Asma nei bambini: i consigli del pediatra per riconoscerlo e trattarlo

Tra le malattie respiratorie l'asma è una di quelle più diffuse che deve essere prontamente riconosciuta. Ne abbiamo parlato con il pediatra per fornire a tutti i genitori le giuste informazioni in materia.

Le malattie respiratorie sono quelle più comuni in età pediatrica e l’asma è quella più frequente che colpisce i bambini. Parliamo di un fenomeno molto diffuso che, come vedremo, tende a manifestarsi maggiormente con il passare degli anni, motivo per cui è fondamentale riconoscerla per tempo per poterla trattare prontamente e consentire al bambino di condurre una vita normale.

Per conoscere meglio cos’è l’asma nei bambini, come si manifesta e come gestirlo correttamente abbiamo intervistato il Dottor Francesco Andolinamedico pediatra e neonatologo, che ci ha permesso di avere informazioni utili preziose per la comprensione di questo fenomeno.

Cos’è l’asma?

Dottor Andolina, cos’è propriamente l’asma?

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree. È una malattia molto diffusa in età pediatrica. Spesso rimane misconosciuta fino all’età scolare perché il sintomo fondamentale dell’asma è la tosse e quello che viene definito respiro sibilante che è un sintomo abbastanza comune soprattutto nei bambini più piccoli.

Specialmente nei primi tre anni di vita è difficile diagnosticarlo e per questo rimane misconosciuto. Solo più avanti, in età scolare o prescolare, arriva la vera e propria crisi asmatica e a quel punto viene fatta la diagnosi.

Che differenza c’è con l’asma bronchiale?

Scientificamente si chiama asma bronchiale perché è legata alla broncocostrizione, cioè alla chiusura dei bronchi.

Asma nei bambini: le cause

Quali sono le cause responsabili dell’asma nei bambini?

Ha una componente ereditaria che predispone all’insorgenza della malattia; generalmente i bambini asmatici hanno un genitore o un fratello asmatico. Questo poi si associa a quelli che sono i fattori ambientali. Innanzitutto l’esposizione agli allergeni che possono essere l’acaro e l’acaro della polvere, tanto che generalmente i soggetti asmatici più piccoli sono allergici all’acaro della polvere. Ci sono poi i pollini, il pelo degli animali, gli allergeni alimentari soprattutto il latte vaccino, l’uovo e tutti gli additivi che sono presenti nei vari alimenti.

È una condizione frequente nei bambini?

È una malattia abbastanza diffusa e sopra i sei anni l’asma interessa il 10% dei bambini.

Ci sono dei fattori di rischio che posso favorire l’insorgenza dell’asma?

Le infezioni predispongono all’asma dal punto di vista eziopatogenetico. Se pensiamo a tutte le infezioni virali a cui i bambini vanno incontro durante i primissimi anni di vita, questi tendono ovviamente a favorire l’insorgenza dell’asma che è legato fondamentalmente al fatto che i bambini hanno le vie aeree più piccole, più ristrette, e quindi più facilmente si chiudono e vanno incontro a una broncocostrizione. L’asma fondamentalmente è la chiusura delle vie aeree, per questo si manifesta con la tosse e con il respiro sibilante.

Tipologie di asma nei bambini

È possibile distinguere e classificare diverse tipologie di asma?

Come detto c’è una predisposizione genetica importante a cui si aggiungono dei fattori ambientali. L’asma può essere scatenata da qualsiasi forma di allergene che può essere l’ambiente inquinato, il fumo di sigaretta, i pollini, la polvere, ma anche gli alimenti. L’attacco asmatico può essere scatenato a seguito dell’ingestione di alcuni alimenti nei confronti dei quali il bambino è sensibilizzato.

C’è poi l’asma da sforzo, quella da attività fisica. Molto spesso l’asma compare nei bambini in età scolare dopo che hanno fatto attività fisica. Qui ovviamente c’è sia la componente dello sforzo perché andando sotto sforzo le vie aeree tendono più facilmente a chiudersi che la componente ambientata alla polvere presente nelle palestre e nelle scuole.

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Asma nei bambini: i sintomi

Dottor Andolina, come si manifesta l’asma nei bambini?

Si manifesta come crisi asmatica con una tosse secca, insistente che non abbandona il bambino e con il classico fischio che è udibile dagli stessi genitori che imparano a riconoscere un attacco asmatico. C’è una difficoltà a respirare e, nei casi più gravi, un aumento della frequenza respiratoria e un senso di costrizione toracica.

Asma nei bambini: cura e trattamento

Qual è la terapia da seguire in caso un bambino fosse asmatico?

È importante che i genitori prendano coscienza della malattia e che imparino a gestirla. La gestione dell’asma comporta sia una gestione cronica che si avvale dell’utilizzo di antinfiammatori che la gestione dell’attacco asmatico vero e proprio. La crisi asmatica, infatti, si può manifestare in qualsiasi momento e i genitori prima e il bambino poi quando diventa adolescente, imparino a gestire l’attacco d’asma.

Il trattamento generalmente è a base di broncodilatatori e cortisonici che possono essere somministrati sia per via orale, sia per via inalatoria. Nel corso degli ultimi anni si sono evoluti tutta una serie di dispositivi che permettono di somministrare soprattutto i broncodilatatori per via inalatoria in maniera molto più efficace.

Come riconoscere un attacco di asma nei bambini

Come distinguere una normale forma di tosse da quella tipica dell’asma bronchiale? Ci sono metodi e strumenti diagnostici che è possibile seguire per confermare il sospetto di asma?

Dall’anamnesi il pediatra scorge il sospetto che si possa trattare di una crisi asmatica. La sintomatologia, la predisposizione genetica, il fatto che le crisi si manifestino in determinate condizioni sono elementi che permettono di orientare la diagnosi. Inoltre la diagnosi può prevedere la somministrazione, durante la crisi asmatica, del broncodilatatore; se la tosse risponde al broncodilatatore è possibile accertare la presenza dell’asma.

Inoltre si può eseguire una spirometria che è un esame che permette di valutare, facendo soffiare il bambino all’interno di un apparecchio, il grado di costrizione delle vie aeree. Possono poi essere eseguiti dei test per valutare se c’è una base allergica e verso quale elemento il bambino è sensibilizzato e sulla base di tutti questi elementi viene instaurata la terapia.

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In conclusione, che consiglio possiamo dare ai genitori?

È importante riconoscere subito l’asma, soprattutto nei bambini più piccoli, perché tanto più precocemente viene diagnosticata e quindi trattata, migliore è la prognosi. Spesso nell’età adolescenziale tende a migliorare e a regredire, ma in alcuni casi persiste e in questi casi la gestione di un adolescente asmatico diventa molto più difficile. I cambiamenti ormonali, ma anche il dover gestire un ragazzo asmatico, diventa più complesso; per questo è importante riconoscere e trattare l’asma il più precocemente possibile.

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  • Bambino (1-6 anni)