Il momento del parto è il culmine del lungo periodo della gravidanza che raccoglie un po’ tutte le ansie e le preoccupazioni dei futuri genitori, specie delle donne che portano in grembo il proprio bambino. La scelta del luogo dove partorire, quindi, non è banale o scontata, ma deve essere svolta con assoluta cognizione e libertà.

Esistono infatti diverse opzioni tra le quali scegliere ed è doveroso avere consapevolezza delle caratteristiche di ciascuna opportunità per compiere una scelta ponderata e consapevole. Il parto può essere una bellissima esperienza e la scelta del luogo dove partorire determina la serenità necessaria per portare splendidamente a termine la gravidanza.

L’aspetto psicologico, mentale ed emotivo della futura mamma non deve mai essere trascurato, ma deve essere considerato al pari di tutti gli altri elementi che ora prenderemo in considerazione.

Dove partorire: il tipo di gravidanza e il parere del ginecologo

Ci sono gravidanze considerate a rischio e altre che, invece, procedono regolarmente senza alcun tipo di criticità. Nel primo caso è quindi preferibile orientarsi verso una struttura che contempli la capacità di poter intervenire a fronte di quelle criticità.

La scelta di dove partorire deve tenere in considerazione diversi aspetti. Dalla distanza rispetto alla propria abitazione alla grandezza della struttura, passando per le diverse tipologie di parto offerte, la possibilità di consentire l’ingresso al partner e, ancora, la gestione del tempo successivo al parto, il luogo nel quale recarsi per dare alla luce il proprio bambino è sicuramente una delle scelte più importanti da compiere negli ultimi mesi di gravidanza.

Un elemento importante da tenere in considerazione è il parere del ginecologo che segue la gravidanza. Egli è infatti competente sulla qualità delle strutture presenti sul territorio, del tipo di servizi che mettono a disposizione e sulla qualità dei professionisti (non solo medici, ma anche infermieri, anestesisti, ostetrici, personale, eccetera) che in esse operano.

Il ginecologo è poi il primo a poter esprimere un consiglio medico in base alla situazione della gravidanza, se è da ponderare l’ipotesi di un cesareo o verificare la presenza di specifici reparti che possano prevedere particolari evenienze.

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Dove partorire: 9 elementi a cui fare attenzione

La scelta del luogo dove partorire, quindi, deve essere libera e non vincolata a tradizioni o pressioni familiari. Il consiglio di amici e parenti che hanno partorito da poco può essere utile e importante, ma va preso come tale e non deve diventare motivo determinante di scelta. Ogni gravidanza è una storia meravigliosa a sé e come tale va vissuta e gestita. Per scegliere in serenità la struttura dove partorire è utile analizzare e valutare questi nove elementi:

  • distanza;
  • numero di parti;
  • tipologie di parto;
  • la presenza delle ostetriche;
  • servizi pre e post parto;
  • corso preparto;
  • la presenza di persone che possano assistere al parto;
  • il rooming-in;
  • i reparti di neonatologia.

La distanza

La distanza dalla propria abitazione è un elemento importante, ma non deve essere assolutizzato. Certo, le emergenze possono essere all’ordine del giorno e può rendersi necessario recarsi d’urgenza all’ospedale (o nella clinica scelta), ma il più delle volte dall’inizio delle doglie al momento del parto vero e proprio passa tempo a sufficienza per potersi recare presso la struttura scelta.

Inoltre va tenuto in considerazione come sia importante non tanto la distanza in sé, ma il tempo che si impiega per raggiungere quel luogo; questo vale soprattutto per le grandi città o le località di provincia più lontane rispetto ai grandi centri abitati.

Il numero di parti

Il numero di parti svolti in una struttura è un indice della qualità di quel luogo. Più il numero è alto più vuol dire che parliamo di una struttura attrezzata e adeguata per gestire correttamente il termine della gravidanza.

Le tipologie di parto

Rispetto al passato oggi sono disponibili diverse tipologie di parto che la donna può scegliere: dal parto in acqua alle diverse posizioni da assumere per ridurre il dolore e rendere più sereno il travaglio, è opportuno valutare il ventaglio di opzioni disponibili. Specie se si è deciso di seguire una particolare tipologia di parto che non sempre è garantita in tutte le strutture, siano esse pubbliche che private.

