Anonimo

chiede:

Egregio Dottore, ho 33 anni e sono alla seconda gravidanza. Ho
fatto
gli esami del sangue alla 7^ settimana (5^ gestazionale) e sono risultata
positiva aL CMV: Anticorpi IgG 6,30 UI/ml – Anticorpi IgM 55 UA/ml – IgG
avidity 0,407. (Prima gravidanza negativa al CMV)
Il mio ginecologo ritiene che con tali valori dovrebbe trattarsi di
infezione pregressa e non in atto, quindi avvenuta anche mesi prima del
concepimento, è corretto? È possibile stabilire con certezza il periodo in cui l’infezione era
attiva?
Nel mio caso ci sono comunque rischi di trasmissione del virus al feto
durante la gravidanza?
Attendo con ansia una cortese risposta. Grazie per l’attenzione.

Gentile Deborah, le suggerisco di consultare la pagina del sito dedicata al
citomegalovirus dove troverà molte risposte ai suoi quesiti. Per una
corretta valutazione dei valori che riporta occorre conoscere i parametri di
riferimento del laboratorio, per stabilire se il valore dell’avidity viene
considerato alto o basso. Se alto, si può presumere che l’infezione sia
abbastanza lontana nel tempo e quindi meno preoccupante. Purtroppo il
citomegalovirus rappresenta fonte di numerosi dubbi, perché la presenza di
immunità non garantisce comunque da una reinfezione, la trasmissione al feto
non è costante, è difficile stabilire quale è il grado di compromissione
fetale e insomma abbiamo poche armi contro questa infezione. Secondo alcuni
è addirittura poco utile screenarlo a causa di questi motivi e non a caso i
relativi test di laboratorio non sono compresi fra gli esami gratuiti in
gravidanza. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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