
Un banale raffreddore in gravidanza non rappresenta una condizione rischiosa per la futura mamma e il bambino. Tuttavia, meglio curarlo in modo tem...
Alcune di esse sono considerate alleate della gravidanza, altre invece sono da evitare: scopriamo quali sono le tisane consigliate e che si possono consumare senza rischio di complicazioni.

Molti ginecologi ne limitano il consumo, specie per alcune di esse considerate non sicure per il benessere del feto e della mamma. Scopriamo quali sono i prodotti fitoterapici da evitare e quali, invece, è possibile bere nel corso della gestazione.
Come specificato su American Pregnancy Association, molti operatori sanitari di medicina alternativa ritengono che il consumo di alcune tisane durante la gravidanza sia un modo per sostenere la salute ottimale durante i nove mesi di gestazione. Il beneficio che l’uso delle tisane apportano alla donna e al feto è quello di fornire un’ulteriore fonte di nutrienti come:
Inoltre, le tisane che contengono foglie di lampone rosso sono considerate utili in gravidanza, poiché possono aiutare a prevenire complicazioni della gravidanza come:
Tuttavia, c’è da aggiungere che molti ginecologi e professionisti raccomandano l’uso di tisane solo successivamente al primo trimestre di gravidanza.
A causa della mancanza di studi approfonditi sulla maggior parte delle erbe officinali, la Food and Drug Administration (FDA) incoraggia cautela nell’assuzione di tisane nel periodo della gestazione.
Ma tra le piante officinali da poter assumere sotto forma di tisane nel corso della gravidanza si trovano:

Un banale raffreddore in gravidanza non rappresenta una condizione rischiosa per la futura mamma e il bambino. Tuttavia, meglio curarlo in modo tem...
Le tisane non alle erbe sono suddivise a loro volta in nere, verdi e oolong. Queste contengono quantità variabili di caffeina e antiossidanti e sono quindi sconsigliate da bere in gravidanza. In modo particolare, sono da evitare le tisane contenenti:
In Europa le erbe officinali sono usate da molte donne senza tener conto di alcuna controindicazione e quasi sempre senza una supervisione medica, anche in condizioni parafisiologiche come la gravidanza.
Uno studio condotto dall’Università di Verona ha valutato la possibile influenza del consumo di prodotti fitoterapici sull’andamento della gravidanza e sullo stato del neonato in un campione di 700 donne nei giorni subito dopo il parto:
Tra le tisane assunte spiccavano prodotti a base di camomilla, liquirizia, finocchio, aloe, valeriana, echinacea, olio di mandorla, propoli e mirtillo rosso. Le mamme consumatrici di tisane sono risultate maggiormente affette da morbilità correlate alla gravidanza e i neonati sono risultati di peso più basso alla nascita rispetto alla loro età gestazionale. Inoltre, è stata osservata una maggiore incidenza di minaccia di aborto spontaneo o di parto prematuro tra coloro le quali avevano consumato maggiormente camomilla e liquirizia.
Lo studio è stato affrontato per mettere in evidenza come l’uso delle tisane in gravidanza, se non monitorato e consigliato da ginecologi e dottori, può avere effetti indesiderati anche gravi non solo per l’andamento della gestazione, ma anche sul nascituro.
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