Prima o poi, a questa consapevolezza, ci arriva ogni genitore: con accanto un gioco musicale di ultima generazione, il piccolo è comunque attirato da un pacchetto di fazzoletti di carta, da una bottiglia vuota, da un foglio di giornale. E con un cavallo a dondolo accanto, tende comunque a preferire l’arrampicata selvaggia su sedie e tavoli, quando le abilità motorie conquistate glielo consentono. Questo vuol dire che i giochi per neonati e bambini non servono? No, solo che dosarli con consapevolezza, tenendo in considerazione che i piccoli esplorano il mondo toccandolo, annusandolo e a volte anche “assaggiandolo”. E che gli oggetti di uso comune sono dunque la loro arma per iniziare questa avventura, anche se tecnicamente non sono giocattoli ideati da un team di esperti per la loro fascia d’età.

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In un ASK sul nostro profilo Instagram abbiamo chiesto ai genitori quale fosse il gioco preferito dei loro piccoli. Sono arrivate risposte variegate, che vanno dai giochi sonori a quelli tattili oppure a quelli di stampo montessoriano. Ma a farla da padrone sono state risposte come queste: “Tutto! Ma poi gioca per mezz’ora con il pacchetto delle salviette“, oppure “Ma solo la mia impazzisce per gli oggetti di casa? Pentole, stendini, telecomandi, scope, bottiglie…Il fatto che i bimbi nella fascia 0- 3 anni tendano a giocare più con oggetti di uso comune e non con quelli deputati agli aspetti ludici non è, in realtà, casuale. Per vederci chiaro abbiamo parlato con Elena Randellini, pedagogista che sul suo profilo Bolle di Pedagogia cerca di fare educational sui temi più caldi per i genitori di bimbi piccoli. 

Perché i bambini scelgono oggetti di uso comune anziché i giocattoli per divertirsi? Una mamma su Instagram ci ha detto che alla figlia “piacciono da morire le confezioni e le scatole. Forse per il rumore? Boh!“. Però anche questa scelta non è casuale. Secondo l’esperta:

I bambini piccoli non hanno bisogno tanti giocattoli per divertirsi e non è solo un’impressione dei genitori che siano incuriositi dalle cose più semplici. Questi oggetti sono quelli che, attraverso l’esperienza attiva, li aiutano a sviluppare diverse abilità cognitive e fisiche.  Spesso basta una semplice scatola di cartone per intrattenerli: ciò che agli occhi dell’adulto sembra banale, per un bambino è un tesoro, un oggetto versatile che può, a tutti gli effetti, diventare qualsiasi cosa lui voglia. I giochi che nascono dalla manipolazione di oggetti di uso comune sono i più divertenti proprio perché creano scenari inattesi,  fanno scoprire la meraviglia che è nascosta ovunque.  Ma sono anche i più divertenti perché stimolano il bambino a imparare delle cose nuove sul funzionamento del mondo che lo circonda: i materiali,  i suoni, i rumori, le reazioni causa- effetto per i più piccoli, ma anche come funziona il “mondo degli adulti” per i grandicelli.

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Giocattoli per neonati e per bambini, quali scegliere per stimolarli

Questo non vuol dire che i giocattoli siano da demonizzare: tutto contribuisce, nell’universo del neonato e del bambino sotto i tre anni, a costruire l’immagine del mondo in cui si muove. Quindi sì, anche i giochi in questo schema di crescita fanno la loro parte. Secondo la pedagogista, è solo necessario sceglierli con cognizione. E non bruciare mai le tappe con le fasce d’età indicate sulla confezione.

È fondamentale che i giochi siano adatti all’età perché è importante che il bambino si senta capace e adeguato, altrimenti si sentirà frustrato in modo da evitare capricci. Certi atteggiamenti, infatti, sono il risultato della frustrazione che esprime il piccolo nel non riuscire a fare qualcosa o nel non essere compreso. È compito dell’adulto dare gli strumenti adeguati al piccolo per esprimersi in modo giusto. È quindi importante proporre giochi semplici in modo da stimolare la fantasia e la creatività del bambino. Attraverso questi giochi il bambino viene stimolato a trovare nuovi modi per utilizzarli. Così una semplice scatola può diventare un lettino per la bambola o una nave dei pirati.

I giocattoli molto strutturati, soprattutto se il loro utilizzo è articolato, tendono a essere dimenticati in un angolo dal piccolo. Mentre invece “pentolini, scatole, passeggini sono  strumenti dalle infinite possibilità e il bambino tende a utilizzarli a lungo” secondo l’esperta.

