapere i genitori (per davvero)

Sono tante, tantissime le risposte che ruotano intorno alla sfera del benessere mentale dei genitori. Molti vorrebbero vederci chiaro rispetto al periodo post-parto, per cui non si è mai veramente preparati. In tanti poi chiedono maggiore sincerità rispetto al fatto che la genitorialità non sempre è felicità, ma può anche essere più sfaccettata: sentirsi tristi o stanchi o non portati per fare le mamme e i papà è normale. E questa è una di quelle cose che i corsi preparto non svelano mai.

Tra le cose più importanti che i nostri followers avrebbero voluto imparare nei corsi pre-parto, al primo posto c’è infatti una risposta:

Che è normale essere giù di morale.

E soprattutto:

Che molto di più del parto esiste un post-parto e se ne parla ancora troppo poco.

Sul post-parto, in tanti rivendicano un dibattito più aperto e realistico, che spieghi bene ai genitori le altalene emotive che li aspettano dopo la nascita del bambino.

Come gestire le prime settimane di vita di un neonato. Si aspettano che ti venga in modo naturale, ma non sempre è così!

Tanti vorrebbero che venisse spiegato loro come riconoscere la depressione post-partum.

E un altro genitore ci ha risposto, sempre mettendo l’accento sugli aspetti psicologici della genitorialità, che avrebbe voluto sentirsi dire

Che l’amore per il bimbo può non essere immediato.

Questo perché si pensa (supportato da una narrativa sull’essere genitori spesso fuorviante rispetto alla realtà) che l’attaccamento materno o paterno sia una questione innata, naturale, che scatta in automatico. E se non scatta, c’è qualcosa di sbagliato. Le risposte che sono arrivate in merito sul nostro profilo Instagram sono illuminanti in questo senso:

Che il post-parto è un gran casino. Tu non te lo aspetti e ti senti in colpa per non essere in grado di fare tutto.

Che potresti essere triste, dubbiosa e non amare subito il tuo bambino.

Ci sono poi una serie di questioni non aperte durante i corsi pre-parto come i disturbi legati all’allattamento al seno, che viene spesso avviato in ospedale e poi delegato ai consultori (o alle ostetriche).

E anche alle patologie come la diastasi addominale, tema su cui molte donne non vengono preparate a sufficienza.

In tante avrebbero infatti voluto sapere che

Esiste la diastasi addominale a causa della gravidanza! NESSUNO NE PARLA!

Ma anche che

Allattare è difficilissimo. La fanno sembrare una cosa semplice e naturale, ma può essere complicato.

Un altro grande tabù è legato all’aspetto della vagina e della vulva, che subiscono un trauma durante il parto e potrebbero non essere più quelle di prima. Solo che nessuno lo dice apertamente, non prima del parto, almeno. Una nostra lettrice ci ha detto che avrebbe voluto sentire la risposta a questa domanda:

Come sarà il tuo corpo dopo il parto, soprattutto lì sotto. Pavimento pelvico, diastasi, lacerazioni. Perché non ne parlano?

C’è tanto stigma anche sul dolore. Che è personale e soggettivo, ma viene spesso raccontato come un “male necessario” per arrivare ad avere un bambino tra le braccia. E questo quando si parla di parto è ovviamente vero, solo che se ne discute molto poco, essendo una cosa naturale di cui non ci lamenta e su cui non si dovrebbero fare domande.

Il dolore viene visto come un tabù. Ti dicono “Eh, poi vedrai”, ma io avrei voluto saperne di più!

Infine, la questione dei parti pre-termine. Secondo una mamma che ci ha scritto su Instagram, non si parla mai, nei corsi preparto, dei bambini che nascono prematuri. Lasciando i genitori totalmente impreparati nel caso in cui il piccolo nascesse prima del previsto e dovesse entrare in TIN. In particolare questa mamma avrebbe voluto sapere:

Che esistono le nascite pre-termine e i prematuri. Nessuno ne parla mai, neanche della TIN.

Importante discuterne, per preparare ai genitori a un’esperienza che, purtroppo non è sempre rosa e fiori. E che, se presentata in modo realistico, senza tabù, può essere vissuta al massimo sin dalle fasi pre-parto, in cui il corso resta ancora un perno importante per diffondere consapevolezza.

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