Metodo Montessori per neonati: 4 attività - GravidanzaOnLine

Maria Montessori ha attuato una sorta di vera e propria rivoluzione nei sistemi pedagogici, e molto di ciò che vediamo oggi nelle scuole dove mandiamo i nostri figli si deve proprio al suo approccio del tutto innovativo, considerata soprattutto l’epoca in cui la pedagogista iniziò a svilupparlo, sul finire dell’Ottocento e che rientra sotto la definizione di metodo Montessori.

Il metodo Montessori mira principalmente all’indipendenza e alla libertà di scelta dello studente rispetto al proprio percorso educativo, mantenendo sempre un occhio riguardo per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino.

Cos’è il metodo Montessori?

Il focus del metodo Montessori, come detto, è basato sulla libertà e sull’autonomia di scelta da parte del bambino, e si basa su due elementi fondamentali: prima di tutto, bambini e adulti si devono impegnare nella costruzione del proprio carattere attraverso l’interazione con i loro ambienti; in secondo luogo i bambini, specialmente al di sotto dei sei anni, subiscono un importante percorso di sviluppo mentale, e per questo a loro dovrebbe essere data la libertà di scegliere e di agire autonomamente in un ambiente preparato secondo il suo modello.

Il suo metodo comprende:

  • la presenza di classi di età mista per fascia di età (0-3, 3-6, 6-12, 12-18) così da agevolare la stimolazione della socializzazione, la cooperazione e l’apprendimento tra pari;
  • la libera scelta dello scolaro rispetto al propri percorso educativo all’interno di una gamma di opzioni predisposte dall’insegnante, consentendogli quindi di scegliere che attività svolgere e per quanto tempo;
  • dei blocchi orari di lavoro didattico, idealmente di tre ore, lunghi e senza interruzioni;
  • un’organizzazione delle attività educative predisposte, dei laboratori, degli ambienti e dei materiali didattici a disposizione che possano favorire l’apprendimento per scoperta.
Le 10 regole del metodo Montessori che fanno bene ai bambini

Nelle scuole Montessori non ci sono voti, non ci sono compiti, non ci sono bocciature, perché i materiali montessoriani hanno in sé la correzione dell’errore: il bambino, consapevole  di aver sbagliato, può e deve riprovare finché non riuscirà a trovare la soluzione corretta, favorendo così l’autostima e la soddisfazione personale.

Nel suo studio Maria Montessori aveva previsto quattro diversi periodi o “livelli” nello sviluppo umano: dalla nascita ai 6 anni, dai 6 ai 12, dai 12 ai 18 e dai 18 ai 24, caratterizzati da modalità di apprendimento e approcci educativi specifici e diversi. Se nelle prime fasi infatti il bambino ha una mente assorbente, capace di immagazzinare le informazioni provenienti dall’esterno e gli stimoli in maniera quasi del tutto incosciente, più avanti avrà una mente cosciente, e inizierà a sentire la necessità di organizzare logicamente i contenuti mentali assorbiti.

Dai 12 ai 18 l’adolescente incontrerà cambiamenti a livello fisico ma anche di atteggiamento, caratterizzati soprattutto da bassa concentrazione e repentinità di cambiamento di idee, poiché questo periodo corrisponde a quello in cui inizia a preparare il successivo, diventando cioè adulto.

Nonostante si senta spesso parlare di scuole che utilizzano il metodo Montessori, ci sono svariate attività da provare anche con i bambini molti piccoli, i neonati. Eccone alcune.

Attività del metodo Montessori da fare con i neonati

Queste sono alcune delle attività pensate per i neonati, prese dal sito ufficiale del Metodo Montessori.

Il cestino dei tesori

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Fonte: metodomontessori.it

Pur non essendo stato ideato direttamente da Maria Montessori, è stato promosso a pieni voti ed inserito nell’educazione Montessori.

A inventarlo è stata la psicopedagogista britannica Elinor Goldschmied, e oggi è una delle attività più usate negli asili nido.