Il trucco per attirare l’attenzione del piccolo sui giocattoli è evitare che siano fonte di sovra-stimoli. E che non siano mai troppi, perché, a conti fatti, non ne ha bisogno.

Per evitare che sia distratto da troppi stimoli il piccolo non deve avere a disposizione molti giochi, in modo da dargli la possibilità di scoprire tutte le potenzialità di quelli che ha nella sua cameretta. Il trucco per farglieli usare è lasciarli sempre alla sua portata, in modo che possa scegliere quelli che gli piacciono in autonomia.

Quali giochi quindi per i bambini? Ecco i consigli dell’esperta da applicare sin dai primissimi giorni di vita del neonato.

Nella fascia 0/6 mesi il neonato ha bisogno soprattutto del contatto con i genitori.  Scoprire  il viso di mamma e papà è il suo gioco preferito perché aiuta a formare la relazione, diminuire lo stress e attivare al meglio lo sviluppo cognitivo. Intorno ai 4 mesi il neonato scopre le sue manine e amerà osservarle: imparerà poi piano piano a usarle per toccare, afferrare, muovere altri oggetti. È attratto dai colori brillanti e vivaci, soprattutto il giallo e il rosso, così come dai contrasti bianco-nero; apprezza la musica e i suoni, in particolare quelli lenti, dolci e costanti. I giochi consigliati a questa età sono quelli che stimolano la sensorialità e sono morbidi, leggeri, di facile impugnatura e con margini arrotondati.

Nella fascia 6/12 mesi i bambini cominciano ad apprezzare di più i giocattoli intesi come oggetti ed è in questa fase che si avvia la vera esplorazione del mondo.

Tra i giochi consigliati in questa fascia ci sono sonagli, superfici riflettenti e il cestino dei tesori: un cestino di stoffa o vimini pieno di oggetti accattivanti di uso quotidiano, di materiali, forme e colori diversi (un cucchiaio di legno da cucina, un pennello per il trucco o da barba, uno spazzolino da denti, una spugna naturale, una pigna, grandi tappi di sughero, anelli grandi da tenda, coperchi di vario tipo, imbuto, colino da tè sono solo alcuni esempi di ciò che può contenere!). Una volta che il bambino ha esaurito l’interesse per questi oggetti e li ha esplorati in ogni modo questi si possono sostituire così che possa continuare il suo processo di scoperta. Lo scopo di questa tipologia di gioco è quello di soddisfare la curiosità del bambino che a quest’età manipola l’oggetto ma non solo: lo guarda, lo mette in bocca, lo annusa, ne scopre il peso, la consistenza, la dimensione e il sapore.

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A partire dall’anno di età il bambino si scopre capace di camminare, quindi di arrivare dove vuole da solo e in totale autonomia. La pedagogista Randellini ci ha detto che:

Cresce in lui il forte desiderio e bisogno di esplorare, scoprire da solo qualità e funzionalità del mondo che lo circonda. Si può proporre al bambino il gioco euristico che è un’evoluzione del cestino dei tesori. Anche in questo caso si offrono al bambino oggetti di materiale “povero” e di recupero presenti nella vita quotidiana.  Il bambino attraverso la propria personale esplorazione scoprirà ed imparerà molto grazie alla manipolazione degli oggetti ed affinerà le proprie capacità psicomotorie in modo totalmente autonomo.

A due anni il bambino ha affinato le proprie capacità ed è in grado di simulare e far finta di essere qualcosa che non è: supereroi, mamma e papà. “Questo modo di giocare, detto gioco simbolico, permette al bambino di creare avventure infinite grazie alla fantasia“, ci ha detto la pedagogista.

Quello che può sembrare un semplice gioco è in realtà un’esperienza fondamentale per lo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del bambino. In questo modo il piccolo impara a conoscere le proprie potenzialità, a comunicare meglio e ad entrare in contatto con le proprie emozioni.  Tra i giochi consigliati ci sono bambole, macchinine, costruzioni di dimensioni e complessità adatte all’età, libri. Proporre quindi al bambino giocattoli che gli consentano di costruire, esplorare, creare è vincente: contenitori da riempire, oggetti da raggruppare, cubi, giochi ad incastro sono perfetti.

Infine, a 3 anni  il bambino dimostra interesse a giocare con gli altri e nasce in lui la voglia di aggregarsi e fare gioco di socializzazione.

È ancora più potenziata la capacità di interpretare ruoli, c’è molto interesse per i giochi più strutturati e le abilità motorie sono più fini. Giochi consigliati a questa età sono le costruzioni più complesse, i puzzle, i lavoretti che prevedono il taglio (usando forbici a punta arrotondata) e l’incollare.

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