Sala parto: com'è fatta e chi può entrare? - GravidanzaOnLine

Dentro la sala parto: cosa si trova, chi può entrare

Dopo la sala travaglio, la futura mamma entrerà nella sala parto, dove nascerà il suo bambino e potrà essere affiancata dal papà. Ecco cosa aspettarsi di trovare in questa stanza e cosa portare con sé.

L’ultimo luogo in cui entra una gestante ed esce una mamma. È la sala parto, una stanza accogliente e sicura per il benessere del bambino, che nascerà nel giro di pochi attimi. È uno spazio pensato per assecondare le mamme, per permetterle di trovare le giuste condizioni per partorire e nel quale c’è un “arredamento specifico”.

Oltre al classico lettino, possono esserci altri strumenti e c’è un personale attento per aiutare la gestante, ma anche il papà o un parente.

Negli ultimi anni le sale parto sono molto cambiate e oggi ci sono molti più presidi di un tempo. Sono luoghi molto più ospitali, per garantire il miglior incontro tra mamma e neonato.

Vi spieghiamo cosa aspettarsi da una sala parto, cosa c’è al suo interno e chi può entrare, ma anche cosa portare con sé in questo ambiente.

Com’è fatta una sala parto?

La sala parto si trova sempre all’interno di una struttura di ricovero ed è gestita dal personale medico e dalle ostetriche ed è fondamentale che sia presente nelle strutture considerate punti nascita, come sottolinea il documento Gli Standard per la valutazione dei punti nascita, diffuso dal Ministero della Salute.

Ma come si presenta la sala parto? Si tratta, come si può facilmente immaginare, di una stanza che all’interno è caratterizzata da una serie di presidi. Il principale è il lettino da parto, che non è altro che il classico lettino ginecologico, già ampiamente conosciuto durante la gestazione.

Sui lati sono presenti delle maniglie, così la mamma potrà aggrapparsi e aiutarsi sia a sopportare meglio il dolore delle contrazioni, sia e soprattutto per aiutarsi a spingere. Il letto è anche dotato di staffe, su cui poggiare i piedi.

Anonimo

chiede:

In genere c’è anche una vasca per poter effettuare il lavaggio del bambino e il conseguente e veloce controllo da parte del neonatologo, senza però interferire nell’importante contatto skin to skin, subito dopo il parto.

Un tempo le sale parto erano piuttosto semplici, prive di qualsivoglia dettaglio o comfort. Oggi, a poco a poco, sono di gran lunga cambiate e hanno un aspetto più confortevole.

Oltre a pareti dalle tinte delicate e possibili pannelli disegnati con paesaggi naturali, in alcune moderne sale parto è possibile trovare la vasca per dare la possibilità alla donna di partorire in acqua.

Un altro elemento utile è la corda, che le gestanti “tirano”, come se volessero appendersi, per gestire meglio il dolore delle contrazioni. A questa si aggiunge lo sgabello olandese, che ha la seduta semicircolare e aperta, e la palla da pilates, per potersi dondolare.

In alcune situazioni è possibile godere di terapie alternative, come aromaterapia, cromoterapia e musicoterapia, tutte utili per il rilassamento.

Le gestanti che stanno seguendo un corso preparto in ospedale possono richiedere di visitare la sala parto per conoscere l’ambiente in cui nascerà il proprio bambino.

Chi può accedere in sala parto?

In sala parto può accedere un’altra persona di supporto, oltre la mamma. In genere entra il papà, ma è anche possibile che la donna preferisca un’altra figura. La persona prescelta dovrà aiutare, anche solo con la sua presenza, la futura mamma a rilassarsi e a sentirsi a suo agio.

Le altre persone che possono avere accesso alla sala parto sono i membri del personale sanitario. In genere le ostetriche ed eventuali infermiere, per sostenere la gestante e aiutarla a completare il suo percorso.

Il ginecologo, che non è indispensabile in caso di parto naturale, sarà comunque nelle aree circostanti per poter essere facilmente rintracciabile, se si presenta la necessità. Altre figure che possono accedere alla sala parto sono l’anestesista, se la donna vuole avvalersi dell’epidurale, e il neonatologo.

Sala parto: gli strumenti necessari

Nella sala c’è sempre un carrello con gli strumenti utili per poter aiutare la mamma nella fase espulsiva, tra cui ago e filo per ricucire le lacerazioni. Ci sono le apparecchiature per il controllo cardiotocografico e alcuni “accessori” come guanti monouso, mascherina e cuffie, garze sterili e strumenti per il clampaggio del cordone ombelicale, ovvero le pinze Kocher, come leggiamo sul documento dell’Università degli Studi di Ferrara.

Servono anche un disinfettante e una pinza per la disinfezione dei genitali. Nel caso in cui si proceda con l’episiotomia, pratica ormai desueta, serve la forbice retta a punte smussate.

Cosa portare in sala parto?

Non è richiesto nulla di specifico da portare in sala parto, ma è importante ricordare che il momento espulsivo sarà contrassegnato da sangue e altri liquidi, che tenderanno a sporcare l’abbigliamento della gestante, se deciderà di effettuare il parto su lettino e vestita. Diversamente, se lo farà in acqua, non avrà bisogno di indossare nulla.

Può essere utile ricordarsi di portare una copertina, anche se in genere la fornisce l’ospedale per coprire il neonato quando si troverà a contatto pelle a pelle con la sua mamma.

Invece è importante ricordare che in sala parto è meglio non introdurre beni, in particolar modo gioielli. Affidateli a una persona di fiducia, che si trova nella struttura con voi, o lasciateli a casa.

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