Siamo abituati a pensare, condizionati probabilmente dalle scene dei film, che il parto sia un evento che avviene negli ospedali. O, al massimo, in casa, come accadeva in passato, prima della diffusione capillare dei centri ospedalieri. In realtà, è possibile scegliere tra diverse soluzioni su dove partorire, tra cui quella dei cosiddetti centri nascita.

Un’opportunità, quella dei centri nascita, che offre diversi vantaggi e che merita di essere conosciuta per poter consentire una migliore comprensione e valutazione.

Centri nascita: un tentativo di risposta a un problema

Per comprendere cosa siano i centri nascita in Italia è doveroso fare una serie di premesse e precisazioni che permettano di comprendere la situazione. Come indicato chiaramente nel documento Gli standard per la valutazione della qualità dei punti nascita:

“la salute materno-infantile rappresenta un’area prioritaria della salute pubblica non solo perché la gravidanza, il parto ed il puerperio in Italia sono la prima causa di ricovero per le donne, ma perché gli eventi “intorno” alla nascita sono riconosciuti a livello internazionale tra i migliori per valutare la qualità di tutta l’assistenza sanitaria di un Paese”. La gravidanza in generale e il parto in particolare, quindi, sono oggetto di particolare attenzione dal punto di vista statale e sanitario, proprio per tutto quello che questo evento rappresenta

Parallelamente da decenni si lamenta, anche e soprattutto a livello medico, come la gravidanza sia diventato un evento eccessivamente medicalizzato. Quasi a voler intendere che partorire sia una patologia da cui bisogna guarire. Questa prospettiva ha generato negli anni diversi problemi, non ultimo l’eccessivo ricorso al parto cesareo.

Ma questo è solamente la punta dell’iceberg in quanto non bisogna dimenticare e sottovalutare le criticità generate “dall’estrema parcellizzazione dei punti nascita, dalla mancanza di continuità nell’assistenza alla nascita e da grande variabilità territoriale non giustificabile in base alle differenti caratteristiche della popolazione e alla frequenza di eventi sanitari negativi”.

In questa prospettiva sorgono i punti nascita, strutture di dimensioni ridotte, meno ospedalizzate, che propongono una conduzione del parto più familiare, senza rinunciare agli standard sanitari imprescindibili per tutelare la salute della donna e del bambino.

Centri nascita: cosa sono?

In Italia esiste una classificazione su tre livelli dei centri nascita nei quali una donna può recarsi per partorire.

  • Quelli di I livello (Hub) sono quelli nei quali vengono gestite le gravidanze non considerate a rischio, ovvero quelle con un’età gestazionale superiore alle 35 settimane.
  • I centri di II livello (Spoke), invece, hanno la capacità di gestire anche parti a rischio, disponendo di unità neonatali.
  • Infine i centri nascita di III livello sono quelli dotati anche di reparti di terapia intensiva e sub-intensiva neonatale.

I centri nascita di I livello, quelli oggetto del nostro approfondimento, sono quelle strutture extraospedaliere, con la fisionomia di un’abitazione privata, che sono gestite da ostetriche e in grado di assicurare assistenza per tutta la gravidanza, parto e puerperio compresi.

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I vantaggi di un centro nascita

Perché rivolgersi a un centro nascita invece che a una struttura ospedaliera? La risposta sta nelle motivazioni per cui sono sorti i centri nascita. Tra queste troviamo principalmente l’umanizzazione del parto e la riduzione dell’esagerata medicalizzazione cui abbiamo già fatto riferimento.

Oggi la gravidanza è, dal punto di vista del sistema sanitario nazionale, solo una questione di visite e controlli. Senza romanticismi, ma con tutta la scientificità di questa prospettiva, non vi è più quella dimensione umana e onnicomprensiva che dovrebbe accompagnare questo periodo.

Manca un supporto psicologico, morale, umano tale che coinvolga in prima persona la donna. Che è quanto invece è previsto nella Carta dei Servizi del percorso nascita dove tra i principi che dovrebbero guidare la gestione della gravidanza e del parto parla, anche, dell’umanizzazione, ovvero del “diritto ad una sanità rispettosa delle esigenze relazionali delle persone, realizzata attraverso un percorso intrapreso dall’Azienda caratterizzato dall’ascolto, condivisione, partecipazione e coinvolgimento, senza trascurare gli aspetti organizzativi e strutturali”.

Oggi questo manca nelle strutture ospedaliere e i centri nascita, proprio in virtù della loro configurazione più intima, riescono invece a offrire un servizio soddisfacente. Queste strutture vantano un tipo di assistenza personalizzata dove la donna è la protagonista assoluta di tutto il percorso della gravidanza (non solo del parto) e non solamente il mezzo tramite il quale raggiungere l’obiettivo di far nascere un nuovo bambino.

Nei centri nascita vi è inoltre un’assistenza continua da parte di ostetriche specializzate che seguono tutte le fasi della gestazione, supportando le donne in ogni evenienza.

È doveroso ribadire come queste strutture siano regolamentate a norma di legge e che per la gestione del parto vengono seguiti tutti i protocolli nazionali e internazionali.

Le resistenze alla diffusione dei centri nascita

Anche sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’indicazione è quella di considerare validi solamente i punti nascita che eseguono almeno 500 parti all’anno (anche se l’obiettivo sarebbe quello di porre il limite a 1000 parti all’anno).

Questo perché vi è la convinzione che sia necessario non solo seguire i protocolli e le linee guida, ma anche avere strutture adeguate e abituate a fronteggiare tutte le eventuali criticità. Esiste un Protocollo Metodologico per valutare l’opportunità di mantenere operativi i punti nascita con meno di 500 parti annui. Tale scelta si rende spesso necessaria specialmente in quelle realtà geografiche più critiche.

La valutazione positiva dei singoli centri nascita deve sottostare al rispetto degli standard operativi, tecnologici e di sicurezza.

I centri nascita in Italia

In Italia la gestione dei centri nascita è oggetto di un Accordo Percorso Nascita tra Stato e Regioni, gestito dal Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn).

Questo ha il compito di supportare

tutte le Regioni e Province Autonome nell’attuare le migliori strategie di riorganizzazione dei Punti nascita e verifica che siano coerenti con quanto definito nell’Accordo Stato Regioni, con piena facoltà di declinare e rendere operative opportune misure di monitoraggio sui requisiti operativi, tecnologici e di sicurezza dei Punti nascita di I e II Livello, sull’integrazione tra i Livelli di assistenza materno/neonatale territoriale e ospedaliera, sulla piena implementazione delle Linee Guida nazionali relative agli aspetti materno/neonatali e sulla formazione del personale.

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