Anonimo

chiede:

Egregio dottore, tutto è iniziato circa tre anni fa con una vaginite
da candida, poi sono susseguite varie infezioni batteriche da stafilococco
aureo che sono riuscita a debellare dopo numerose cure e aver cambiato vari
ginecologi. Ora nel penultimo tampone vaginale è risultata la presenza di
escherichia coli che non ho curato se non con fermenti lattici che assumo
costantemente, nell’ultimo tampone invece è stata riscontrata la presenza
di
stafilococco epidermidis. Le premetto anzitutto che non ho alcun tipo di
disturbo, né perdite né altro fastidio. Il mio ginecologo mi aveva consigliato
bactocin ovuli x sei sere ma negli ultimi rapporti col mio ragazzo ho
iniziato ad avere bruciore all’imene e all’entrata della vagina. Mi è stata
diagnosticata da un’esperta ginecologa una vestibolite vulvare da sottoporre
al giudizio del mio ginecologo, ho prenotato una visita ma nell’attesa vorrei
chiederle se esiste un metodo efficace x stabilire se si tratta o no di
vestibolite vulvare e se è un problema di difficile soluzione visto che
ho
letto dopo metodiche ricerche che è una patologia risolvibile molto
lentamente. Inoltre potrebbe trattarsi solo di uno squilibrio vaginale come
mi ha riferito precedentemente il mio ginecologo? Il mio quadro generale
è
positivo, eseguo costantemente analisi del sangue e controlli vari e non
è
mai risultata alcuna patologia. La ringrazio anticipatamente e spero in una
sua risposta.

Gentile signora, non vedo ragione di dubitare della diagnosi di vestibolite
vulvare fatta da un'”esperta ginecologa”. Tuttavia, visti i risultati insoddisfacenti
delle terapie, io potrei suggerire di effettuare una vulvo-colposcopia, che
potrebbe ancor meglio chiarire il quadro. Auguri

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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