Anonimo

chiede:

Gentile Dottore buongiorno, ho 38 anni e durante gli esami preliminari
ad
una PMA (fivet/icsi) sono risultata “debolmente positiva” al
test sugli anticorpi
anti-HCV. Come consigliato dal medico di famiglia e dal ginecologo ho
effettuato
test di conferma Immunoblot risultato “indeterminato” in
quanto solo uno
dei 5 marker (c33c ++) è risultato positivo. Il test è stato ripetuto
in
altra struttura con lo stesso esito. Ho eseguito il test HCVRNA
quantitativo
che è risultato negativo con test di funzionalità epatica GOT=13 e
GPT=18.
Dopo 10 giorni ho eseguito il test HCVRNA qualitativo che è risultato
negativo.
Non appartengo a categorie a rischio (non ho mai effettuato trasfusioni
e non ho mai effettuato uso di droghe).
Sulla base di questo quadro ritiene che possa proseguire serenamente
nel
percorso di PMA?
Ritiene che vi siano rischi per l’eventuale feto? Dovremo procedere
con
parto cesareo? Dovrò evitare l’eventuale allattamento? Inoltre
possono esistere
rischi di infezione per mio marito avendo rapporti non protetti (siamo
sposati
da 10 anni e lui è risultato negativo al test anti-HCV).
Il ginecologo ritiene che con buona probabilità si tratti di un falso
positivo.
Come dobbiamo comportarci?
Grazie per la Sua disponibilità.

Gentile signora, può essere che abbia ragione il suo curante e che si tratti
di un falso positivo, ma non è impossibile che, data la sua età ed al fatto
che fino al 1994 vi erano in commercio prodotti con immunoglobuline infette,
lei possa in un modo o nell’altro essere venuta in contatto con il virus.
A questo punto direi che la prudenza dovrebbe essere di rigore, ma la trasmissione
sessuale fortunatamente è molto rara e la trasmissione materno fetale è dello
0,5 %. L’allattamento non è sotto accusa in quanto la percentuale di infezione
del lattante al seno è pari a quello in allattamento artificiale. Auguri

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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