Movimenti fetali: quando si sentono e come contarli - GravidanzaOnLine

Quando iniziano a sentirsi i primi movimenti fetali?

Nella pancia della mamma i bambini singhiozzano, scalciano, si girano e fanno capriole: ecco quando cominciano ad avvertirsi i primi movimenti e come tenerli controllati.

“Ecco, si muove! O forse no?” Il momento in cui una mamma sente per la prima volta il movimento del bambino può intendersi come il loro primo vero “scambio”: ma quando iniziano a sentirsi i primi movimenti fetali?

Spiega l’ostetrica, la dottoressa Maria Chiara Giusteri:

Indicativamente si individua la ventesima settimana come punto di riferimento per l’inizio della percezione materna dei movimenti fetali, che in realtà iniziano già durante le prime settimane. Prima di quella settimana infatti il bambino si muove, ma la mamma solitamente non riesce ad avvertire i suoi “calcetti”. Alcune donne già durante le prime settimane sentono degli strani sussulti all’interno della pancia, come se fossero delle bolle che si spostano: questi non sono i movimenti fetali, ma possono essere i movimenti dell’utero che si sta pian piano ingrandendo.

Man mano che lo spazio intorno a sé si restringe i movimenti del feto si fanno più chiari, ma oltre ai calci la mamma può sentire anche altri segnali, continua la dottoressa Giusteri:

C’è un’altra attività del bimbo che talvolta può essere confusa con i movimenti: il singhiozzo. È normale infatti che il feto ogni tanto singhiozzi, è un suo modo per allenare le vie aeree in preparazione alla vita fetale. Quando il piccolino singhiozza si sente la pancia sussultare in modo ritmico, senza sentire altri movimenti degli arti.

Come riconoscere i movimenti del feto

movimenti fetali

Può capitare, soprattutto nel caso della prima gravidanza, che i movimenti fetali si percepiscano un po’ più avanti nel tempo: le donne che hanno già avuto figli tendono a riconoscere i movimenti più precocemente.

Con il passare delle settimane i movimenti all’interno del ventre materno saranno più facilmente distinguibili, e sarà possibile riconoscere i movimenti intestinali come pure il singhiozzo del bambino e i suoi spostamenti, dai calci alle capriole (eh sì, anche quelle). Continua Giusteri:

Nell’ultimo trimestre poi questi movimenti si fanno sempre più forti e riconoscibili. Non tutti i bambini sono uguali e ognuno ha un modo di muoversi particolare e unico: c’è chi si muove meno e chi è più attivo, chi si muove maggiormente la notte e chi invece preferisce il giorno. È importante che la mamma impari a conoscere i movimenti del proprio bambino per riuscire a capire quando il bimbo sta bene. La presenza dei movimenti infatti è segno di benessere, quando invece il bimbo è meno attivo del solito può essere in difficoltà. Soprattutto quando ci si avvicina al termine di gravidanza le future mamme sono in ansia e vorrebbero sentire il loro piccolo ogni minuto. È importante ricordare che il feto ha un ritmo sonno-veglia di 20 minuti, per cui è normale che abbia dei momenti in cui non è attivo e che invece si muova anche quando la mamma sta riposando.

Alessia

chiede:

Si possono misurare i movimenti fetali durante la giornata?

Nulla vieta di tenere monitorati i movimenti fetali durante la giornata: è possibile prendere appunti sull’ora in cui avvengono e sulla loro quantità, e quindi compararli settimana dopo settimana. Intorno al terzo trimestre di gravidanza il ginecologo solitamente insegna alla donna a contare tali movimenti, uno strumento di monitoraggio che può rivelarsi utile nel caso di parti prematuri.

Se all’inizio i movimenti sono una rarità, con l’avvicinarsi della data del parto si fanno sempre più intensi, tanto da essere visibili chiaramente anche dall’esterno. Il conto dei movimenti fetali, tuttavia, può rivelarsi in alcuni casi controproducente. Avverte a questo proposito la dottoressa Giusteri:

Non è raccomandata da nessuna linea guida la pratica della conta giornaliera dei movimenti fetali. Talvolta alcuni medici chiedono alle future mamme di contare quanti movimenti fa il bambino durante il giorno: questo può provocare ansia e agitazione nella coppia e non ha nessun significato nel prevenire la sofferenza fetale.

Movimenti fetali: quando preoccuparsi?

I movimenti fetali possono risultare particolarmente diradati nel tempo o assenti se ad esempio il bambino dorme o se è tranquillo, ma non cessano mai del tutto, nemmeno nelle ultime fasi della gestazione. Spiega Giusteri:

Cosa può fare quindi una mamma negli ultimi tre mesi di gravidanza se ha l’impressione che il bimbo si muove poco? La pratica più consigliata in questi casi è di mettersi in un ambiente rilassante e tranquillo, stendersi sul fianco sinistro o comunque stare in una posizione comoda (ma non supina) e attendere 20 minuti: se in questo tempo il piccolino si muove almeno due volte, allora si può stare tranquilli, altrimenti è meglio recarsi in un pronto soccorso ostetrico, per controllare lo stato di salute di mamma e bambino.

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