Vaccino antirosolia

Egregio dottore,
le scrivo per sottoporle un problema che ci angoscia non poco. Con mia moglie, che ha 33 anni, si è deciso di avere un figlio. Per evitare problemi, nel mese di giugno (più precisamente giorno 11 giugno) ha fatto il vaccino antirosolia. Dopo tre mesi, tanto ci ha detto di aspettare il medico di famiglia, ha rieffettuato gli esami per verificare l'acquisita immunità che lo stesso dottore ci ha confermato. Il 14 novembre (cioè circa cinque mesi dopo) ha avuto le ultime mestruazioni dopodiché, dai test nel mese di dicembre è risultata essere incita (di due gemelli). Gli esami di rito effettuati sulla rosolia hanno rivelato però dei risultati che i dottori non riescono ad interpretare bene e che ci stanno facendo preoccupare non poco. In effetti un primo test fatto il 27 dicembre riportava: IgG 53,89 UI/mL e IgM Positivo, un secondo test effettuato giorno 11.01.03 riportava IgG 131 UI/mL e IgM dubbio. I dottori ci hanno consigliato di rieffettuare i test tranquillizzandoci, ma io vorrei avere qualche informazione in più sia sulla interpretazione dei risultati, sia sui rischi che eventualmente corriamo. La ringrazio in anticipo.

Gentile Sig. Giovanni,
il tempo trascorso fra la vaccinazione e l'inizio della gravidanza è sufficiente. È probabile che la positività peraltro dubbia delle IgM sia dovuta alla "coda", cioè al periodo finale della presenza di questa classe di immunoglobuline. Le IgM sono infatti quelle che vengono prodotte per prime, alle quali seguono le IgG. Vi è un periodo in cui comunque coesistono entrambe. Faccia fare anche le IgA che, al pari delle IgM vengono prodotte in una fase iniziale dell'esposizione e che hanno una più repentina scomparsa. La loro assenza le darà maggiore sicurezza. Il diverso valore delle IgG è dovuto alle tolleranze delle metodiche utilizzate per la titolazione. Cordiali saluti.