Le ostetriche

Un elemento molto importante è quello della presenza delle ostetriche. Non che si corra il rischio che non ci siano, ma che esse possano cambiare se il travaglio è particolarmente lungo. Molte donne possono preferire di avere l’assistenza della stessa professionista ed è quindi corretto verificare come quella struttura gestisce questo aspetto.

Ci sono poi donne che preferiscono portare in sala parto un’ostetrica di fiducia (un parente, un amico o qualcuno di fiducia che non lavora in quella struttura); non sempre è possibile e se volete questo tipo di servizio è fondamentale verificarne la fattibilità.

I servizi

La gestione del parto può poi essere molto differente tra le varie strutture. Sia per le tecniche antidolore utilizzate che per i servizi assicurati alla donna (ma anche al partner e al neonato) sia prima che dopo il parto. È importante conoscere nel dettaglio cosa accade quando si andrà a partorire, anche per non avere timori di eventi improvvisi e sconosciuti.

Il corso preparto

Per questo è fondamentale anche poter seguire il corso preparto all’interno della struttura, in modo da conoscere gli spazi nei quali ci si dovrà muovere, il personale con il quale relazionarsi e tutti i servizi a disposizione.

L’accesso in sala parto

Non tutte le strutture consentono al partner (o a una persona scelta dalla partoriente) di entrare in sala parto, ma questa può essere una scelta molto preziosa per la serenità della donna. Per chi desidera avere qualcuno al proprio fianco è opportuno capire se la struttura lo consente e come funziona il suo ingresso in sala parto.

Il rooming-in

Una volta nato il bambino dove viene trasferito? Il rooming-in è il servizio per cui il bambino viene messo nella stessa stanza della mamma. L’obiettivo è quello di favorire il contatto e il legame fin dai primissimi momenti di vita e rasserenare la donna che può fin da subito vedere il proprio bambino.

La neonatologia

L’ultimo elemento (ma è uno dei più importanti) da valutare nella scelta di dove partorire riguarda la presenza, il numero e la tipologia dei reparti di neonatologia. Si tratta dei reparti specializzati nel fornire assistenza ai bambini appena nati che possono necessitare di particolari tipi di trattamenti e cure la cui tempestività può rivelarsi decisiva. Questo aspetto vale maggiormente per le gravidanze a rischio, ma può essere uno scrupolo da seguire in tutte le circostanze.

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Dove partorire: quale struttura scegliere

Alla luce di quanto abbiamo appena detto appare più semplice poter valutare e scegliere dove partorire. Concludiamo il discorso sintetizzando le principali opzioni che i genitori hanno a disposizione in modo da poter scegliere nel migliore dei modi.

Il parto in casa

Dal punto di vista medico il parto in casa non è la scelta più praticata, ma è un’opportunità ed è giusto esserne consapevoli. È una soluzione che ha un certo fascino, ma anche una serie di vantaggi dal punto di vista pratico e organizzativo. Non occorre preparare la borsa per l’ospedale, si è in un luogo familiare e si è padroni di gestire l’accesso di altre persone, ma è una pratica che richiede estrema attenzione e la presenza costante di professionisti.

La clinica privata

La clinica privata ha una serie benefici non indifferenti. È un luogo nel quale si hanno un numero maggiore di confort, ci si trova in camera da sole (e non in presenza di estranei) e tendenzialmente il personale è disposto ad assecondare le richieste della donna.

Di contro c’è l’assenza della terapia intensiva e, inevitabilmente, un conto economico da pagare per ottenere tutti i confort per le cliniche non convenzionate con il sistema sanitario nazionale. C’è inoltre una maggiore leggerezza nel ricorrere al parto cesareo anche quando potrebbe essere evitato.

L’ospedale pubblico

Partorire in un ospedale pubblico è la scelta maggioritaria, anche se non tutti gli ospedali offrono i medesimi servizi e garanzie. La struttura pubblica è gratuita, spesso vicina alla propria abitazione, comoda da raggiungere (e per parcheggiare), ma anche la migliore dal punto di vista dei reparti di neonatologia.

La realtà è molto più articolata e dipende da struttura a struttura. Di per sé è la scelta più comoda, ma è importante non darla per scontata e verificare la presenza di una stanza privata, la possibilità di contare sulla presenza di qualcuno durante il parto e avere fin da subito il bambino nella propria stessa stanza.

Articolo originale pubblicato il 15 ottobre 2020

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