Il cestino dei tesori è un’attività per bambini annoverata tra quelle del metodo Montessori. Si tratta di una vera e propria esplorazione che il bambino compie, un percorso in cerca di “tesori” (cioè oggetti) di vario tipo, molto utile per lo sviluppo dei 5 sensi.

Viene spesso promossa negli asili nido ma può essere realizzata anche in casa, con materiali semplici e d’uso comune.

Cos’è il cestino dei tesori?

Sin dai primissimi mesi, il cestino dei tesori aiuta a sviluppare le capacità del bambino con materiali accuratamente predisposti. Una condizione necessaria per giocare col cestino dei tesori è che il bambino riesca a stare seduto da solo, ovvero verso i 6 mesi. A quest’età il bambino riesce a toccare e manipolare gli oggetti, è curioso di esplorare il mondo circostante e ciò che lo circonda.

Il cestino dei tesori permette al bambino di scoprire nuovi oggetti, andare a cercarli, soddisfare la sua curiosità e incrementare lo sviluppo dei 5 sensi; quello che fa, infatti, è afferrare gli oggetti e portarli alla bocca per capire come sono fatti. Per i neonati è tutto una scoperta e l’ambiente circostante offre continui stimoli.

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Cestino dei tesori e metodo Montessori

La pedagogista inglese Elinor Goldschmied è l’inventrice del cestino dei tesori, poi ripreso e riadattato dal metodo Montessori. L’idea alla base è quella di considerare il bambino come una persona che può essere indirizzata dall’educatrice verso il miglior sviluppo possibile. Gli oggetti che il cestino deve contenere, infatti, sono scelti con cura per fornire stimoli allo sviluppo dei sensi dei neonati.

Il cestino dei tesori è utile innanzitutto perché permette al bambino di avere a disposizione diversi materiali, e orientarsi in uno spazio preciso e definito, uno spazio che stimola la curiosità e sollecita la sua voglia di esplorare. Infatti all’interno del cestino il neonato ha la possibilità di scoprire e conoscere oggetti mai visti né toccati prima di quel momento. Questo è il motivo per cui si raccomanda di inserire soprattutto oggetti di uso comune, usati dagli adulti, e non giocattoli.

Gli oggetti permettono al bambino lo sviluppo del tatto, essendo di diverso materiale e consistenza; la vista, attraverso i colori, la luminosità e la forma degli oggetti; il gusto (se si inserisce qualcosa di commestibile); l’olfatto, con oggetti che emanano profumi diversi; l’udito, con campanellini o altri oggetti che riproducono suoni e rumori. Prendendo in mano gli oggetti e studiandoli, il bambino svilupperà anche la coordinazione e la motricità.

Cosa metterci dentro?

Cosa si può mettere dentro il cestino dei tesori? Ecco solo alcuni suggerimenti (è consigliabile usare la fantasia!)

Innanzitutto, si possono utilizzare oggetti realizzati con materiali naturali, come un gomitolo di lana, uno spazzolino e un pennello per il make-up. Si può attingere anche a elementi del tutto naturali, come conchiglie, spugne o una pigne; si possono aggiungere ancora delle piume e della frutta: per esempio un’arancia, un mandarino, una prugna o un limone.

Nel cestino dei tesori si possono mettere materiali in legno come mollette, cucchiai in legno e scatoline di diverse dimensioni. Si può aggiungere qualche elemento di metallo come un cucchiaio, delle chiavi, un fischietto, le formine per i dolci o i coperchi delle pentole (che il bambino potrà far suonare). Poi ci sono gli oggetti in pelle o in tessuto: un borsellino, una bambola di stoffa. Tra gli oggetti di carta si possono inserire rotoli di carta da cucina o la carta igienica, ma anche degli origami fatti a mano.

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Il cestino dei tesori fai da te

Quando si predispone un cestino dei tesori, la cosa importante è variare i materiali da mettere nel cestino, in modo che risulti attraente per il bambino. Sarebbe opportuno, ogni tanto, cambiare gli oggetti per rendere il cestino sempre interessante. Il cestino dovrebbe essere di vimini, dal fondo piatto, e senza manici per permettere al bambino di cercare dentro più agevolmente.

Quando si realizza un cestino dei tesori, non bisogna dimenticare di inserire oggetti di uso quotidiano e non giocattoli. Gli oggetti si possono poi suddividere in base al tipo di materiale di cui sono fatti, o in base alla dimensione e alla forma.

Infine, nel proporre quest’attività, il bambino deve essere lasciato libero di esplorare gli oggetti che più destano la sua curiosità. Ovviamente, gli oggetti vanno lavati di volta in volta perché il bambino li porta spesso alla bocca.

Articolo originale pubblicato il 27 ottobre 2020

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