Generalmente lo si propone ai bambini dai 6 mesi in su, perché è necessario che riescano a stare seduti autonomamente, senza contare che questo è un periodo in cui il bimbo è particolarmente curioso e propenso a esplorare il mondo che lo circonda.
Il cestino dei tesori gli offre la possibilità di sviluppare tutti e cinque i sensi, perché al suo interno dovranno essere riposti vari oggetti. Ad esempio (leggiamo dal sito):

  • Oggetti naturali: conchiglie, tappi di sughero, pigne, una spugna naturale, piume, una pietra pomice, un limone
  • Oggetti fatti di materiali naturali: un gomitolo di lana, un pennello da barba o da trucco o per dipingere, uno spazzolino da denti
  • Oggetti di metallo: un cucchiaio, un mazzo di chiavi, delle formine per dolci, il campanello di una bici, il coperchio di una pentola, scatole di latta con alimenti sigillate
  • Oggetti in legno: cucchiaio da cucina, una scatola portauovo, sonagli vari, delle mollette per stendere il bucato, un anello da tenda grande, piccole scatole
  • Oggetti in pelle: una piccola borsa o un borsellino
  • Oggetti di tessuto: una bambola, dei sacchettini di stoffa con dentro la lavanda, il timo o altre piante o fiori essiccati
  • Oggetti di gomma: il tappo della vasca da bagno, delle palline di diverse forme
  • Oggetti di carta: scatolette di varie dimensioni e colori, un rotolo di carta da cucina o di carta igienic

Il cestino dei tesori dev’essere preferibilmente di vimini, a fondo piatto e senza manici in modo che il bambino possa curiosare comodamente al suo interno.

In questo gioco il genitore deve essere un semplice spettatore, che raccoglierà gli oggetti che il bambino gli darà. Ai piccoli importa solo sapere che i genitori sono vicini, questo è sufficiente a rassicurarli.

Il triangolo di Pikler

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Fonte: amazon

Parliamo di uno strumento realizzato per aiutare i bambini a sviluppare il loro senso di motricità. A idearlo fu Emmi Pikler, una pediatra ungherese la cui teoria di crescita del bambino, sviluppata negli anni ’30, si basa sul seguire, passo passo, ogni bambino nella sua individualità, permettendogli di muoversi e di fare esperienza attraverso il proprio movimento.

Questo perché, per vivere nell’ambiente ed esprimere le proprie emozioni, il bambino può usare come strumento di comunicazione solo il movimento; anche in questo caso, l’adulto non ha che il mero ruolo di osservatore.

Il triangolo di Pikler è una struttura in legno con forma triangolare, in cui i bambini possono arrampicarsi, strisciare, scivolare, salire e scendere. In questo modo i piccoli imparano a riconoscere i movimenti del proprio corpo, a controllare e gestire i movimenti e a coordinarsi. Ovviamente, man mano che crescerà il bambino riuscirà a scalare sempre meglio il triangolo, per questo la supervisione di un adulto è comunque sempre molto importante.

Triangolo di Pikler: la "scala" che permette al bambino di muoversi in libertà

La giostra dei ballerini.

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Fonte: web

Questa giostra ha la stessa finalità delle altre giostrine, aiutare il bambino nel suo sviluppo visivo, ma presenta caratteristiche diverse e può essere realizzata in una versione fai da te.

Ovviamente, a dare il nome alla giostra sono le figure dei ballerini creati su carta lucida in modo da riflettere la luce; con questo gioco il bimbo può mettere a fuoco la vista, iniziare a percepire la profondità, ed è ideale a partire dai 3 o 4 mesi. Rimane comunque l’ultima giostra da presentare al neonato, dato che è pensata anche per consentirgli di afferrare gli oggetti.

Per realizzare una giostra dei ballerini fai da te rimandiamo al sito del Metodo Montessori.

L’ottaedro

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Fonte: web

Dato che la vista del neonato è il senso meno sviluppato alla nascita il metodo Montessori prevede l’inserimento di giostrine, e in effetti l’ottaedro è proposto dalla sesta settimana di vita del neonato, momento in cui comincia a distinguere bene i colori. Per questo, è importante posizionare la giostra non nei luoghi dove il bambino fa la nanna, ma dove gioca, sperimenta e fa attività, a un’altezza sufficiente per permettergli di vederla senza toccarla.

Anche in questo caso, per realizzare un ottaedro a casa rimandiamo al sito.

Articolo originale pubblicato il 25 aprile 2020

Categorie

  • Bambino (1-3 anni)
  • Neonato (0-1 anno)