Fetus in fetu: cause e 3 casi di 'gemello parassita' - GravidanzaOnLine

Fetus in fetu: cos’è la sindrome del “gemello parassita”

Il feto nel feto, un fenomeno rarissimo: ecco quali sono le possibili cause del fetus in fetu e i casi che hanno conquistato l’attenzione di tutto il mondo.

Una condizione rara, una congenita anomalia. In questo modo Ncbi (National Center for Biotechnology Information) definisce il fenomeno noto come fetus in fetu, o FIF. I casi segnalati fino ad oggi sono pochi, ma hanno destato, per la complessità dell’argomento, molta attenzione in tutto il mondo.

Vediamo meglio di cosa si tratta, quali sono le cause che provocano questa condizione e conosciamo storie e casi studiati fino ad oggi per comprendere meglio “la sindrome del gemello parassita”.

Fetus in fetu: cosa significa?

Letteralmente fetus in fetu significa feto dentro il feto. Si tratta di un fenomeno molto raro in medicina, noto anche come sindrome del gemello parassita o gemello inglobato.

Si tratta di un caso di gravidanza gemellare atipica: succede che i due – o più – embrioni si sviluppino vicini e uno inglobi l’altro. In pratica accade che il gemello parassita si sviluppi e cresca, per quanto possibile, all’interno di una delle cavità del feto “normale”, di solito nello stomaco, ma può occupare anche zone quali cranio, collo, area genitale e bocca.

Di fatto, però, non si forma completamente, è privo di cuore e cervello e al di fuori del feto che lo accoglie non può sopravvivere.

Ripetiamo, è rarissimo, ma può accadere. Fino ad oggi, e da quando è stato analizzato il primo, ovvero alla fine del 18esimo secolo da Johann Friedrich Meckel, si contano meno di 100 casi in tutto il mondo.

Fetus in fetu: le possibili cause

Le possibili cause evidenziate dagli studiosi del National Center for Biotechnology Information parlano di fusione dei due embrioni, distinti ma vicini, derivate dallo stesso zigote. L’origine potrebbe essere una divisione scorretta della fase embrionale detta blastocisti, che comporta uno scompenso in uno dei due feti.

Le malformazioni del gemello inglobato sono invece dovute allo schiacciamento e alla pressione dei tessuti atte dalla crescita del feto “sano”.

Il FIF, che può essere diagnosticato sia nel ventre materno attraverso ecografie mirate, sia dopo la nascita del feto “buono”, può essere asportato chirurgicamente senza che la persona in vita presenti alcun problema.

Fetus in fetu: l’incidenza

I casi riportati, che hanno permesso di studiare meglio questa rarissima condizione, hanno mostrato che il continente asiatico, e in particolar modo l’India, ha registrato il maggior numero di fetus in fetu, circa il 40% del totale. Mentre sono solamente 3 i casi descritti in Africa.

In totale, si stima un’incidenza di un caso di fetus in fetu ogni 500mila persone e ad esserne colpiti sono principalmente gli individui di sesso maschile.

Fetus in fetu e teratoma: le differenze

Sebbene il FIF sia stato definito dai medici studiosi Willis e Lord come l’esistenza di un feto diamniotico, parassitario e monozigotico, c’è chi ha avanzato l’ipotesi che si tratti non di un gemello parassita, bensì di un teratoma ben differenziato e altamente organizzato.

Il teratoma, specifichiamo, è un tumore dei tessuti che può essere benigno, maligno o borderline e la sua evoluzione sembra simile a quella umana, per questo motivo è conosciuto anche come “mostro”, che dà origine al suo nome (in greco téras = mostro).

La presenza di una colonna vertebrale nel fetus in fetu – come spiegato ancora una volta da Ncbi – è un segno importante per distinguerlo dal teratoma, un chiaro segno identificativo di questa condizione.

3 casi di fetus in fetu

Di seguito vediamo alcuni casi di FIF che hanno destato grande attenzione nel mondo.

Fetus in fetu o cisti ovarica?

Il FIF può crescere in una persona e nutrirsi per anni senza che l’ospitante se ne accorga. È successo nel 2015 a una donna inglese di 45 anni, che si è sottoposta a un’operazione chirurgica per una cisti ovarica. I medici hanno invece rimosso un feto malformato con parti di faccia, capelli e alcuni denti.

Il caso della neonata di 10 giorni

Una donna di 28 anni ha partorito naturalmente una neonata nella quale è stata evidenziata una massa nell’addome. Sottoposta a dovuti accertamenti, a soli 10 giorni è stata operata per la presenza di una massa nel quadrante superiore addominale destro.

Nella capsula rilevata, in seguito a un’incisione, sono stati ritrovati testa fetale, tronco, un braccio e gli arti inferiori poco sviluppati.

La storia di Itzamara

Il più recente caso di fetus in fetu è stato registrato in Colombia nel 2019 e riguarda una bambina di nome Itzamara. In questo caso i medici hanno identificato il problema durante la gravidanza e sono riusciti a intervenire prima che il gemello parassita potesse svilupparsi particolarmente.

Il FIF è stato rilevato dal medico Parra-Saavedra durante un’ecografia ad alta risoluzione. La rimozione chirurgica è avvenuta durante la 37esima settimana di gravidanza, quando la donna è stata sottoposta a taglio cesareo e la bambina pesava 3kg. A parto avvenuto, la piccola Itzamara è stata operata per rimuovere il feto interno, privo di cuore e cervello, con testa e arti in parte sviluppati e lungo 5 centimetri.

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