Anonimo

chiede:

Gent.le dott. Annona,
faccio seguito a precedenti contatti intercorsi. Le riepilogo la
situazione pregressa per poi arrivare alle domande attuali. Da luglio è comparsa un’infezione mista: candida, streptococco B e ureaplasma urealitico, ahimè per una serie di ragioni trascurata. Ho preso sulla base dell’atb la claritromicina per strept e ureaplasma,
con l’esito che dopo l’antibiotico l’ureap era scomparso, mentre streptococco no, anzi era diventato resistente alla claritromicina e io avevo forti dolori e infiammazione. Ho comunque resistito su consiglio sia del mio infettivologo e ginecologo (contrari all’antib. Per lo streptococco perché il tutto secondo loro si contestualizza in un quadro di carenza di flora batterica e di ph da tener costante, per l’infettivologo giudicato addirittura “quadro non
migliorabile con terapia antibiotica”) per poi arrivare disperata a prendere levofloxacina 500 mg 1v al di per 7 gg. Oggi l’esito del tampone cita: miceti (negativo); batteri (negativo); positivo Ureaplasma Urealitico (fornito ATB); leucociti +; scarsa flora lattobacillare (+); cellule epiteliali squamose ++. Contestualmente sto soffrendo di ricadute di candida (almeno credo sia lei..), che però dal tampone non risulta, mentre ho ancora dolori pelvici, gonfiore e spasmi urinari, perdite bianche non simili a
“ricotta” ma di una certa densità (da attribuirsi a ragione al problema ureaplasma??). Credo, sto pure attendendo l’esito di un Washing..)
La domanda è: essendo la seconda volta che compare l’ureaplasma qual è una terapia efficace per combatterlo (il partner non era stato trattato)? Ma soprattutto: hanno ragione i miei medici a sconsigliarmi l’antibiotico considerando l’ureaplasma un falso problema, causato da un quadro di
vaginosi batterica? Cosa si rischia a tenerlo? I dolori peggiorano notevolmente… Se ne può
andare da solo o no? Le confesso che la mia opinione, tenuto conto di diversi fattori e della
sintomatologia… cercherei di debellarlo, prevenendo eventuali ricadute magari anche con una terapia antibiotica di richiamo. I miei medici
avranno anche ragione nel consigliarmi che l’antibiotico fa danni, ma un’infezione da ureaplasma trascurata non rischia di complicare il quadro? Grazie, a presto.

Gentile Elena,
non ricordo il nostro precedente contatto, ma è probabile che anch’io le
abbia detto che in questi casi di infezioni recidivanti, bisogna sicuramente
trattare contemporaneamente anche il partner. L’omissione di questo
accorgimento porta ad ovvie recidive, di cui è inutile poi chiedersi il
perché. Successivamente il passo da fare è ripristinare una normale flora
vaginale ed un pH fisiologico, l’unica strategia per dare alla vagina e
all’organismo le armi per resistere ad ulteriori attacchi dal mondo esterno,
che possono chiamarsi da ureaplasma a streptococco, a candida, a chlamydia e
a quant’altro. Al di là dell'”essere contrari” a questo o a quello è
necessario che lei si affidi ad un unico specialista, esperto in patologia
cervico-vaginale e che segua le sue indicazioni. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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