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Allattamento al seno: fino a quando?

Quando smettere di allattare

Una delle domande e dei dubbi più frequenti che prima o poi ogni mamma si pone è quello della durata dell’allattamento al seno. Fino a quando, cioè, bisogna allattare il proprio bambino esclusivamente al seno?

La risposta è molto semplice e ovvia: quanto più a lungo possibile. Non esiste un momento in cui è giusto smettere di allattare. Se la produzione di latte continua non esiste motivo per smettere. Nel corso dei primi mesi il latte si modifica un poco rispetto a quello prodotto nei primi giorni dopo la nascita del bambino: assume un aspetto più fluido quasi acquoso e questo fatto spesso inganna le mamme che credono che improvvisamente il latte non sia più ricco di tutti gli alimenti di cui ha bisogno il bambino e credono che non sia più sufficiente per una buona crescita.

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L’American Academy of Pediatrics avverte che è utile proseguire l’allattamento fino al termine del primo anno di vita, sia per gli aspetti positivi sul piano nutrizionale sia perché influisce in maniera estremamente efficace sull’equilibrio psicologico del bambino. Secondo alcune teorie, protraendo troppo a lungo l’allattamento al seno, si pensa che si possa creare una eccessiva dipendenza psicologica verso la madre.

Gli studi più recenti in questo senso non hanno rivelato alcuna controindicazione all’allattamento anche protratto. Non solo non si crea alcuna dipendenza ma anzi, i bambini crescono sereni con un maggior senso di indipendenza e sembra con un maggiore sviluppo cognitivo.

Lo Svezzamento

Tuttavia a partire dal quinto – sesto mese, è possibile integrare il latte materno con i primi cibi solidi, poiché il latte materno non è più in grado di fornire il necessario apporto di ferro al neonato. È molto difficile che dopo aver sperimentato le prime pappe un bambino non voglia più succhiare al seno della mamma, ma in alcuni casi, spesso in concomitanza con una riduzione della produzione di latte da parte della madre, il bambino, in maniera del tutto naturale, smette di richiedere un esclusivo allattamento materno.

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Per cui, poiché non esistono regole precise sulla durata dell’allattamento, sembra giusto interrompere nel modo meno traumatico possibile sia per il neonato sia per la mamma, in modo da non provocare stress ingiustificati al bambino e sensi di colpa alla madre. Il momento di intimità e il legame particolare instaurato fin dai primi giorni deve continuare il più a lungo possibile, anche per brevi momenti, tenendo presente che tutti gli aspetti positivi dell’allattamento validi durante le prime fasi dell’allattamento rimangono anche nei mesi successivi.

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