“Le persone si preparano a diventare genitori. Io ho avuto due secondi per rendermi conto di quello che mi stava accadendo e di quello che avrei dovuto fare. Poi la mia vita è cambiata per sempre”: Klara Dollan, all’epoca 22enne, pensava che i dolori alla pancia che provava quella mattina fossero dovuti alla tensione per l’inizio – proprio quel giorno – di un nuovo lavoro, o a un ciclo mestruale anomalo, come spesso le succedeva. Invece, pochi minuti dopo avere capito che si trattava di qualcosa di completamente diverso, ha dato alla luce una bambina, Amelia, che oggi ha 3 anni.

“Pensavo di avere un aborto in corso, ma non capivo come fosse possibile: non avevo rapporti da mesi. Ma sanguinavo davvero moltissimo. Il mio corpo però ha fatto tutto da solo. Ho spinto e spinto due volto e ho visto una testa uscire. Il mio corpo mi diceva di spingere via il dolore. Così ho spinto ed è uscita mia figlia. Era arrivata al termine. Lei piangeva, e piangevo anche io”.

Una storia che ha dell’incredibile, e che Klara ha raccontato anche ai microfoni della BBC:

Pensavo: “Come faccio a mantenere questo bambino, e come ho fatto a non accorgermi di niente?” Ero più magra di adesso, non avevo alcuna voglia, nessun dolore. Mi erano venute due volte le mestruazioni ma erano perdite leggere. Ho preso la pillola per sei mesi di seguito e avevo smesso di prenderla due settimane prima che Amelia nascesse. quando ho iniziato a sentire quei forti dolori ho pensato che il ciclo mi fosse tornato “con gli interessi”.

Si chiama gravidanza criptica il fenomeno particolare per cui una donna affronta una intera gravidanza completamente ignara della propria condizione. Almeno finché non inizia il travaglio. Incredibile a pensarci, eppure secondo uno studio pubblicato nel 2002 sul British Journal addirittura una gravidanza ogni 2.500 sia criptica, circa 300 nel Regno Unito ogni anno.

Come può succedere? Si tratta di una condizione molto rara dovuta a diversi fattori, tra cui lo sviluppo della placenta in una posizione anomala vicino alla colonna vertebrale (placenta posteriore), impedendo la formazione della classica forma della pancia. Anche l’utero retroverso può causare una gravidanza criptica, come pure una bassa produzione delle Beta hCG.

È il caso di Klara, che a 22 anni ha scambiato i primi sintomi del travaglio per una forte sindrome premestruale. Amelia è nata nel bagno di casa, e poco dopo è arrivata l’ambulanza chiamata da un vicino che ha sentito le urla del parto. “Quando ho telefonato a mia mamma e le ho detto di venire nel reparto maternità – ha raccontato Klara Dollan – mi ha risposto ‘ma come, non eri incinta stamattina!'”

Per molti è semplicemente impossibile non accorgersi di essere incinta, per la scienza invece può succedere, anche se i casi in cui si arriva fino al momento del parto ignari della situazione sono davvero rari, e solitamente al più tardi entro il sesto o settimo mese ci si accorge di una gravidanza in corso.

Spesso la gravidanza criptica è anche associata oltre alle condizioni fisiche anche a uno stato psicologico della donna, ma questo non basta a spiegare il fenomeno, come ha detto al Guardian Helen Cheyne, docente di ostetricia dell’Università di Glasgow: “Non è un fenomeno così insolito. È raro – ma non così raro. Nel mondo dell’ostetricia e della ginecologia se non ti sei imbattuto tu stesso in una gravidanza criptica conosci qualcuno (o conosci qualcuno che conosce qualcuno) a cui è capitato”.

Certo è che le reazioni di fronte a racconti come quello di Klara sono di forte sconcerto e scetticismo. Dollan ha raccontato che spesso le persone hanno messo in dubbio la sua salute mentale, e anche la veridicità della sua storia. E tra i giudizi più forti, ha spiegato, ci sono stati quelli di altre mamme.

Quando spiego di non avere avuto strane voglie o nausee mattutine, che non ho sofferto troppo durante il travaglio, e che la gravidanza è stata una passeggiata, per così dire – loro rispondono “Ma come facevi a non saperlo?” E soprattutto “Come potevi vivere senza saperlo”. È un forte stigma, non solo essere una donna che non sapeva di essere incinta, ma essere una giovane donna che non sapeva di essere incinta.

Klara ha raccontato che molte donne l’hanno contattata raccontandole esperienze simili, di cui non parlano per imbarazzo. “A quelli che pensano che io abbia volutamente nascosto la gravidanza rispondo: Perché avrei dovuto? Non solo avrei messo a rischio la mia salute, ma anche quella di mia figlia”.

In effetti, il fatto che Amelia sia nata in buona salute senza ricevere alcuna assistenza durante la gravidanza è un evento davvero unico: Klara ha lavorato 12 ore al giorno per tutti i nove mesi di gravidanza in un bar, certo non la vita di una donna incinta. I rischi di una gravidanza criptica non sono infatti da sottovalutare, sia durante la gestazione che durante la nascita e un’assistenza prenatale adeguata è fondamentale per garantire la salute della mamma e del bambino: “Non nasconderò ad Amelia la storia della sua nascita. Quando sarà il momento – ha detto Klara alla BBC – glielo dirò. La vita da quando lei è nata è migliore”.

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