Ittero neonatale, facciamo chiarezza con la pediatra su cause e trattamenti

Un fenomeno molto più diffuso di quanto si possa pensare e che va monitorato per evitare che possa essere segno di un problema più grave; con l'aiuto della pediatra, scopriamo cos'è e come trattare l'ittero dei neonati.

Più della metà dei bambini nati sani a termine nella prima settimana di vita presenta l’ittero neonatale. Una condizione che può essere in alcuni casi fisiologica, ma anche legata a importanti patologie che possono avere conseguenze gravissime sulla crescita del bambino. Per questo è importantissimo capire meglio cos’è l’ittero neonatale, quali sono le cause, come riconoscerlo e soprattutto quando rivolgersi al pediatra e cosa fare quando il proprio bambino presenta i segni tipici di questa condizione.

Per una panoramica completa sull’argomento abbiamo intervistato la Dottoressa Mariateresa Messalli, medico chirurgo specializzata in pediatria, con la quale abbiamo chiarito i punti essenziali dell’ittero neonatale.

Ittero neonatale: cos’è?

Dottoressa Messalli, cosa si intende con l’espressione ittero neonatale?

L’ittero neonatale è una colorazione gialla della cute e delle mucose. La possiamo notare per primo nella sclera, la parte bianca dell’occhio.

Tipologie di ittero neonatale

Dottoressa, quante tipologie di ittero neonatale esistono?

La prima distinzione deve essere tra ittero fisiologico e ittero patologico. Distinguiamo poi quello a bilirubina indiretta o non coniugata e quello a bilirubina diretta o coniugata. Quest’ultimo, a differenza del primo, è sempre patologico.

Le cause dell’ittero neonatale

Quali sono le cause di questa condizione?

L’ittero è dovuto a un aumento della bilirubina nell’organismo.

Nell’ittero fisiologico, quello più frequente e sempre a bilirubina indiretta, questa sostanza deriva dalla degradazione di una parte dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi. Questo significa che più globuli rossi ci sono e vengono distrutti più aumenta la presenza di bilirubina e di conseguenza si avrà l’ittero. Il neonato, a differenza dell’adulto, è predisposto ad “accumulare” più bilirubina indiretta, sia perché forma più globuli rossi e li distrugge prima, sia perché il suo organismo non è capace di smaltirla subito. Si tratterà, nella maggior parte dei casi, di un ittero “buono” che scomparirà da solo.

Quello patologico, a bilirubina diretta o indiretta, può dipendere da diverse cause. Una di queste è la malattia emolitica da incompatibilità di gruppo, ovvero quando la mamma e il bambino hanno gruppi sanguigni differenti e la mamma produce degli anticorpi che attaccano i globuli rossi del bambino. Questi vengono distrutti in maggiore quantità e si forma più bilirubina. Altre cause possono essere anomalie della membrana del globulo rosso, ma anche difetti enzimatici, infezioni, ipotiroidismo congenito, raccolte ematiche come il cefaloematoma, malattie epatiche.

Ittero neonatale patologico

Quando si parla di ittero patologico?

Un ittero è patologico se compare nelle prime 24 ore di vita, se la bilirubina indiretta aumenta più di 5 mg/dl al giorno, se supera determinati valori, se dura più di 10-14 giorni. Un aumento della bilirubina diretta superiore a 2 mg/dl, come abbiamo detto, è sempre patologico. È molto più raro nel neonato, può essere spia di una patologia epatica e ha un trattamento totalmente diverso.

Ittero neonatale fisiologico

Quando, invece, si parla di ittero fisiologico?

È quello che compare tra la terza e la quinta giornata di vita, non supera determinati valori, non dà problemi e si risolverà spontaneamente senza fare nulla entro il decimo-quattordicesimo giorno di vita.

Ittero neonatale da latte materno

Cos’è l’ittero neonatale cosiddetto da latte materno?

Sì, c’è anche questa tipologia di ittero nota con il nome di ittero da latte materno. In realtà è un ittero leggermente diverso che compare più tardi, generalmente tra la quarta e la quinta giornata e può durare anche fino a dodici settimane. È legato a un fattore presente nel latte materno di cui non si conoscono molto i dettagli ma che è associato ai livelli alti di bilirubina. In questo caso il bambino cresce bene, prende peso e non ha altri sintomi nonostante l’ittero persista.

Cosa fare in presenza di questo tipo di ittero?

Nella maggior parte dei casi l’ittero sparirà da solo e non è necessario sospendere il latte materno. Sarà sufficiente, dopo la visita e il consulto con il pediatra, attendere che i valori di bilirubina ritornino spontaneamente nella normalità.

Ittero neonatale: i valori di riferimento

Quali sono i valori di riferimento della bilirubina entro cui l’ittero è fisiologico e quelli, invece, che possono far sospettare una forma patologica?

Normalmente nell’adulto la bilirubina ha sempre un valore non superiore a 1 mg/dl, nel neonato, come abbiamo detto, valori più alti possono essere fisiologici.

Per i neonati, quali sono i valori da monitorare?

Non c’è, specialmente nei primi giorni di vita, un valore di riferimento singolo, ma esistono dei valori tabellati che i pediatri utilizzano. Il valore cambia in base alle ore di vita e all’età gestazionale, cioè se il bambino è nato a termine, quindi dalla trentasettesima settimana di gestazione, o se è nato pretermine. Grazie a queste tabelle viene valutato se il valore è ancora fisiologico o è un valore che può diventare patologico e verosimilmente richiedere un trattamento specifico. Diciamo quindi in linea generale che per essere fisiologico il valore di bilirubina indiretta non deve superare i 12.9 mg/dl nel bambino nato a termine e i 15 mg/dl nel bambino nato pretermine.

Cure e terapie per l’ittero neonatale

Cosa fare in caso di ittero neonatale?

Nel caso di ittero patologico da bilirubina indiretta, il trattamento più frequente che si utilizza nei neonati è la fototerapia. Con la fototerapia il neonato viene esposto nudo ad una luce ad alta intensità dello spettro visivo. Questa luce fa sì che la bilirubina venga convertita in un composto che viene più rapidamente smaltito abbassando i livelli di bilirubina. Solo in rarissimi casi, quando la fototerapia non ha effetto, si può arrivare alla exsanguinotrasfusione (una metodica con la quale il sangue viene depurato dalla bilirubina in eccesso).

Quanto può durare questa condizione?

L’ittero fisiologico deve durare approssimativamente fino a dieci giorni nel bambino nato a termine e fino a 14 giorni nel bambino pretermine. Laddove l’ittero duri più di questo tempo merita una maggiore attenzione.

Quando i genitori devono allarmarsi e chiamare il pediatra?

L’ittero aumenta tra il terzo e il quinto giorno, quindi può capitare che i neonati vengano dimessi a 72 ore di vita e che, quindi, una volta a casa l’ittero possa aumentare. Se aumenta di intensità e non diminuisce progressivamente, se dura più di dieci giorni è meglio rivolgersi al pediatra. Se il bambino, oltre che itterico, cresce poco, è poco reattivo o irritabile, se manifesta uno stato febbrile o fa una cacca di colore bianco (molto chiara) o le urine sono molto scure, in questi casi va sempre chiamato il pediatra.

Ittero neonatale: complicazioni e conseguenze

Dottoressa Messalli, cosa può succedere se l’ittero neonatale non viene trattato correttamente o in maniera tempestiva?

L’ittero, quando supera determinati valori, diventa pericoloso perché può avere un’azione tossica a livello cerebrale determinando una malattia e anche esiti negativi a lungo termine, come la sordità, il ritardo mentale e la paralisi cerebrale.

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