Obesità infantile: definizione, cause e prevenzione - GravidanzaOnLine

Obesità infantile, è allarme anche in Italia: 10 regole per prevenirla

Cos'è l'obesità infantile, quali sono i fattori di rischio e quali le regole per prevenirla. Tutto quello che c'è da sapere su questo disturbo così preoccupante e diffuso tra i bambini di oggi.

Secondo la Società Italiana di Pediatria, in Italia 2 bambini su 10 sono in sovrappeso e 1 su 10 è obeso. Lo spiacevole primato spetta alle regioni centro-meridionali, ma a livello nazionale si tratta di un fenomeno dilagante e persistente che espone il 50% degli adolescenti al rischio obesità in età adulta.

L’aspetto più preoccupante riguarda le patologie connesse a questo disordine nutrizionale: diabete mellito di tipo 2, ipertensione, dislipidemia, sindromi metaboliche, patologie cardiovascolari e altre complicanze di grave entità.

Un recente studio condotto dall’OMS in collaborazione con l’Imperial College London ha evidenziato un trend ancora più inquietante tra i giovani anche a livello mondiale, prospettando un futuro con più bambini sovrappeso che sottopeso. Per queste ragioni, l’Unicef non esita a definire l’obesità infantile una vera e propria “epidemia” del nostro tempo che occorre tenere in seria considerazione.

Obesità infantile: definizione

L’obesità infantile è una piaga apparentemente incurabile della società moderna a livello globale. Un fenomeno legato a diverse cause e fattori che deve essere monitorato e affrontato con la massima rigorosità, sia a livello sociale che sanitario.

Ma cos’è esattamente e quali sono i fattori di rischio perché si manifesti con più probabilità in età infantile? In termini clinici, l’obesità è una condizione di squilibrio in cui si registra un accumulo anomalo di grasso nel tessuto adiposo. Questo aumento della massa grassa implica serie conseguenze per la salute e il benessere di tutto l’organismo e di alcuni organi in particolare.

Il metro di valutazione di questa disfunzione utilizzato in ambito medico è l’indice di massa corporea (IMC o BMI) che si calcola dividendo il peso del soggetto per il quadrato della sua altezza (kg/m2). Ogni valore è poi rapportato all’età e al sesso dell’individuo (curva di crescita), fattori che servono a determinare delle soglie di tolleranza internazionalmente accettate.

Obesità infantile: le cause

Come abbiamo accennato, si tratta di un disturbo nutrizionale legato ad un insieme di fattori di diversa origine. Di base, la causa scatenante che determina l’accumulo di grasso nei tessuti, è uno squilibrio energetico. Ciò che si verifica, dunque, è un apporto calorico maggiore del dispendio energetico profuso dall’organismo. L’eccedenza calorica, in pratica, viene trasformata in massa grassa e a lungo andare può degenerare in sovrappeso e obesità.

I fattori di rischio che favoriscono tale squilibrio sono davvero moltissimi e possono variare da individuo a individuo. Per quanto riguarda l’obesità infantile, poi, tutto può iniziare in epoca prenatale, a seconda delle abitudini alimentari della gestante e del suo stile di vita (fumo, stress, controllo del peso, etc.). Donne gravide in sovrappeso oppure obese rischiano, ovviamente, di condizionare negativamente lo sviluppo del feto e perfino il suo futuro appetito una volta nato. Genetica, educazione alimentare, contesto familiare, ambiente e prevenzione hanno altresì un ruolo fondamentale.

Obesità infantile in Italia: cifre e prevenzione

Nonostante l’Italia sia la patria della dieta mediterranea, in Europa è proprio alle nostre latitudini che si registrano i dati più allarmanti.

Nel nostro paese, infatti, l’OMS registra il maggior tasso di obesità infantile e il maggior numero di bambini sovrappeso tra la popolazione maschile (21%-42%). Anche le bambine confermano la preoccupante tendenza con tassi di obesità e sovrappeso pari al 38%. Come l’Italia, ci sono altri paesi dell’Europa Meridionale (Cipro, Spagna, Grecia e Malta) dove 1 ragazzo su 5, in media, è obeso.

Come evidenziato, uno stile di vita sano e abitudini alimentari corrette sono fondamentali nella prevenzione dell’obesità infantile. Ma ci sono altre regole che genitori e bambini dovrebbero osservare per fuggire da questo rischio. Regole da osservare in ogni fase della vita familiare e individuale che la Società Italiana di Pediatria ha racchiuso in un decalogo:

  1. Controllare il peso corporeo e non fumare in gravidanza;
  2. Allattare al seno nei primi sei mesi;
  3. Controllare il peso del bambino sin dai primi mesi;
  4. Nn introdurre alimenti solidi nell’alimentazione del bambino prima dei 4 mesi di età;
  5. No ai fast food per bambini in età scolare (6-10 anni) e adolescenti;
  6. Trascorrere massimo 2 ore al giorno davanti ad uno schermo (tv, console, tablet, smartphone, etc.);
  7. Limitare il consumo di bevande zuccherate ed energy drink;
  8. Rispettare le ore di sonno consigliate per ogni fascia di età;
  9. Seguire la dieta mediterranea;
  10. Fare una regolare attività fisica (almeno un’ora al giorno).

L’obesità infantile è un fenomeno innanzitutto culturale, oltre che genetico. La società ha il dovere di prendere consapevolezza di questa realtà e salvaguardare la salute dei propri figli sin dal concepimento.

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