È un dubbio che sfiora, per non dire assilla, la maggioranza delle neomamme: quanto latte deve bere un neonato? Soprattutto le madri che allattano al seno possono avere preoccupazioni in merito alla quantità di latte assunta quotidianamente dal loro bambino e ai ritmi di crescita corretti durante le prime settimane di vita.

Quanto deve mangiare un neonato?

Innanzitutto è bene ricordare che ogni bambino è diverso, e può cambiare abitudini a più riprese. In secondo luogo un neonato può chiedere il seno non solo quando ha fame o sete, ma anche per altri motivi (ad esempio quando ha sonno, o anche solo bisogno di coccole).

Anche il tempo di ogni poppata è molto variabile: dipende soprattutto dall’età del bambino, perché quando è ancora molto piccolo e sta imparando a succhiare può metterci più tempo. Alcuni bambini poi sono più lenti di altri nel saziarsi. È normale poi che un bambino per ogni “seduta” prenda entrambi i seni oppure solo uno.

La produzione di latte, poi, non è sempre uguale. Come spiega il Ministero della Salute

Per soddisfare i bisogni del bambino e per stimolare adeguatamente la produzione di latte, ti puoi regolare in base ai suoi segnali. Finché inghiotte da un lato lascialo fare per tutto il tempo che vuole e offrigli l’altro seno quando dimostra di non essere più interessato al primo (non poppa più attivamente, lo lascia, si addormenta). Lascia che sia lui a decidere se e quanto a lungo desidera poppare anche dal secondo seno. La poppata successiva avverrà nell’ordine inverso ed inizierete con il lato usato per ultimo nella poppata precedente.

Quanto latte deve bere un neonato in un giorno?

Per quanto riguarda la quantità di latte che deve bere un neonato in un giorno, sono un caso a sé i primi due o tre giorni di vita, in cui il seno materno produce solo colostro, un liquido spesso, giallastro, viscoso. Il colostro è altamente ricco di sostanze nutrienti e di anticorpi e il neonato si nutre a sufficienza con basse dosi di questo latte.

I bambini si nutrono dalle 7 alle 8 volte nell’arco di 24 ore, e nei primi giorni di vita anche più frequentemente. Se il bambino è un po’ piccolo o sottopeso e non si sveglia almeno 8 volte nell’arco delle 24 ore, o si attacca per poi addormentarsi poco dopo, può essere necessario svegliarlo per qualche volta, finché non si sveglierà da solo e non crescerà con regolarità.

L’allattamento normalmente avviene a richiesta: il bambino viene attaccato al seno ogni volta che lo richiede, anche senza rispettare un intervallo definito (solitamente tre ore) tra una poppata e l’altra. Il latte materno sazia diversamente tra un pasto e
l’altro e durante la poppata stessa, il contenuto di grassi aumenta (dando sazietà) e quello di zuccheri diminuisce.

Chi allatta con il biberon dovrà invece preparare una quantità precisa di latte, solitamente indicata dal pediatra, che tende gradualmente ad aumentare con la crescita del bambino. Attenzione poi a non conservare troppo a lungo o male il latte
avanzato, per evitare delle infezioni intestinali.

Per assicurarsi che il neonato cresca bene, non occorre la cosiddetta doppia pesata, cioè pesare il bimbo prima e dopo la poppata, che anzi può essere fuorviante e causare inutile ansia. Sono sufficienti le pesate e le misurazioni fatte dal pediatra durante i normali controlli e “bilanci di crescita”.

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Come capire se il bambino sta mangiando abbastanza

È un timore legittimo: sta mangiando abbastanza? Ho abbastanza latte? Soprattutto se è il primo figlio, è del tutto normale essere insicure sulla quantità di latte necessaria per il neonato. Per capire se effettivamente il bambino si sta nutrendo a sufficienza il Ministero della Salute fornisce alcuni consigli utili:

  • una volta rientrata a casa dal parto il bambino si sveglia per i pasti almeno 8 volte nelle 24 ore e ti fa chiaramente capire che ha fame;
  • il bambino emette normalmente poca urina concentrata nei primi giorni, in particolare prima che giunga la montata lattea della mamma. Le urine saranno però chiare, abbondanti, 6 o più volte al giorno dopo il 5° giorno di vita;
  • le feci, scure nei primissimi giorni, hanno assunto un colore giallognolo e sono soffici;
  • riprende il peso della nascita entro le prime 2 settimane di vita;
  • il bambino è soddisfatto e rilassato dopo le poppate;
  • i seni o i capezzoli non ti fanno male.

Se al contrario il bimbo non si sveglia per la poppata, se non riacquista il peso della nascita dopo il normale calo fisiologico dopo il parto, o ancora se insorgono problemi legati all’allattamento, è opportuno rivolgersi al pediatra. Anche l’aiuto di un consulente per l’allattamento può essere molto utile per risolvere fastidi legati all’allattamento al seno.

Nelle prime settimane di vita, è utile poi controllare il numero di pannolini bagnati dal lattante, che in media sono pochi nei primi tre giorni di vita e può capitare di avere pannolini “poco bagnati”, per poi diventare più pesanti di urina intorno al primo mese e quindi utilizzare più pannolini.

Per quanto riguarda invece le feci, c’è una maggiore variabilità, ma in genere, trascorsi i primissimi giorni di vita, la media è di 3 pannolini al giorno sporcati con feci di colore ocra e consistenza molto morbida.

Feci del neonato: quando non sono "normali"?

Per qualsiasi dubbio è sempre opportuno rivolgersi al proprio pediatra, che saprà assistere la mamma e il bambino nel migliore dei modi.

Articolo originale pubblicato il 24 giugno 2019

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