Pizzicore alla vagina - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

La mia situazione è complessa.
Dal ’98 si è presentato l’Ureaplasma Urealyticum risultante dal tampone
cervicale e uretrale, curato con gli antibiotici a cui risultava (dal
tampone) sensibile, poi continuarono ad alternarsi Micoplasma,
Ureaplasma, Gardnerella Vaginalis, Candida Albicans, con brevi periodi di
“pausa” fino al 2001 sempre curati tempestivamente. Ritornò nel 2003
l’Urealyticum e lo curai con gli antibiotici a cui risultava (dal tampone)
sensibile. Ora – Ottobre 2004 – si è ripresentato di nuovo sempre all’uretra
e alla cervice e lo sto curando con doxicillina. Uso da sempre profilattici
nei rapporti. Sottoposta a pap test, 2 colposcopie e hpv testing nel 2003,
sono risultata sana ma da febbraio 2004 ho un pizzicore alle labbra e
all’entrata della vagina soprattutto dopo i rapporti che si è acuito sempre
più nel tempo finché in questo ultimo mese dopo un rapporto, dopo tampone
uretrale-vaginale-cervicale (dal quale è risultato l’ureaplasma di cui Vi
parlavo) e durante il ciclo è diventato insopportabile soprattutto in
quella zona all’entrata della vagina e sento la mucosa ruvida, come
frastagliata. Il dott. mi ha prescritto Alea Olio da applicare con la punta
del dito dentro la vagina ma dopo una settimana sia di antibiotici sia di
Alea le perdite non cessano e il fastidio alla vagina è lo stesso
insopportabile!!! Ormai l’Ureaplasma si ripresenterà a suo “volere”? E cosa
può essere secondo Voi questo pizzicore alla vagina?
Grazie,

Gentile Signora, le rispondo per la parte inerente il Mycoplasma e le infezioni genitali, ma non posso esprimermi circa la riferita “ruvidità” vaginale, non avendo potuto osservarla direttamente.
La terapia delle infezioni da Mycoplasma è alle volte complessa: lei dice di usare sempre il profilattico e questo dovrebbe escludere problemi di passaggio tra i partner (ma bisogna esser certi di utilizzarlo SEMPRE sul serio, non semplicemente spesso o nella maggior parte dei casi).
Direi che nel suo caso vi può essere la indicazione ad un trattamento di combinazione (due antibiotici in contemporanea, per periodi di tempo significativi, cioè almeno tre settimane), con successivi cicli di terapia antibiotica periodici, anche in assenza di sintomatologia. Utile poi sarebbe un tentativo di rafforzamento delle difese immunitarie locale, con l’impiego a lungo termine di fermenti lattici. In bocca al lupo!

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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