Ogni anno in ITalia nascono 32mila neonati prematuri - GravidanzaOnLine

Neonati prematuri, ogni anno in Italia nascono 32mila “piccoli guerrieri”

Un bambino su 10 nel mondo nasce prematuro: l'Italia è tra i Paesi con il più basso tasso di mortalità, ma i neonatologi chiedono ulteriori sforzi.

In Italia ogni anno nascono 32mila neonati prematuri, cioè prima della 37^ settimana di gravidanza. Purtroppo circa la metà delle morti neonatali è da imputare proprio alla prematurità e al mancato sviluppo degli organi vitali.

Il 17 novembre si tiene la Giornata mondiale della prematurità, un’occasione utile per fare il punto della situazione e definire gli interventi futuri volti a migliorare l’esito delle nascite premature. Così la Società italiana di neonatologia, la SIN, invita a prendersi cura dei bambini nati con parto prematuro, che, scrive in una nota, “sono fragili ma allo stesso tempo sono dei grandi guerrieri”.

E l’Italia fortunatamente è uno dei Paesi in cui i bambini che nascono prematuri hanno una migliore aspettativa di vita, spiega il presidente della SIN Fabio Mosca, che però avverte:

L’Italia oggi è uno dei Paesi con il più basso tasso di mortalità al mondo per neonati di peso inferiore a 1500 grammi con il 13,8% rispetto al 15% a livello mondiale. Se si vogliono mantenere questi standard elevati di qualità, oggi raggiunti nelle cure al neonato, sono necessarie più risorse, sia umane che tecnologiche e un maggior supporto alle famiglie dalle istituzioni nazionali e locali.

Una possibilità importante per i neonati prematuri è offerta dalle Banche del latte umano, donato dalle mamme che desiderano aiutare i bambini prematuri che non possono essere allattati con il latte della loro mamma.

Particolarmente a rischio sono i bambini che nascono con un peso inferiore ai 1.500 grammi, circa 4.400 neonati ogni anno (l’1% delle nascite totali). Per loro è fondamentale nascere in ospedali attrezzati, con adeguate Terapie Intensive Neonatali e con personale specializzato. Oltre a questo, sottolinea la SIN,

Deve essere consentito l’accesso dei genitori 24 ore su 24, con il loro coinvolgimento diretto e favorendo il contatto pelle a pelle (Kangaroo Mother Care), anche allo scopo di facilitare l’avvio dell’allattamento materno. Sarebbe fondamentale, inoltre, attivare presso questi reparti percorsi di sostegno psicologico, per i genitori che si accingono ad affrontare la prematurità del proprio figlio, attualmente presenti in non tutti i reparti e non sempre ben strutturati.

Oltre alle settimane immediatamente successive alla nascita, poi, riveste grande importanza il follow-up, cioè l’osservazione di questi bambini anche dopo le dimissioni dall’ospedale e fino all’età scolare: si tratta però purtroppo, sottolineano i neonatologi, di una possibilità a cui pochi hanno davvero accesso.

Da qui la proposta di riconoscere ufficialmente il follow-up all’interno del Sistema sanitario nazionale, spiega la SIN:

In modo da garantire risorse umane ed economiche che lo configurino come una Rete di Servizi specifica e multidisciplinare per soddisfare le complesse esigenze post-dimissione del neonato a rischio evolutivo e della sua famiglia.

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